Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Presentata dal
capogruppo Popolari Marche- UdC, Luca Marconi, una proposta di legge per
sostenere le attività commerciali e i servizi minimi indispensabili nei Comuni
facenti parte delle Unità Montane del territorio marchigiano, al fine di
contrastare lo spopolamento dei paesini e frazioni.
“Già il terremoto, commenta
Marconi, aveva accentuato la disparità tra le aree interne e la costa e nelle
Marche, come d’altra parte, purtroppo, in molte altre regioni italiane, la
sopravvivenza dei piccoli negozi di paese è a rischio. La nostra è una regione
prevalentemente rurale caratterizzata dall’assenza di grandi agglomerati urbani
con una bassa densità abitativa e sempre più assistiamo, purtroppo, a processi
di emarginazione economica e sociale nelle zone montane e nei territori
interni, anche perché nel tempo si è registrata la chiusura di numerosi
servizi, come sportelli bancari e postali, e la riduzione di altri, specie nel
settore sanità e pubblica istruzione, che hanno reso ancor più difficile la
vita in questi luoghi”.
Per Marconi,
quindi, è necessario, specie oggi dopo questo particolare momento, sostenere il
commercio interno di queste zone, sia tutelando i negozi già presenti sia
incentivando l’apertura di nuovi esercizi. “Il commercio di vicinato
rappresenta, dice Marconi, un vantaggio non solo per i commercianti locali, ma
anche per i residenti, che non si trovano costretti a dover percorrere lunghe
distanze per avere accesso ai prodotti necessari nella quotidianità. Inoltre è
il momento anche per le aree interne di rimettersi in gioco, pur con tutte le
precauzioni, puntando sul recupero del borgo e delle piccole attività
artigianali”.
La proposta di
legge presentata ha una disponibilità economica per l’anno in corso di 220 mila
euro che servirà per concedere contributi alle Comunità Montane per garantire
la presenza sul territorio comunale di bancomat polifunzionali attraverso gli
uffici postali o le tabaccherie o anche con spazi appositi messi a disposizione
dal pubblico.
Inoltre sarà possibile per le Comunità Montane avere finanziamenti
per stipulare convenzioni per l’erogazione di servizi non esistenti o non
sufficienti nell’area individuata, ridurre gli oneri di urbanizzazione per la
destinazione d’uso commerciale, concedere a titolo gratuito e per un periodo
convenuto, l’uso di immobili in disponibilità ad aziende commerciali che ne
facciano richiesta, stabilendo le modalità per l’uso, la gestione, la
manutenzione e la restituzione o, infine, applicare l’esenzione dai tributi di
propria competenza.
“Nelle zone montane più svantaggiate, la
permanenza di attività indispensabili come i negozi alimentari, l'ufficio
postale, il dispensario farmaceutico è possibile solo, sottolinea infine
Marconi, se sostenuta dall'intervento pubblico. Senza adeguati contributi e
agevolazioni la progressiva scomparsa dei pubblici esercizi e di tutte le
attività commerciali nelle zone più povere, lontane dalle mete turistiche,
diventa inevitabile. E quando chiudono negozi, sportelli e servizi, anche gli
ultimi abitanti rimasti finiscono per andarsene o per aumentare il loro
pendolarismo verso il fondovalle”.

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