Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
A Tolentino si
vuole fare un forno crematorio? Se ne sta discutendo in questi giorni nella
nostra città. Da quanto si apprende dalla stampa locale dovrebbe essere fatto
nei pressi del cimitero, secondo l’intendimento dell’Amministrazione comunale.
L’argomento suscita interesse pubblico in quanto sempre più persone dichiarano
di poter fruire della cremazione, dopo la propria morte.
In Italia negli ultimi
10 anni il trend della cremazione è in aumento, in quanto un italiano su
quattro la sceglie. La cremazione ha
alcuni vantaggi, quali una visibile riduzione del suolo dedicato allo spazio
cimiteriale, ma anche svantaggi, in quanto essa avviene in un forno con
temperature che si aggirano intorno a 900-1000 gradi. La legislazione italiana
non consente che le ceneri vengano disperse, né che l’urna possa essere
conservata in luogo diverso da un cimitero.
Purtroppo in
Italia non esiste una norma unitaria che disciplini l’installazione degli
impianti di cremazione e le loro conseguenti emissioni; ogni Regione o
Provincia stabilisce limiti specifici in relazione alla localizzazione
dell’impianto ed alla tecnologia adottata.
Quanto
all’ubicazione dei forni, il DPR 285/1990 ‘Approvazione del regolamento di
polizia mortuaria’ stabilisce (all’art. 78) che questi siano costruiti nei
cimiteri e che il progetto di costruzione debba essere corredato da una
relazione nella quale vengano illustrate le caratteristiche ambientali del
sito, le caratteristiche tecnico-sanitarie dell’impianto e i sistemi di tutela
dell’aria dagli inquinamenti.
I cimiteri in base all’art. 338 del Regio Decreto
1265/1934 ‘testo unico delle leggi sanitarie’ (modificato dall’art. 4 della
Legge 130/2001) devono essere distanti almeno 200 metri dai centri abitati
(tranne il caso di cimiteri di urne) ed è vietato costruire intorno agli stessi
nuovi edifici e ampliare quelli preesistenti entro il raggio di 200 metri.
D’altronde il Codice della strada (art.3 punto 8 del D.Lgs 285/1992) definisce
un centro abitato come ‘insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso
dagli appositi segnali di inizio e fine. Per insieme di edifici si intende un
raggruppamento continuo, ancorché intervallato da strade, piazze, giardini o
simili, costituito da non meno di 25 fabbricati e da aree di uso pubblico con
accessi veicolari o pedonali sulla strada’.
Inoltre il
principale impatto ambientale di questo tipo di impianti riguarda l’aria, come
si può evincere dal sito dell’Arpat della Toscana, poiché nella cremazione si
ha produzione di inquinanti atmosferici, in particolare: polvere, monossido di
carbonio, ossidi di azoto e zolfo, composti organici volatili, composti
inorganici del cloro e del fluoro e metalli pesanti. Inoltre durante il
processo di incenerimento si producono rifiuti speciali che vanno smaltiti in
discariche autorizzate in conformità alle norme di legge.
Quindi il
Partito Democratico locale chiede al Sindaco una discussione seria e serena
sulla realizzazione e sulle dimensioni di un forno crematorio, visto che il
cimitero comunale è a ridosso non solo delle abitazioni, ma addirittura a poche
centinaia di metri dal centro storico ed ad un chilometro da un importante centro
termale come le Terme di Santa Lucia; inoltre è necessario anche di un
regolamento di vigilanza sulla sua conduzione, senza creare attese illusorie
nei cittadini, garantendone la qualità ambientale.

Commenti
Posta un commento