Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
La
provincia di Macerata perde le imprese: al 30 novembre 2019 ne risultano 225 in
meno, secondo il bilancio economico elaborato dal Centro Studi Cna Marche per
la provincia di Macerata su dati Infocamere, Istat e della Banca d’Italia: “Al
30 novembre 2019 le imprese attive nella nostra provincia risultavano 34.392,
il calo è costante da più di 10 anni.
In
termini percentuali, la perdita equivale allo 0,6% ed è un po’ meno marcata
rispetto al dato aggregato delle Marche (- 0,9%) nello stesso periodo. Le
perdite maggiori in termini assoluti di imprese attive nello scorso anno
riguardano l’agricoltura (-160 imprese), il commercio (-140) e, ad evidenziare
che nella ricostruzione post sisma qualcosa non va, delle imprese del settore
delle costruzioni (-80).
Non
accenna ad arrestarsi la crisi del calzaturiero che con ulteriori 39 chiusure
(-3,4%) richiede con sempre maggiore urgenza un intervento risolutivo di
rilancio o di riconversione”.
La
provincia di Macerata si rafforza, invece, in un settore che è stato sempre
debole nel territorio, sempre secondo il report fornito dalla Cna: “Cresce
infatti il numero delle imprese attive nel settore dei servizi, alcune delle
quali ad alto contenuto di conoscenza: +24 le imprese dei servizi di
informazione e comunicazione, +47 sia per le imprese delle attività
professionali scientifiche e tecniche.
Particolarmente
incoraggiante il saldo delle imprese legate al turismo che porta finalmente il
settore al centro dell’economia locale: +36 le imprese ricettive e della
ristorazione, +39 per il settore noleggio, agenzie di viaggio, servizi e +16
quelle che si occupano di attività artistiche/sportive di intrattenimento”.
Quindi,
in base ai dati raccolti da Cna, complessivamente nel 2019 le iscrizioni di
nuove imprese nella provincia sono cresciute di 100 unità rispetto all’anno
precedente: crescono per le attività manifatturiere (+10), per le attività dei
servizi di alloggio e ristorazione (+7), di informazione e comunicazione (+6),
per le attività immobiliari (+7), ma soprattutto per le imprese del settore
noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+28).
Crescono
decisamente (+15 imprese) anche per le ‘altre attività di servizi’ che
comprendono i servizi alle persone come parrucchierie ed estetica. Calano
invece drasticamente le iscrizioni di nuove imprese agricole (-45 nuove
imprese), per le attività di costruzione (-30) e del commercio (-27).
La
domanda di lavoro mostra segni di debolezza in tutte le province delle Marche
ed in provincia di Macerata diminuisce dell’11,1% (-10,4% Pu, -14,7% An, -15,5%
Ap, -8,3% Fm). Anche se i saldi ‘assunzioni-cessazioni’ sono ovunque positivi,
nel 2019 sono stati di minore entità rispetto all’analogo periodo del 2018. Infatti
nella nostra provincia il calo è del 27,2% (si è passati da 2.691 a 1.960), con
una diminuzione decisa della componente del lavoro dipendente (-50,2%) e con
una crescita del dato degli altri contratti (+17,3%), segno incessante dei
tempi che cambiano in peggio per la sicurezza lavorativa dei nostri ragazzi.
Il
calo delle esportazioni nella provincia di Macerata è dovuto alla moda (prodotti
tessili, abbigliamento, pelli e accessori: € -16.900.000 pari a -3,5%) e agli
elettrodomestici (apparecchi elettrici: € -17.000.000, -11,8%). Di contro le
perdite dei due settori sono compensate dalla crescita dell’export di vari
altri importanti settori, tra cui: macchinari e apparecchi (+ € 7.300.000); prodotti
alimentari, bevande e tabacco (+€ 3.500.000); sostanze e prodotti chimici (+ € 5.100.000);
computer, apparecchi elettronici e ottici (+ € 3.500.000).

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