Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
C'era una volta in via della Pace, in un locale sottostante il forno-panetteria di Elio Angeletti, un magnifico e suggestivo presepe, meta ogni Natale, di interminabili file di bambini e adulti maceratesi e non solo.
Il caro Elio ogni anno vi sopportava con passione e dedizione spettacolari migliorie. Alla sua morte e chiusura dell'esercizio, il presepe viene preso in custodia dal nipote Ovidio Monaco e trasferito a Castelsantangelo Sul Nera.
Li conobbe una seconda gioventù, ma l'improvviso e distruttivo terremoto del 2016 fece decidere per un nuovo trasferimento. Dopo contatti, il comune di Macerata gli mise a disposizione un proprio locale in via don Minzoni, facendolo così diventare " Il presepe della ricostruzione".
Per lo storico gioiello di Elio Angeletti sembrava finalmente ritornata un po' di pace. Non era così. IL comune, dato in affitto il locale, gli notifica uno sfratto. Ora questo immenso tesoro di statuine e meccanismi pare giaccia smontato dentro scatoloni depositati al Centro Fiere di Villa Potenza.
Mi chiedo, possibile che a Macerata non ci siano 10 mq per ospitarlo nuovamente montato e fruibile come una volta da piccoli e grandi? Eppure ha una storia e un'età di tutto riguardo. Tenerlo inutilizzato e dimenticato in quel di Villa Potenza significa condannarlo e sicura e veloce morte.
Significa offendere i ricordi di intere generazioni che ogni Natale si davano appuntamento in via della Pace, nella stanza dei sogni di "mago Elio".
Significa distruggere la memoria di un grande presepista, di una persona che ha speso tutti i suoi momenti liberi per tramandare una tradizione (cristiana) partita nella notte dei tempi da Greccio. Perché tutta questa indifferenza e insensibilità? Adoperiamoci a salvare "lu presepiu de Elio lu fornà'".
Mario Monachesi
Il caro Elio ogni anno vi sopportava con passione e dedizione spettacolari migliorie. Alla sua morte e chiusura dell'esercizio, il presepe viene preso in custodia dal nipote Ovidio Monaco e trasferito a Castelsantangelo Sul Nera.
Li conobbe una seconda gioventù, ma l'improvviso e distruttivo terremoto del 2016 fece decidere per un nuovo trasferimento. Dopo contatti, il comune di Macerata gli mise a disposizione un proprio locale in via don Minzoni, facendolo così diventare " Il presepe della ricostruzione".
Per lo storico gioiello di Elio Angeletti sembrava finalmente ritornata un po' di pace. Non era così. IL comune, dato in affitto il locale, gli notifica uno sfratto. Ora questo immenso tesoro di statuine e meccanismi pare giaccia smontato dentro scatoloni depositati al Centro Fiere di Villa Potenza.
Mi chiedo, possibile che a Macerata non ci siano 10 mq per ospitarlo nuovamente montato e fruibile come una volta da piccoli e grandi? Eppure ha una storia e un'età di tutto riguardo. Tenerlo inutilizzato e dimenticato in quel di Villa Potenza significa condannarlo e sicura e veloce morte.
Significa offendere i ricordi di intere generazioni che ogni Natale si davano appuntamento in via della Pace, nella stanza dei sogni di "mago Elio".
Significa distruggere la memoria di un grande presepista, di una persona che ha speso tutti i suoi momenti liberi per tramandare una tradizione (cristiana) partita nella notte dei tempi da Greccio. Perché tutta questa indifferenza e insensibilità? Adoperiamoci a salvare "lu presepiu de Elio lu fornà'".
Mario Monachesi

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