Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
“E’ fondamentale salvaguardare la nostra
storia locale tramite il rispetto per i monumenti che la celebrano e la
ricordano”: l’appello alle autorità politiche parte dalla sezione Anpi di Tolentino,
e in particolare dal suo presidente Lanfranco Minnozzi.
Sul banco degli
imputati gestione e condizioni del famedio monumentale che onora la memoria dei
martiri di Montalto: “E’ capitato che per motivi di urgenza, in una parte della
struttura venissero tumulati civili che non erano stati coinvolti in quella
tragica pagina della nostra storia, ma che di fatto ne occupavano ed occupano
un’area, anche durante le cerimonie.
Ricordiamo che il consiglio comunale di
Tolentino ha concesso nel 1947 la cittadinanza onoraria ai famigliari dei
caduti, assegnando l’area alla costruzione del famedio, circondato da una
corona di pini.
Già in passato, con l’intervento delle amministrazioni
precedenti siamo riusciti, negli anni, a liberare l’area occupata man mano che
i tempi di sepoltura arrivavano a scadenza, dando così dignità e rispetto alla
nostra storia cittadina.
Riconoscere il sacrificio dei nostri ragazzi morti per
la libertà è un debito che abbiamo nei loro confronti: per questa ragione sono
state apposte delle targhe all’interno del famedio, dove sono incisi i nomi dei
51 partigiani caduti nelle nostre zone. Un monumento che grandi personaggi, dal
presidente della repubblica Sandro Pertini a Luigi Scalfaro, politici,
sindacalisti e uomini di cultura, hanno apprezzato per il suo significato
storico.
Recentemente però, ci siamo rivolti al
responsabile comunale, dal quale abbiamo avuto risposte superficiali, che hanno
dimostrato la mancanza di una chiara conoscenza della storia locale e che sono
state, evidentemente, suggerite da altri. Politici che considerano la nostra
storia locale divisiva nel nostro tessuto sociale.
Chiediamo ai responsabili
politici e sindacali antifascisti di intervenire pubblicamente dandoci un
contributo nel salvaguardare la nostra storia locale e quindi il nostro famedio”.

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