Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Carissimo don Luigi, padre
nella fede, amico prezioso e fratello maggiore.
Sappiamo
bene che tu sei stato, sempre, un uomo del presente e del futuro ma
inevitabilmente giunge il momento dei ricordi, e questo è il momento per noi e
per te.
Ti abbiamo conosciuto, molti noi di Azione cattolica, all'inizio degli
anni 70 sui banchi di scuola e nella parrocchia di Santa Croce e fu subito
amore a prima vista. Mai, prima, avevamo fatto l'ora di religione discutendo e
riflettendo sulla vita. E la scuola l'hai frequentata e amata fino alla
pensione, ma che emozione, e che invidia, ogni volta che ancora oggi ti vediamo
in mezzo ai ragazzi della Fuci a discutere, ragionare, pregare, viaggiare come
45 anni fa.
E
poi la parrocchia e l'Azione Cattolica!
Che mondo nuovo, grande e bello ci facevi scoprire. E per scoprirlo non era necessario neanche
andare troppo lontano. Come quel giovane poeta di Recanati, che trovò
l'infinito nell'orto dietro casa, a noi bastava salire sulla tua mitica 600 verdina,
piena di libri di riviste di fogli ciclostilati che emanavano odore
d’inchiostro e di un magnetofono, quello con le due bobine grandi, dalle quali
uscivano musica e parole che parlavano degli ultimi e degli esclusi.
Ebbene sì, caro don Luigi, molti di noi ti
devono non solo la fede e l'amore per la Chiesa ma anche la scoperta di
Fabrizio De Andrè, di Guccini e Giorgio Gaber. E poi ci stimolavi a leggere, a
studiare e con te abbiamo conosciuto Carretto, i libri di Bonhoeffer, di Don Milani,
di Ravasi. Proprio come fai ancora oggi, quando arrivi ai nostri incontri con
l’ultimo saggio di Bauman sotto il braccio invitandoci a leggerlo subito per
capire della “società liquida” o “del demone della paura”.
E poi ci parlavi di una cosa nuova, appena
conclusa ma da attuare: il Concilio. Parola misteriosa per noi che in seguito
ci hai fatto amare e studiare in decine e decine d’incontri di formazione,
convegni e campi scuola. Alcuni di noi, grazie a te, hanno avuto la
possibilità, di incontrare lungo il cammino Don Tonino Bello, Lazzati, Leopoldo
Elia, Bachelet, Mons. Bettazzi…
E
i nostri campi scuola a Castel Sant’Angelo sul Nera a Montemonaco a
Montefalcone e sì i luoghi del terribile terremoto! Ricordi quante domande ti
ponevamo la sera con lo sguardo rivolto alle stelle “Ma esiste davvero Dio? E
cosa è la verità? E la libertà? E vale di più un teologo o Madre Teresa?”
E tu avevi
sempre una parola semplice, chiara e convincente, mai dogmatica. E ancora oggi –
come allora – continui ad accompagnarci ogni anno a Spello nel nostro
camposcuola estivo. E poi la parrocchia, l’Azione cattolica dei ragazzi, gli
educatori, la passione, l’entusiasmo, l'impegno dei laici nella chiesa, la
formazione settimanale, il Vangelo, il costante richiamo a guardare l'essenziale,
a cercare il Signore nell'ascolto della sua Parola e nelle relazioni con le
persone. Quante volte ce lo avrai detto che: “Solo l’incontro con Cristo può
riempire la nostra vita”?
E
poi evocavi sempre quella splendida immagine (non tua) del cristiano con il
giornale in mezzo alla Bibbia che fu, per te, quasi una profezia. Come non
ricordare il tuo impegno per il giornale diocesano, per il quale ci chiedevi in
continuazione articoli e contributi che ci costringevano tutti “a stare sempre
sul pezzo”. E poi dal giornale cartaceo al giornale on-line alla radio e oggi la
televisione e possiamo ben dire che in mezzo alla Bibbia ora nascondi anche un
microfono pronto per un’intervista o una diretta radio o streaming.
Ad
alcuni di noi hai indicato il cammino difficile della vita di coppia e hai
benedetto il nostro matrimonio, battezzato i nostri figli. Tutto sempre tra
tanti impegni come Assistente Regionale, sempre presente con il tuo contributo
d’idee anche a livello Nazionale.
Caro
amico prezioso, fratello maggiore, padre nella fede e “assistente sempre
presente”, cosa dirti ancora se non grazie, semplicemente, grazie, grazie per
averci educato a una fede adulta e non bigotta, grazie per averci educato a un
pensiero libero, grazie per averci avvicinato a una Chiesa credibile non dedita
al potere ma al dialogo e al servizio in particolare verso chi fa più fatica a
camminare.
Ora
per te e per molti di noi è il tempo della vecchiaia ma noi sappiamo – con S.
Paolo – che sarà il tempo della sazietà, della pienezza e
della gloria…. E la strada continua con l’entusiasmo di sempre nel capire
l’importanza di una fede incarnata e autentica.
Presidenza
diocesana
Azione Cattolica Italiana

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