Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Archeologia
preistorica a Tolentino. Nuove acquisizioni per lo studio del Mesolitico nelle
Marche e in Italia”. Questo il titolo del convegno che si terrà mercoledì 15
gennaio, alle ore 17, presso la sala conferenze “Roberto Massi Gentiloni
Silverj”, adiacente al Museo archeologico “Silverj” nell'ala nord del Castello
della Rancia.
È infatti,
notizia di questi giorni dei risultati delle indagini archeologiche preventive
e che non ritardano minimamente la normale prosecuzione del cantiere svolte
presso il sito del futuro Campus scolastico “Filelfo” che sorgerà in Contrada
Pace a Tolentino.
Gli scavi sono stati svolti sotto la direzione scientifica di
Stefano Finocchi e Paola Mazzieri della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti
e Paesaggio delle Marche, operativamente lo scavo è diretto dalla Cooperativa
ArcheoLab (Alessandra d’Ulizia) con il supporto indispensabile di personale
specializzato dell’Università degli Studi di Ferrara, Università di Roma La
Sapienza e Università di Firenze (Davide Visentin, Alessandro Potì, Arianna
Cocilova).
Il lavoro di
sinergia tra la Soprintendenza, Marta Mazza, la Provincia di Macerata, Antonio
Pettinari, e il Comune di Tolentino con il sindaco Giuseppe Pezzanesi, ha
portato alla individuazione e alla salvaguardia di un insediamento tra i più
importanti e significativi della preistoria non solo italiana, ma europea.
Le ricerche hanno permesso di portare alla
luce i resti di un accampamento preistorico databile a circa 11-10.000 anni fa
ossia alla fase antica del Mesolitico. Si tratta del periodo preistorico che
segue il Paleolitico, l’epoca delle grandi glaciazioni, e precede il Neolitico,
in cui avviene il passaggio ad un’economia basata su agricoltura e allevamento
e la conseguente sedentarizzazione.
Il Mesolitico rappresenta un momento
particolarmente significativo della nostra storia più antica in quanto si
caratterizza per il definitivo adattamento degli ultimi gruppi di
cacciatori-raccoglitori europei alle condizioni climatiche e ambientali che si
sono create al termine dell’Ultima Glaciazione, nonché per la presenza di
importanti cambiamenti sia socio-economici che tecnologici.
L’eccellente stato di conservazione e la
grande ricchezza del sito in termini di materiale recuperato (diverse migliaia
di manufatti litici e scarti di lavorazione) ne fanno sicuramente uno dei
ritrovamenti più importanti e significativi a livello italiano ed europeo per
la ricostruzione dei modi di vita dei nostri antenati preistorici, oltre ad
essere il primo sito mesolitico scavato in maniera estensiva nelle Marche.
I risultati
delle attività di scavo saranno illustrati nel corso del convegno “Archeologia
preistorica a Tolentino. Nuove acquisizioni per lo studio del Mesolitico nelle
Marche e in Italia”. che si terrà mercoledì 15 gennaio, alle ore 17, presso la
sala conferenze “Roberto Massi Gentiloni Silverj”, adiacente al Museo
archeologico “Silverj” nell'ala nord del Castello della Rancia.
Questi gli
interventi in programma:
ore 17.15 S.
Finocchi P. Mazzieri Funzionari SABAP Marche “Attività di tutela e di ricerca
per il più antico popolamento del maceratese”;
ore 17.30 M.
Piersanti dell’Università degli Studi di Ferrara “Insediamenti Paleolitici
nelle Marche”;
ore 18.00 F.
Fontana dell’Università degli Studi di Ferrara “Il Mesolitico: gli ultimi
popoli cacciatori-raccoglitori della Preistoria”;
ore 18.30 A.
D’Ulizia, D. Visentin, A. poti, A. Cocilova Archeologi ArcheoLAB
“L’accampamento mesolitico di contrada Pace a Tolentino. dall’archeologia
preventiva allo scavo in estensione: risultati attesi e obiettivi degli studi”.
Il sito di
contrada Pace a Tolentino è stato perfettamente conservato dai fanghi
alluvionali deposti dal fiume Chienti. Grazie ad uno scavo attento e minuzioso
è possibile riconoscere a distanza di diversi millenni la superficie su cui i
cacciatori mesolitici camminavano, i focolari che hanno acceso e i punti in cui
hanno svolto particolari attività quali la scheggiatura della selce per
produrre strumenti da lavoro e armi da caccia, la macellazione delle prede e la
lavorazione di materiali organici quali il legno e l’osso.
Inoltre, è
stato messo in luce un importante accumulo conchigliare formato da diverse
centinaia di gusci di gasteropodi terresti eduli (Helix pomatia) in
associazione ad abbondanti manufatti litici, frammenti ossei, carboni, concotti
e ciottoletti di calcare. Tra questi particolarmente rilevanti sono i resti
ossei, che presentano un grado di preservazione nettamente migliore rispetto
agli altri settori di scavo.
Il rapido seppellimento li ha infatti protetti dai
normali fenomeni di weathering che caratterizzano il suolo. La presenza di
elementi significativi quali denti e mandibole e in generale di frammenti ossei
di grosse dimensioni consentirà, in fase di studio, un elevato tasso di
determinazione e quindi la possibilità di ricostruire in dettaglio le strategie
di caccia dei gruppi mesolitici che hanno occupato il sito.
Esempi di
“escargotières” datati tra il Pleistocene finale e l’Olocene sono noti da vari
contesti archeologici dell’areale circummediterraneo, in particolar modo da
siti del Nord Africa, della Penisola Iberica, dei Pirenei e del Vicino Oriente.
Nonostante questo, evidenze simili non sono affatto comuni nel territorio
italiano. Conseguentemente, lo strato conchigliare individuato rappresenta una
scoperta di eccezionale rilievo.

Commenti
Posta un commento