Prioretti sulle sanzioni agli agricoltori: prima di puntare il dito, il Comune guardi alle condizioni delle sue strade
In merito alle sanzioni
inflitte ad alcuni proprietari di terreni dopo il maltempo, ritengo necessario
fare alcune considerazioni. Se Sclavi avesse reale conoscenza del territorio
non umilierebbe così il mondo agricolo.
Parto da un principio
fondamentale: le regole devono essere rispettate da tutti, cittadini e
istituzioni. Se vengono accertate irregolarità, è corretto contestarle e non
chiedo deroghe né intendo difendere comportamenti non conformi. Tuttavia, una
cosa è accertare le responsabilità individuali, un'altra è la scelta di dare un
tale risalto pubblico alle sanzioni, con il rischio di far passare il messaggio
che il mondo agricolo sia responsabile di quanto accaduto sulle nostre strade.
Preciso che questo non
è un atto d’accusa nei confronti del personale comunale, ma è rivolto solo ed
esclusivamente al Sindaco e alla sua Amministrazione. Come già avvenuto con gli
accertamenti Tari alle aziende di un anno fa e con gli espropri della pista
ciclabile, effettuati senza alcun controllo preventivo, anche questa volta
dimostrano una mancanza di senso di responsabilità e di adeguatezza rispetto al
ruolo che rivestono.
Non sono di certo
populista, ma, sollecitata da tanti cittadini, sento il dovere di dire la mia:
le condizioni di alcune strade sono talmente critiche da rendere difficoltoso,
in determinati punti, persino il passaggio di un’ambulanza. A questo si
aggiungono lo sfalcio dell’erba precario, manutenzioni sommarie, tombini
occlusi (spesso puliti dagli stessi privati per evitare danni alle proprie
abitazioni) e cunette non adeguatamente curate.
Trovo sconvolgente
soprattutto un tale risalto pubblico, come se l’Ente fosse senza peccato e la
colpa dei disagi fosse esclusivamente degli agricoltori che non svolgono adeguatamente
il loro lavoro. Sono diversi anni che questa Amministrazione lascia le strade
esterne (e non solo quelle) in condizioni di abbandono. E non è la denuncia
strumentale di un consigliere comunale di opposizione: lo dicono i cittadini,
gli abitanti di quelle zone, i lavoratori, gli agricoltori e tutti coloro che
quelle strade le percorrono quotidianamente.
La gestione delle acque
pluviali è una materia complessa che non riguarda soltanto i fossi privati, ma
coinvolge anche le infrastrutture pubbliche: cunette, caditoie,
attraversamenti, pertinenze stradali e manutenzione del verde.
Se è giusto chiedere ai
privati di rispettare i propri obblighi, è altrettanto doveroso verificare ciò
che compete all'ente pubblico. Occorre quindi garantire che la manutenzione
delle nostre strade, lo sfalcio dell'erba e la pulizia dei sistemi pubblici di
deflusso vengano effettuati dal Comune con tempestività ed efficienza. Le
responsabilità non possono essere a senso unico.
Non si tratta di
riconoscere privilegi, ma di garantire rispetto ed equilibrio. Sono proprio gli
agricoltori, che con il loro lavoro quotidiano, svolgono un ruolo fondamentale
nella cura e nel presidio del nostro territorio, ad essere tra i primi a subire
i danni del maltempo. In un momento in cui anche molti giovani scelgono di
investire nell’agricoltura a Tolentino e di costruire qui il proprio futuro,
credo che vadano accompagnati e sostenuti, non additati come responsabili dei
problemi del territorio.
Mi si consenta un po’
di sarcasmo: sono sempre molto misurata e rispettosa nei toni, ma francamente,
di fronte a tanta arroganza, non ci sto. Sclavi si faccia prestare la
bicicletta dall’assessore Aloisi che (ci dicono) pare stia studiando da
candidato sindaco e, se riesce a non perdersi, visto che nonostante quattro
anni da sindaco scambia ancora una contrada per un’altra, percorra tutte le
strade esterne. Potrà così rendersi conto personalmente di quali siano le loro
reali condizioni.
Monia Prioretti,
consigliere comunale di Fratelli d’Italia

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