Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Il 27 gennaio
si ricorda il 75^ anno dall’arrivo delle truppe americane al campo di
concentramento di Auschwitz, con la drammatica scoperta dello sterminio operato
dai nazisti a carico soprattutto degli ebrei, con milioni di morti. Lo Stato
Italiano è stato tra i primi (l’ONU si è aggiunto nel 2005) a sottolineare e
voler celebrare la data, istituendo già nel 2000, con apposita legge, ‘Il
Giorno della Memoria’.
Lo scopo
fondamentale di questa istituzione è “ricordare la Shoah (sterminio del popolo
ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli
italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché
coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto
di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e
protetto i perseguitati”.
Per evitare il
rischio di una perenne contrapposizione tra le parti e la semplice condanna dei
colpevoli (comunque sempre necessaria e inequivocabile), l’attenzione è posta
principalmente verso il ricordo di coloro che non stati indifferenti al male
che si stava consumando e hanno saputo rispondere in prima persona alla domanda
“cosa posso fare io?”, esponendosi con azioni e rischio della propria vita in
difesa dei perseguitati, fornendo così una testimonianza positiva a tutti noi e
soprattutto ai giovani).
Per ricordare questi uomini e donne, di ogni posizione
sociale ed umana, l’Istituto Vad Yashem di Gerusalemme ha istituito il
riconoscimento di “Giusti fra le Nazioni”, concesso a quanti – dopo accurate
indagini – fossero risultati protagonisti di gesti che hanno contribuito a
salvare la vita degli ebrei, consapevoli (come recita il Talmud) che chi salva
anche una sola vita salva il mondo.
Su questa
linea indicata dalla legge nazionale, alcune scuole del territorio hanno
chiesto di poter conoscere meglio la vicenda di Tullio Colsalvatico,
riconosciuto ‘Giusto fra le Nazioni’ (al pari di Schlindler, Perlasca,
Palatucci, Bartali…) nel 2009, per aver salvato dai campi di concentramento,
nell’ottobre del 1943, un gruppo di 42 ebrei, tra cui 12 bambini, rifugiati a
Fiastra.
Il circolo
culturale Tullio Colsalvatico organizza per questo motivo un incontro aperto al
pubblico domenica 26 alle ore 17.30 presso la sede in piazza Mauruzi a
Tolentino intitolato ‘Ma lui non vuole che se ne parli’.
“E’ per noi
anche un modo adeguato per avviare l’anno in cui porremmo particolare
attenzione allo studio ed approfondimento della figura di Tullio Colsalvatico,
nei suoi vari aspetti, a 40 anni dalla sua morte ed a 35 anni dalla fondazione
del Circolo Culturale a lui intitolato”, ribadiscono i membri del circolo.

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