Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
In
questo fine settimana a Tolentino un festival dedicato al vento grazie al
‘diVento festival’, promosso dal circolo culturale ‘Tullio Colsalvatico’, con
il patrocinio del Comune di Tolentino ed il sostegno della Fondazione Claudi,
della Banca Popolare di Spoleto, della ITICI e di Systematica, che si conclude
nel mattino di domenica 2 giugno con un laboratorio per insegnare ai bambini a
costruire il proprio aquilone che poi loro stessi faranno volare, animato dal
gruppo ‘Ritagli di cielo’.
Nei giorni scorsi l’associazione ha presentato il
programma, che prende avvio venerdì 31 maggio con l’incontro con l’attrice
Beatrice Fazi protagonista della piece teatrale ‘Cinque donne del sud’, scritto
da Francesca Zanni al teatro ‘Don Bosco’
della città, raccontato con un tono sempre in bilico tra il brillante e
la commozione e uno sguardo fortemente ironico su chi siamo stati e chi
diventeremo: la coppia, il rapporto tra madri e figli, l’emancipazione
femminile.
Dal 1887 al 2018, le cinque
donne portano per mano lo spettatore attraverso i cambiamenti epocali, le
abitudini e le superstizioni, le leggende e il folclore, viaggiando dal Sud
Italia al Nuovo Mondo, attraversando grandi rivoluzioni, delusioni e speranze,
passando dalla vita contadina a quella iperconnessa, avanzando verso un futuro che cambia e che le
cambia.
Il festival prosegue sabato 1 giugno alle ore 10 all’Abbadia di Fiastra
workshop di poesia ed arti, in uno spettacolo itinerante aperto a tutti, con il
poeta e critico letterario Gianfranco Lauretano; il pomeriggio e sera gli
incontri si svolgeranno a Caldarola dalle ore 17, con la mostra fotografica
‘Nostoi’ di Fiorella Sampaolo, l’intervento di Davide Rondoni (poeta ed
animatore in tutta Italia del bicentenario dell’Infinito di Giacomo Leopardi)
che presenterà il suo volume ‘E come il vento, lo strano bacio del poeta al
mondo’, sullo sfondo delle illustrazioni di Giorgia Abate:
“Un poeta attraversa
l’Italia e L’infinito di Leopardi a duecento anni dalla sua scrittura. Una
poesia-magnete. Un viaggio nel presente con questo infinito tra i denti e nel
cuore. Perchè certe opere del genio umano non si possono banalmente ‘capire’,
ma superano ogni tentativo di definizione, si devono piuttosto con-prendere,
portare con sè e sempre occorre lasciarsi interrogare, stupire, guidare. Ancora
ci fissa negli occhi il ragazzo di Recanati che mormorava ‘infinito’”. Nel
libro Davide Rondoni scopre significati nuovi, e trova in questi versi una
potente e meravigliosa bussola per vivere il presente, le sue contraddizioni, i
suoi incanti.
Domenica
mattina i partecipanti potranno rivedere ciò che è stato restituito del
Cappellone di S. Nicola e del Santuario, dopo il terremoto. E nel pomeriggio il
festival terminerà con una visita speciale nella città di Recanati sulle tracce
del poeta Giacomo Leopardi. Ad una delle protagoniste, Fiorella Sampaolo,
nonché anche organizzatrice del festival abbiamo chiesto di raccontarci la sua
mostra fotografica, intitolata ‘Nostoi’:
“Il termine ‘Nostoi’ viene dal greco e
significa ‘ritorni’, era il titolo di uno dei poemi greci che componevano il
ciclo troiano dove veniva raccontato il ritorno degli eroi Greci in patria.
Ecco in questa mostra io racconto un viaggio che ho fatto a fine estate scorsa,
precisamente a Peschici, in un momento particolare della vita che ho vissuto.
Come scrivo ‘si parte e non si sa mai come si torna’, parti con uno stato
d’animo e torni con una consapevolezza in più.
E’ un percorso in cui incontri
luoghi, persone, sapori, e nel percorrere fai memoria anche del passato, del
perché sei partito, del desiderio che serbi nel cuore, le aspettative, per poi
realizzarsi in un ritorno, che è anche un ritorno a casa, alla routine di tutti
i giorni spesso, ma per me è stato un ri-cominciare in maniera differente.
Il
ritorno è influenzato dal percorso, una ‘commistione’ di luoghi, volti,
dialoghi, e capita, come è capitato a me, che un qualcosa di significativo
accade durante il viaggio. Torni a casa scoprendo qualcosa di più Vero per te,
e allora puoi dare un significato, un giudizio a quello che hai vissuto”.
Perchè
un festival sul vento?
“Il
vento è un concetto che ultimamente mi ha molto stimolato-e non solo a me-
dovrei raccontare tanti aneddoti dove il vento continuamente era il
protagonista. Il vento capita nella vita, inaspettatamente, può essere elemento
fastidioso, come invece qualcosa che ti desta e ti fa ripartire, lo possiamo
paragonare a molte circostanze, un problema, una delusione, una malattia, un
fallimento, un terremoto, ma anche una gioia... Però ti costringe a muoverti ed
in base a come ti muovi riscopri di più te stesso.
Il vento è una metafora da
sempre utilizzata dall’uomo per esprimere vari concetti: dinamicità,
leggerezza, libertà, imprevedibilità, spazialità, spirito. Noi lo vorremmo
raccontare a partire dall’arte nelle sue varie espressioni, ma anche e
sopratutto come novità nell’approccio, perché quello che ci interessa è anche e
sopratutto la relazione con l’altro, che sia artista affermato, o talento
emergente.
Le relazioni umane sono molto importanti, sopratutto ora, in questo
periodo che stiamo attraversando, spesso o quasi sempre generano situazioni ed
opere che durano nel tempo. Il ‘diVento Festival’ vuole essere questo, quindi
momenti di teatro, poesia, musica, ma anche itinerari per rivalutare il nostro
territorio ed incontro. Questa prima edizione è un po’ una sfida per noi, ma
speriamo che sia compresa e l’inizio di una lunga serie”.
(Foto: Fiorella Sampaolo)

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