Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Grande
chiusura al multiplex Giometti di Tolentino, in collaborazione con Unitre, della
rassegna dell’anno accademico della rassegna cinematografica ‘La decima musa’,
con introduzione alla visione filmica del prof. Alberto Cingolani e il buffet
offerto da Cellulopoli, giovedì 30 maggio ore 21.15 con il film ‘Quando eravamo
fratelli’, diretto da Jeremiah Zagar e tratto da un libro di Justin Torres che
nasce da un’esperienza di vita vera, ha come protagonisti tre fratelli
portoricani Manny, Joel e Jonah, che vivono in una zona arretrata degli Stati
Uniti chiamta Utica.
La storia tratta della loro complicità e del rapporto con
i loro genitori: un affetto spesso interrotto da litigi furibondi, dagli
abbandoni e dai rientri di un padre impulsivo e manesco, e con tutte le ripercussioni
che ciò ha sull’equilibrio di famiglia in casa.
Il film ha incantato il
Sundance Film Festival. E racconta la storia di Manny, Joel e Jonah, che si
fanno largo nell’infanzia e rispondono come possono al precario affetto dei
loro genitori: il padre è portoricano, la madre bianca, e il loro amore è di
quelli impegnativi, pericolosi, capaci di fare e disfare una famiglia molte
volte.
La vita in casa è intensa e totalizzante, in un continuo oscillare tra
lacrime ed euforia. Mentre Manny e Joel crescendo diventando sempre più simili
a loro padre, Jonah, il fratello più giovane, abbraccia un mondo di
immaginazione che è solo suo. Il lungometraggio è realizzato con una tecnica
mista: riprese dal vero che si alternano a sequenze di animazione, nello stile
delle riprese a passo uno.
Ovvero, disegni su carta fotocopiati e ripetuti per
circa 6500 disegni.
La vitalità e la creatività sono al centro di questo
racconto sul rapporto fra crescita e sofferenza. Il piccolo Jonah ne è il
principale portavoce: l'arte spesso è adoperata da lui come valvola di sfogo,
come luogo in cui nascondersi, unico momento in cui sentirsi veramente liberi.
I
bambini sono attori non professionisti e le scene sono spesso frutto di
improvvisazione, senza dialoghi scritti e affidate alla loro irresistibile
spontaneità. La natura li sovrasta continuamente, a partire dalla vegetazione
dei campi e delle fitte chiome degli alberi che si stagliano dietro alle loro
teste, fino alla presenza dell’acqua, elemento molto importante perché
associato al distacco da sé stessi e paradossalmente anche quello di
riconciliazione con sé, momento di sospensione per eccellenza.
Altro film in
programmazione è quello del regista Pedro Almodovar ‘Dolor y gloria’, premiato
a Cannes, raccontandosi, del proprio malessere, della difficoltà di portare
avanti il mestiere di vivere sotto il cielo di Madrid. Lo fa tenendo sotto
controllo quel tanto di automanierismo che progressivamente si era insinuato
nel suo cinema e, soprattutto, lasciandosi andare sul piano emotivo. Ciò che
non era accaduto in La mala educaciòn, film anch'esso legato al suo vissuto
giovanile, avviene qui. Grazie anche alla scelta del giusto alter ego,
interpretato da Antonio Banderas.
Invece un altro film, da domenica 2 a martedì
4 giugno, da non perdere è quello raccontato da Kristian Gianfreda, ‘Solo cose
belle’, che racconta la storia della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da
don Oreste Benzi. Da qualche tempo, grazie anche alla meno costosa accessibilità
ai mezzi di ripresa, si presentano sugli schermi film prodotti da associazioni
di vario genere.
Non sempre però i livelli qualitativi sono all'altezza delle
intenzioni che muovono coloro che li hanno pensati e voluti. Il film invece
dovrebbe essere utilizzato come esempio non solo di rispondenza ai criteri
qualitativi necessari per raggiungere le sale cinematografiche ma anche per il
coraggio con cui mette in scena la vicenda.

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