Ieri mattina l’assessore regionale
al Lavoro Tiziano Consoli ha partecipato al presidio dei lavoratori in sciopero
dello stabilimento Beko di Melano di Fabriano davanti ai cancelli della
fabbrica. L'assessore, presente insieme al collega allo Sviluppo economico
Giacomo Bugaro, ha ribadito la vicinanza della Regione ai lavoratori e alle
loro famiglie, sottolineando come la vicenda Beko non riguarda soltanto un
singolo sito produttivo, ma coinvolge l'intero territorio fabrianese e uno dei
comparti che hanno fatto la storia economica della regione:
“Sono intervenuto per rappresentare ciò che la Regione Marche sta facendo e le iniziative che stiamo portando avanti a tutela dei lavoratori e del futuro industriale del territorio. La situazione di Beko non riguarda una sola azienda, ma un'intera comunità che nella sua storia ha rappresentato competenza, professionalità ed eccellenza manifatturiera di un territorio. Le Marche sono la culla dell'elettrodomestico: una storia che ha generato sviluppo, occupazione, competitività e un indotto fondamentale. Non stiamo parlando soltanto di fabbriche, ma di comunità intere la cui identità è legata a questi stabilimenti e che meritano rispetto e tutela dell’occupazione". L'assessore ha ricordato l'accordo sottoscritto il 14 aprile 2025 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy alla presenza del ministro Adolfo Urso, che aveva l'obiettivo di garantire stabilità e rilancio al sito produttivo di Melano.
Ma c’è
preoccupazione per il calo dei volumi produttivi e il ritardo nell'attuazione
del piano industriale. “Beko deve rispettare gli impegni assunti: i patti vanno
mantenuti. Come diceva il giurista Ulpiano, pacta sunt servanda. Non si tratta
soltanto di obblighi giuridici, ma di un impegno morale verso un'intera
comunità. Gli investimenti previsti, oltre 60 milioni di euro, devono
concretizzarsi in maniera fattiva in nuovi prodotti, innovazione, volumi e
prospettive industriali di lungo periodo".
L'assessore ha
sottolineato il lavoro svolto dalle istituzioni per salvaguardare gli
stabilimenti marchigiani: “La Regione Marche e il Governo hanno fatto la loro
parte. L'esercizio del Golden Power da parte del Ministero ha consentito di
evitare la cessione dell'azienda e di mantenere aperti i siti di Melano,
Fabriano e Comunanza. Ora occorre partire da qui per non subire passivamente ma
rilanciare il sito e tutelare un patrimonio industriale che rappresenta una
risorsa strategica per tutto il territorio". Consoli invita poi all'unità
istituzionale: "Di fronte a una vertenza così importante, l'unità della
politica e delle istituzioni è un valore aggiunto. Pur nelle differenze, è
fondamentale costruire una linea di intervento condivisa e fare squadra per
dare maggiore forza alla voce del territorio e ottenere risposte concrete”.
L'assessore ha
ricordato che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato la
Regione Marche per il prossimo 1^ ottobre nell'ambito dell'incontro dedicato a
Beko Europe, occasione nella quale verrà ribadita la necessità di dare piena
attuazione agli impegni assunti e di garantire il futuro occupazionale e
produttivo dello stabilimento di Melano.
Mentre Tommaso
Melacotte, segretario della Federazione di Ancona di Sinistra Italiana, ha espresso
preoccupazione per la situazione: “Quello che sta continuando ad accadere negli
stabilimenti Beko di Melano ed Electrolux di Cerreto d’Esi in seguito agli
ultimi presidi non può essere derubricato a una sequenza di crisi aziendali
separate. E’ in discussione una parte rilevante dell’apparato produttivo
marchigiano e, con essa, la possibilità per il nostro territorio di continuare
a essere sede di una manifattura qualificata, capace di generare occupazione,
salari e innovazione.
A Melano, a quasi diciassette mesi dalla sottoscrizione dell’accordo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il bilancio appare tuttora inaccettabile. Mentre lo stabilimento continua a fare ricorso alla cassa integrazione, i volumi produttivi risultano significativamente ridotti e sono state programmate nuove giornate di fermata dello stabilimento. Sul versante degli investimenti i sindacati denunciano che una parte rilevante degli interventi previsti non risulta ancora concretamente realizzata.
La vicenda
Electrolux aggiunge un ulteriore elemento di gravità: a Cerreto d’Esi è stata
confermata la prospettiva della chiusura dello stabilimento. Un gravissimo
colpo per lavoratori e lavoratrici, famiglie e professionalità, ma anche un
patrimonio produttivo sedimentato nel tempo e una rete economica che va ben
oltre i confini dei singoli stabilimenti. Quando una multinazionale decide di
ridurre la propria presenza produttiva in un territorio, non siamo più soltanto
davanti a una decisione interna all’impresa: entrano in gioco interessi
collettivi, risorse pubbliche, tenuta occupazionale e prospettive di sviluppo.
E quando le
conseguenze concrete ricadono su lavoratori e lavoratrici, quella che si
consuma non è soltanto una vertenza occupazionale, ma una questione politica
che riguarda il modello di sviluppo sociale che vogliamo immaginare per il
nostro territorio. Riteniamo necessario che le imprese che beneficiano di
incentivi, ammortizzatori e altre forme di sostegno pubblico siano chiamate a
rispondere di impegni altrettanto concreti sul piano occupazionale e
produttivo.
Sinistra Italiana
è nuovamente al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, delle RSU e delle
organizzazioni sindacali. Chiediamo alle istituzioni regionali e nazionali di
assumere una posizione chiara e di esercitare fino in fondo le proprie
prerogative. Melano e Cerreto d’Esi sono parte di una storia industriale che ha
contribuito a costruire la forza economica delle Marche e del loro territorio.
Non intendiamo assistere alla sua progressiva erosione come un processo
naturale e inevitabile.
Sinistra Italiana
è insieme a chi si organizza e chi lotta per non vedere trasformato il proprio
posto di lavoro in una voce di costo da eliminare.
Perché la difesa
dell’industria marchigiana non può essere affidata alla sola logica del
mercato. Richiede una scelta politica. Il profitto non può essere l’unico
criterio con cui si decide il futuro delle nostre comunità. Il lavoro non è
merce. Le Marche non sono terra di conquista”.
Uguale preoccupazione da parte del sindaco Daniela Ghergo: “Oggi ho partecipato al presidio dei lavoratori Beko davanti allo stabilimento di Melano. Essere lì, insieme alle lavoratrici, ai lavoratori, alle rappresentanze sindacali e alle rappresentanze istituzionali nazionali e regionali, non è stato soltanto un dovere istituzionale: è la testimonianza di una città che non intende assistere in silenzio al ridimensionamento del proprio patrimonio industriale ed umano.
E’ stata importante la presenza di tanti sindaci del nostro territorio, uniti in un messaggio di compattezza per il futuro di un distretto industriale che coinvolge lavoratori provenienti da tante realtà limitrofe. Ed è stata importante la presenza dell’On. Elly Schlein, segretaria nazionale del Partito Democratico, che ha portato solidarietà e un messaggio di vicinanza e di impegno nel difendere il futuro dei lavoratori e della nostra comunità.
Fabriano ha dato tantissimo al settore dell'elettrodomestico, costruendo competenze, eccellenza e qualità riconosciute a livello internazionale. Lo stabilimento di Melano rappresenta la storia e il futuro del nostro distretto produttivo. Non possiamo permettere che incertezze strategiche o scelte di riorganizzazione aziendale scarichino il loro peso sulle famiglie e sul nostro territorio. I punti fermi della nostra battaglia istituzionale sono prendere il rispetto dell’accordo siglato da BEKO al Ministero per le Imprese e per il Made in Italy ad aprile 2025, finora disatteso. Salvaguardare ogni singolo posto di lavoro, sia diretto che dell'indotto.
Incalzare il Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché mantenga la massima attenzione sulla vertenza e si arrivi a impegni vincolanti. La battaglia per il lavoro a Fabriano non è la battaglia di una singola azienda, ma riguarda il futuro di tutta la nostra comunità. Riguarda il futuro di un intero territorio leader nella produzione degli elettrodomestici, rimasto privo di una politica industriale che sappia governare le crisi e riqualificare i distretti. Da Beko a Electrolux, la mancanza della governance politica si fa sentire. Come Sindaco e come Amministrazione comunale saremo presenti in ogni sede, con i lavoratori e al fianco delle loro rappresentanze, per far valere con determinazione le ragioni della nostra terra da cui dipende il futuro dei nostri giovani”.

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