Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Si è conclusa un’edizione di successo di Biumor, il
Festival dell’Umorismo andato in scena a Tolentino dal 20 al 23 novembre 2019.
Biumor ha in questi giorni raccolto diversi guanti di sfida. Non solo sul piano
culturale, giocando in punta di fioretto contro un argomento spinoso come
l’odio, ma anche immergendosi in nuovi spazi e contenitori.
Popsophia e
l’Amministrazione comunale di Tolentino hanno trasferito il festival dalla storica location del Castello della Rancia ai suggestivi luoghi del
centro storico: l’accogliente e immersivo Politeama e il brillante gioiello del
Teatro Vaccaj. Una scelta vincente. Lo dicono chiaro e tondo i risultati
ottenuti dal 20 al 23 novembre, giornate del cartellone.
Appuntamenti dove le
location sono state completamente straboccanti di un pubblico attento e
partecipe, desideroso e aperto nell’indagare tutte le sfaccettature di un tema
complesso. Gli organizzatori sono soprattutto soddisfatti delle sperimentazioni
dei due Philoshow serali, gli spettacoli filosofico musicali che per la prima
volta calcavano l’importante palcoscenico del Vaccaj.
La platea li ha
supportati con un affetto unico, con prenotazioni da sold out già giorni prima
della messa in scena. Sintomo che le novità sono state accolte con entusiasmo.
Lo stesso sindaco Giuseppe Pezzanesi si è detto felice di questa proficua
collaborazione con Popsophia: “Ogni anno è un’emozione. Abbiamo deciso di
portare Biumor dal Castello al Vaccaj perché il centro storico meritava di avere
questo abbraccio”.
L’assessore Silvia Tatò ha del resto sottolineato come la
sfida era anche quella di far respirare la freschezza di Biumor in centro, con
la vice sindaco Silvia Luconi che ha evidenziato tutta la gioia nel vedere una
città ‘che pullula di cultura’.
“Avevamo un obiettivo culturale - ha aggiunto
la direttrice artistica di Popsophia Lucrezia Ercoli - che è stato raggiunto.
La partecipazione senza precedenti ce lo ha confermato. Un pubblico proveniente
da tutta Italia che ha saputo cogliere ragionamenti non banali o
tranquillizzanti, ma che hanno suscitato domande e riflessioni. Seguendo la
piena tradizione del Festival del Contemporaneo”.
Biumor quest’anno si è
abbinato alla 30^ Biennale dell’Umorismo nell’Arte: “Un’edizione fortemente internazionale
- il bilancio del direttore artistico della Biennale Evio Hermas Ercoli -, con
ben 620 lavori pervenuti da 239 autori, in rappresentanza di 46 nazioni. Un
trentennale che dimostra ancora quanto la Biennale sia per longevità,
continuità e partecipazione mondiale, il più importante riconoscimento nelle
Marche”.
L’esposizione delle opere selezionate resterà visitabile alla Sala
Mari di Palazzo Sangallo (sede del Museo dell’Umorismo) fino al 26 gennaio
2020. La mostra è aperta giovedì (15-18.30), venerdì, sabato e domenica (10-13
e 15.30-18.30). Ingresso 3 euro, ridotto 1,50. Biumor 2019 ha iniziato a
prendere forma già giovedì 21 novembre, con le inaugurazioni delle due mostre
al Politeama di Tolentino: su Fellini e la Biennale e il ritratto di Norberto
Bobbio eseguito da Maurizio Galimberti.
Galimberti ha trasportato il numeroso
pubblico nel ricordo di Bobbio, a 110 anni dalla nascita. Descrivendo il loro
incontro come qualcosa che ha cambiato la sua vita: “E' stato uno di quei
grandi personaggi che hanno qualcosa da trasmettere anche con il solo sguardo”,
le sue parole. Il fotografo è stato ospite poi della lectio inaguralis proposta
dal filosofo Massimo Donà, che ha parlato dell’odio, tema dell’edizione,
partendo da Alessandro Manzoni:
“Lo scrittore ci dice che uno dei vantaggi di
questo mondo è quello di poter odiare, ed essere odiati, senza conoscersi.
L’odio in effetti è un sentimento che proviamo verso una persona in un rapporto
che non c’entra nulla con quella stessa persona. Perché non ha a che fare con
ciò che si vede, ma con il fondamento. E’ un sentire gratuito e
ingiustificabile”.
Sabato 23 novembre è stato l’ultimo giorno di programmazione
di Biumor 2019, con l’apertura del filosofo Riccardo Dal Ferro, che ha parlato
di uno dei personaggi più discussi degli ultimi mesi: il ‘Joker’ di Joaquin
Phoenix. Il film, Leone d’Oro a Venezia, ha portato alla ribalta una figura
complessa, che entra sullo schermo in maniera dirompente, accentuando il
contrasto tra eroe e antieroe.
Un Joker che si odia e si ama, una pellicola che
abbatte tante realtà. Del resto il film, come ammette lo stesso Dal Ferro, è
anche pensato per essere “contro di noi, contro la nostra incapacità di
prendere sul serio i problemi del mondo, sacrificandoli sull’altare di una sana
risata che non è sana. E’ una risata nera”.
Dietro quel ghigno c’è molto altro
ancora, e il filosofo ne ha fatto un ritratto molto dettagliato. La serata si
conclusa al Teatro Vaccaj, con il Philoshow, spettacolo filosofico musicale con
Carlo Massarini sui Beatles.
Infatti “l’odio è una polvere da sparo. Siamo noi
che possiamo decidere se farci fuochi d’artificio o bombe”; questa è stata
l’evocativa interpretazione del tema, data da Andrea Colamedici e Maura
Gancitano (Tlon) al pubblico di Biumor 2019: “A volte si ha la sensazione che
l’odio sia un fenomeno nuovo, ma non è così. Ora però il suo impatto è più
devastante, visto che abbiamo difficoltà ad elaborare le informazioni,
riconoscere le sensazioni e comprendere quello che accade a noi e agli altri”.
Per
i Tlon, è sbagliato sminuire l’hate speech, “perché è difficile stabilire cosa
è libertà di parola, cosa un discorso di odio e cosa trasforma quest’ultimo in
un crimine d’odio”. Chiudiamo allora internet? “Ci sono dinamiche estremamente
positive sul web, essendo spazio di contatto e incontro”. Allora, dal momento
che “l’odio non è risolvibile e non possiamo cancellarlo neanche in noi”, il
suggerimento è quello di non cascarci dentro. Meglio ragionare su ‘cosa è
giusto fare cosa non lo è’.

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