Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Ho sempre
sostenuto che il Piano Socio-Sanitario Regionale sarebbe stato uno strumento
poco efficace in quanto: le decisioni più importanti sono già state assunte nel
corso di questa legislatura con leggi e delibere di giunta.
Senza una modifica del Decreto Ministeriale
70/2015 le regioni non hanno la necessaria autonomia e devono semplicemente
eseguire ciò che il governo nazionale ha deciso. Mancano le risorse per le
regioni, almeno un miliardo in più all’anno per realizzare riforme concrete. Nonostante
ciò ho collaborato intensamente alla stesura del piano cercando di portare
qualche idea utile per nuovi indirizzi da applicare nei prossimi cinque anni.
Queste le mie proposte che sono state accolte e votate praticamente
all’unanimità sia in commissione che in aula:
un nuovo
grande impegno contro la denatalità per aiutare le donne e le coppie a generare
nuova vita togliendo ogni ostacolo alla procreazione e cercando di applicare la
194 nella logica della prevenzione dell’aborto e non del diritto allo stesso; prevedere
che la Conferenza dei Sindaci di Area Vasta si riunisca almeno cinque volte
l’anno per un controllo stringente dell’attività amministrativa nella provincia
di competenza;
D’ora in poi il bilancio di previsione e
consultivo della sanità e gli stanziamenti destinati alle aziende ospedaliere
dell’ASUR dovranno essere preventivamente esaminati dalla commissione
consiliare competente; gli ospedali di comunità dovranno essere utilizzati al
massimo delle loro possibilità, occupandone tutti i locali disponibili e
avviando nuovi servizi per riabilitazione, la diagnostica e le cure anche con
ricovero;
viene inserito un processo di
semplificazione delle strutture socio-sanitarie oggi previste in più di 110
tipologie, un numero decisamente elevato. Si dovrà avviare un programma di
informazione telematica che renda trasparente il sistema sanitario e facilmente
accessibili tutti i servizi erogati; per le aree interne, dovranno essere
garantiti parametri numerici più favorevoli rispetto al resto della regione per
tutti i servizi socio-sanitari.
Purtroppo non
sono stati accolti due emendamenti che ritengo fondamentali per dare una svolta
all’organizzazione sanitaria della nostra regione. Anche questo è stato un
segnale della debolezza del piano nel quale non sono state fatte quelle poche
scelte fondamentali che necessitavano coraggio e unità politica. Proprio questa
è mancata all’interno della maggioranza e perciò ho preferito astenermi al fine
di sottolineare la necessità che in futuro si riprendano queste questioni e
finalmente si risolvano. I punti in oggetto sono due:
Il primo riguarda
la creazione di una nuova azienda ospedaliera Marche Sud, prevista nel vecchio
piano, oggi cancellata. L’azienda Marche Sud dovrebbe raccogliere le provincie
di Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno, l’azienda Marche Nord allargarsi a tutta
la provincia di Pesaro, l’INRCA/Osimo trasformarsi in azienda Marche Centro per
comprendere l’intera provincia di Ancona. L’azienda Ospedali Riuniti di
Torrette resterebbe l’unico ospedale di secondo livello marciando su standard
di qualità sempre più elevati, per lasciare le specializzazioni più semplici e
comuni alle altre aziende.
La seconda
proposta riguarda invece la riorganizzazione delle case della salute e degli
ospedali di comunità. Per tutti, la necessità di un nuovo accordo con i medici
di medicina generale che favorisca una loro maggiore partecipazione nella
conduzione di queste strutture e consenta la creazione di poliambulatori
funzionanti dal lunedì al sabato e dalle 8:00 alle 20:00.
Inoltre i medici di
medicina generale dovrebbero gestire, unitamente al personale ASUR, i ricoveri
diretti in cure intermedie, la diagnostica e i Punti di Intervento Immediato in
sostituzione dei vecchi Punti Accesso Territoriale e Punti Primo Intervento,
come previsto dal nuovo piano.
Infine ritengo opportuno che, alla luce della
necessaria revisione della legislazione nazionale, si possa ritornare al
progetto che prevedeva, per gli ospedali di comunità, la possibilità di gestire
posti di lunga degenza e l’attività chirurgica programmata. Questo
consentirebbe l’alleggerimento degli ospedali di rete sia perché avrebbero più
spazio a disposizione sia perché le sale operatorie sarebbero liberate da
interventi che ne ingolfano l’attività e allungano le liste d’attesa.
Luca Marconi, Consigliere
Regionale Popolari Marche - Unione di Centro IV Commissione Sanità e Politiche
Sociali

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