Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Macerata. Persone scomparse: si è tenuto all’Auditorium dell’Università il Corso Formativo a cura dell' Associazione Territoriale Penelope Marche onlus
Si è tenuto il 20 settembre, all’Auditorium dell’Università di Macerata il Corso Formativo rivolto alle Forze dell’Ordine organizzato dall’Associazione Territoriale Penelope Marche onlus in collaborazione con la Prefettura di Macerata riguardante la delicata tematica delle persone scomparse.
L’apertura dei lavori è spettata al Prefetto di Macerata, Dott.ssa Iolanda Rolli, che ha illustrato il ruolo delle Istituzioni e nello specifico il ruolo della Prefettura quando scatta una denuncia di scomparsa. Il Prefetto come prevede il protocollo di settore è deputato all’adozione del Piano Prov.le Ricerca Scomparsi. La Prefettura di Macerata già da diversi anni ha stilato il relativo Piano Provinciale.
La pianificazione, come sottolineato dalla Dott.ssa Rolli, ha un’articolazione organizzativa che prevede la costituzione di un’unità di ricerca locale, costituita da personale delle Forze di Polizia, dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco, del Sindaco, della polizia locale del Comune, della Protezione Civile.
Il Prefetto ha ricordato il recente caso di scomparsa del giovane civitanovese di 35 anni (Cristian Genova) cui si è avuto un triste epilogo. Ha evidenziato l’importanza del ruolo dell’Associazione Penelope che riveste come supporto ai familiari che si trovano a vivere il dramma della scomparsa.
La Dott.ssa Rolli ha enunciato il dato nazionale degli scomparsi aggiornato al 30 giugno 2019 ove risultano da rintracciare ancora 59.044 persone. A prendere successivamente la parola la presidente dell’Associazione Territoriale Penelope Marche onlus e familiare di persona scomparsa, Giorgia Isidori, che ha ricordato il proprio caso di scomparsa e le criticità nei riguardi di chi ha condotto le indagini.
Ha spiegato ai presenti, composti dagli appartenenti alle varie Forze dell’Ordine, come sia nata l’Associazione e perché ci sia stato bisogno di un organismo del genere, ha illustrato il cammino associativo fatto in tutti questi anni dal 2002 sino ad oggi e le battaglie portate avanti, citando le proposte normative avanzate al Parlamento, le criticità riscontrate quando l’operatore di polizia prende una denuncia di scomparsa.
E’ stato citato il dato regionale che si attesta a 750 persone ancora da ritrovare (dato aggiornato al 30 giugno 2019) e quello provinciale ove risultano 14 persone di cui non si ha notizia. Dal dato provinciale si evidenzia come siano più i minorenni maschi scomparsi rispetto alle femmine. A chiudere i lavori l’Avv. Marco Vannini, vice presidente regionale della onlus che si è soffermato su aspetti legali e normativi citando la Legge 203/’12 e l’iter amministrativo che si apre quando scatta una denuncia di persona scomparsa.
L’Avv. Vannini ha evidenziato l’importanza dell’approccio culturale riguardo alla denuncia che viene presa dall’operatore di polizia. Ancora c’è chi concepisce una scomparsa come “allontanamento volontario”. Quella dell’allontanamento volontario è una battaglia che l’Associazione Penelope da tempo sta portando avanti al fine di cambiare un modus operandi ancora in uso.
L’Avv. Vannini ha spiegato che la normativa prevede che è data facoltà a chiunque, non solo ai familiari, di sporgere denuncia e che la stessa una volta presa dall’operatore di polizia viene immediatamente inserita in S.D.I. e il trasferimento delle informazioni rilevanti nel sistema RI.SC.
Non da ultimo ha ricordato che dal 2016 si può effettuare una segnalazione telefonica in merito alla scomparsa, ricordando, altresì, che la denuncia deve essere formalizzata entro le 72 ore, pena la revoca automatica dalla Banca Dati.
Redazione - laScansione.net
Foto: Gentili - Sabbatini
L’apertura dei lavori è spettata al Prefetto di Macerata, Dott.ssa Iolanda Rolli, che ha illustrato il ruolo delle Istituzioni e nello specifico il ruolo della Prefettura quando scatta una denuncia di scomparsa. Il Prefetto come prevede il protocollo di settore è deputato all’adozione del Piano Prov.le Ricerca Scomparsi. La Prefettura di Macerata già da diversi anni ha stilato il relativo Piano Provinciale.
Il Prefetto ha ricordato il recente caso di scomparsa del giovane civitanovese di 35 anni (Cristian Genova) cui si è avuto un triste epilogo. Ha evidenziato l’importanza del ruolo dell’Associazione Penelope che riveste come supporto ai familiari che si trovano a vivere il dramma della scomparsa.
La Dott.ssa Rolli ha enunciato il dato nazionale degli scomparsi aggiornato al 30 giugno 2019 ove risultano da rintracciare ancora 59.044 persone. A prendere successivamente la parola la presidente dell’Associazione Territoriale Penelope Marche onlus e familiare di persona scomparsa, Giorgia Isidori, che ha ricordato il proprio caso di scomparsa e le criticità nei riguardi di chi ha condotto le indagini.
Ha spiegato ai presenti, composti dagli appartenenti alle varie Forze dell’Ordine, come sia nata l’Associazione e perché ci sia stato bisogno di un organismo del genere, ha illustrato il cammino associativo fatto in tutti questi anni dal 2002 sino ad oggi e le battaglie portate avanti, citando le proposte normative avanzate al Parlamento, le criticità riscontrate quando l’operatore di polizia prende una denuncia di scomparsa.
E’ stato citato il dato regionale che si attesta a 750 persone ancora da ritrovare (dato aggiornato al 30 giugno 2019) e quello provinciale ove risultano 14 persone di cui non si ha notizia. Dal dato provinciale si evidenzia come siano più i minorenni maschi scomparsi rispetto alle femmine. A chiudere i lavori l’Avv. Marco Vannini, vice presidente regionale della onlus che si è soffermato su aspetti legali e normativi citando la Legge 203/’12 e l’iter amministrativo che si apre quando scatta una denuncia di persona scomparsa.
L’Avv. Vannini ha evidenziato l’importanza dell’approccio culturale riguardo alla denuncia che viene presa dall’operatore di polizia. Ancora c’è chi concepisce una scomparsa come “allontanamento volontario”. Quella dell’allontanamento volontario è una battaglia che l’Associazione Penelope da tempo sta portando avanti al fine di cambiare un modus operandi ancora in uso.
L’Avv. Vannini ha spiegato che la normativa prevede che è data facoltà a chiunque, non solo ai familiari, di sporgere denuncia e che la stessa una volta presa dall’operatore di polizia viene immediatamente inserita in S.D.I. e il trasferimento delle informazioni rilevanti nel sistema RI.SC.
Non da ultimo ha ricordato che dal 2016 si può effettuare una segnalazione telefonica in merito alla scomparsa, ricordando, altresì, che la denuncia deve essere formalizzata entro le 72 ore, pena la revoca automatica dalla Banca Dati.
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Foto: Gentili - Sabbatini



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