Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Si è svolto a Tolentino venerdì 20
settembre, al Teatro Vaccaj, il convegno che aveva per tema ‘Beni Culturali e
Paesaggio: Una Traccia per la ricostruzione’, a cui la presenza di tecnici
liberi professionisti e dipendenti pubblici degli uffici interessati alla
ricostruzione ha potuto assistere ad una serie di interventi di notevole
qualità. La sensibilità alle problematiche da affrontare raccomandata dal
Vescovo di Camerino Mons. Francesco Massara e il bagno di cultura proposto dal
Magnifico Rettore Unicam Prof. Francesco Adornato hanno tratteggiato i due poli
principali di interesse: la popolazione e il territorio.
La proposta, tutta incentrata sul valore
del paesaggio, dell’Arch. Ugo Soragni e la lectio sul concetto di autenticità
del Prof. Pietro Petraroia - unite alla relazione del prof. Michele Zampilli -
hanno dato un quadro completo dei concetti che sono da affrontare prima di
emanare leggi e ordinanze in modo che vengano utilizzate correttamente come
strumenti validi di intervento.
"La sintesi dell’incontro si può
riassumere nei seguenti quattro punti imprescindibili per accelerare la ricostruzione
nei centri storici e nei nuclei urbani, che saranno oggetto di immediato
riscontro nelle proposte da avanzare al Commissario straordinario Piero
Farabollini ma che nel contempo hanno anche un margine di operatività
immeditata" ha sottolineato Vittorio Lanciani, presidente presidente
dell'Ordine degli architetti di Macerata.
Di seguito, nel dettaglio, i quattro
punti individuati:
1) Utilizzare il Documento Direttore
delle Ricostruzione, definito nell’Ordinanza 39, una opportunità da non perdere
per programmare la ricostruzione con interventi nella prospettiva dello
sviluppo e della visione del territorio; finanziato con fondi comunali,
intercomunali, in attesa che venga finanziato con fondi a disposizione del
Commissario Straordinario.
2) Interventi progettuali diretti nel
territorio con riferimento alla programmazione inserita nel Documento Direttore
della Ricostruzione, secondo l’ordinanza 39, che possono intendersi anche come
variante del piano Regolatore o di altro strumento urbanistico vigente,
indipendentemente da eventuali scelte di varianti ai piani che possono essere
comunque avviate contemporaneamente dalle Amministrazioni interessate.
3) Utilizzo dei Concorsi di
progettazione a due gradi, dove il primo grado è concorso di idee aperto a
tutti i tecnici, dove i primi cinque progetti scelti, parteciperanno alla
redazione del progetto preliminare; il primo vincitore sarà il progettista che
seguirà il progetto proposto successivamente in tutte le fasi dal progetto
architettonico e strutturale alle direzione lavori, retribuiti sulla base di un
contributo per onorari fissato ed inderogabile: in questo modo vince chi
proporrà il progetto con migliore qualità smentendo così la logica che il
massimo ribasso sia lo strumento principe per l’affidamento degli incarichi e
sia garante di una impossibile qualità del prodotto.
4) Estendere per le sole Aree SAE il
regime di emergenza fino all’inserimento nel piano di riconversione di quelle
aree : sono state infatti scelte in emergenza e in deroga a tutti gli strumenti
urbanistici vigenti; quasi tutte hanno caratteristiche di irreversibilità e
quindi quei luoghi non potranno mai più tornare come erano prima del sisma;
sono pertanto da integrare nel tessuto urbano attraverso interventi di
riqualificazione che potrebbero però essere bloccati in sede di progetto per la
non conformità con le norme vigenti, se non fossero di nuovo inquadrati in un
percorso di fine emergenza.

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