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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

Dott. Marco Sigona racconta: ‘La mia esperienza da contagiato dal Coronavirus’


Attraverso una lettera indirizzata a tutti gli organi di stampa ha parlato il dott. Marco Sigona, il medico che è risultato positivo al Coronavirus e che ha reso necessario l'evacuazione del reparto di dermatologia dell'ospedale di Macerata a scopo precauzionale.

Ecco le sue parole: “Sono il dott. Marco Sigona il dermatologo ospedaliero risultato positivo al Coronavirus. Non so se sono il paziente 0 a Macerata ma sicuramente, in questo particolare momento, sono un paziente come tanti altri che si trovano nella mia stessa situazione in Italia. 

Mi rivolgo a voi, Organi di Stampa, accingendomi a scrivere queste  due righe con il preciso intento di evidenziare quanto sia importante non  nascondere un proprio momento di difficoltà fisica e psicologica ma renderlo pubblico e condividerlo con tutte le persone care, sia appartenenti  alla comunità scientifica che con i tanti amici che ogni giorno mi inviano gesti d’affetto. 

Questa situazione del Coronavirus,a cui molti di noi,me compreso, pensavano di essere immuni è invece un qualcosa su cui dobbiamo porre tanta attenzione.

Avrei banalizzato anche io i miei sintomi confondendoli con il classico raffreddamento stagionale, anche perché anamnesticamente non avevo fattori di rischio cosi eclatanti per il  contagio. Poi, però, non lo nascondo , il fatto di essere medico mi ha spinto a voler a tutti i costi approfondire il perché di quella febbre a 37,2, 37,5 che si abbassava  al mattino e si rialzava la sera e non trovava mai uno stop. 

Il 5 marzo, dopo 7 giorni che ero già in malattia presso il mio domicilio, sono riuscito ad effettuare il tampone nasale e la diagnosi e stata immediata. Ora finalmente potevo dare un nome alla mia incertezza diagnostica. 

Fatta la diagnosi sono scattate le misure precauzionali d’isolamento per me e per la mia famiglia ed  è partito subito un rapporto di collaborazione ottimale con la Direzione della mia AV3. In particolare ho trovato nel personale del Dipartimento di Prevenzione  un modo fraterno e confortante di affrontare la particolarità della situazione, colleghi che con una serenità unica mi hanno coinvolto nel ricostruire  passo dopo passo i miei movimenti.  

 Ho messo a loro disposizione la mia vita professionale pubblica e privata cercando di non omettere fatti importanti, ma credetemi, non è facile ricostruire tutta l’attività di una persona professionalmente  impegnata su tanti fronti.

Questi operatori fanno un grande lavoro, in un momento così difficile, sono angeli a cui ci si attacca nell’estrema fragilità. A loro il mio più grande ringraziamento. La mia famiglia sta bene ed anche io, gestisco la malattia al bisogno con farmaci sintomatici, tachipirina ed aereosol  e mi avvio in questo cammino verso la guarigione che sarà ancora  di un lungo isolamento e anche di  noia. 

La struttura ospedaliera dove lavoro giustamente è stata messa in quarantena ed al  momento non  mi risultano altri positivi. Ho chiuso anche la mia attività privata che riaprirò non appena avrò certezza della fine di questa vicenda e della mia completa guarigione scusandomi per il disagio che posso aver arrecato a tutti  i miei pazienti.

Attraverso queste due righe voglio rafforzare il messaggio del rispetto che dobbiamo avere  delle nome procedurali  nei confronti del CoronaVirus, sottolineo l’importanza di una particolare attenzione per gli anziani e soprattutto di non trincerarsi dietro la spirito della paura, perché con la paura  siamo perdenti ma con la collaborazione riusciremo a venirne fuori  più forti”.

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