Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
2020 è un anno speciale anche per
il Cine-Teatro ‘Don Bosco’ di Tolentino, che festeggia 30 anni di attività
socio-culturale, avendo iniziato la programmazione nel 1990 grazie alla volontà
di don Serafino Stramucci, con l’eredità lasciata dai Salesiani. Infatti nello
spirito di don Bosco don Serafino aveva realizzato questa sala per ‘animare’ i
giovani della città attraverso il cinema ed il teatro.
Questi sono stati i
capisaldi che hanno animato don Serafino nel dar fiducia ai giovani nella
gestione. Una gestione che nei primi anni di questo millennio ha permesso alla
città di essere tra le 100 città per il cinema di qualità, premiato dall’Agis
in un periodo in cui nella città le sale cinematografiche avevano chiuso,
fondando anche un circolo culturale CGS.
Tante sono state, in questo trentennio
con più di 1.500.000 spettatori, le occasioni che hanno permesso alla città di
salire alla cronaca culturale nazionale grazie all’attività svolta dal
cine-teatro; ricordarle sarebbe troppo lungo… Ma le attività a favore dei
giovani continuano ancora oggi e rappresentano un fiore all’occhiello per la
cultura cittadina.
Infatti oggi il Cine-Teatro ‘Don Bosco’ ha aperto la sala
per proporre alla città una formula teatrale ai giovani, rendendoli
protagonisti attraverso il sostegno ad alcune produzioni, che riscoprono le
radici del vernacolo locale. Così, dopo alcuni anni di sperimentazione di
‘Cabaret Buffet’, che ha ospitato alcuni giovani artisti saliti ora alla
ribalta nazionale, da un paio di anni, grazie alla volontà del parroco don
Diego Di Modugno ed alla collaborazione della UILT (Unione Italiana Libero
Teatro) ha dato vita, con successo di pubblico, alla rassegna di opere teatrali
dialettali, ‘Gran Galà del Dialetto’,
dove si valorizzano gli autori e le compagnie del territorio maceratese,
sostenendo in alcuni casi la loro produzione, che hanno ottenuto anche un
grande successo di pubblico nelle altre città del territorio provinciale.
Tale
rassegna continua anche in questo nuovo anno con alcuni ‘capolavori’ del teatro
amatoriale. Infatti la stagione teatrale (prevendita mercoledì e venerdì dalle
ore 18 alle ore 20) riprende sabato 15 febbraio ore 21.30 con un evergreen di
tutti i tempi con la regia di Roberto Cetriolo, ‘Patre pe’ procura’, capolavoro
di don Amedeo Gubinelli:
“Ho voluto mostrare la vita quotidiana in un prete, i
suoi problemi, le sue difficoltà, il piccolo mondo che circonda la parrocchia”.
Per ottenere questo fine l’autore non tralascia nessuno degli elementi ad
effetto; sembra a prima vista una commedia di costume con qualche velata
intenzione educativa come spesso accade nel teatro di Gubinelli c’è qualcosa di
più profondo sul piano umano e letterario che richiede un’analisi più attenta.
Ma un’altra sorpresa è in riserbo al teatro ‘Don Bosco’: sabato 29 febbraio ore
21.30, Pippo Franco ritorna, dopo il successo precedente, con lo spettacolo,
scritto e diretto da lui, ‘Non ci resta che ridere’, divertente spettacolo
autobiografico in cui l’attore pone allo spettatore la ‘scelta’ tra la vita
‘dell'anima o quella della materia’.
Solo sul palco, Pippo Franco fa un’analisi
spietata, sempre in chiave ironica, sulla trasformazione del mondo attuale. Uno
spettacolo imperdibile e da vedere perché lascia riflettere su quello che la
vita ci offre, ma basta niente per capovolgere le situazioni e capire che ogni
attimo di vita è un dono da apprezzare.

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