Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Tornano le
emozioni al Politeama di Tolentino, venerdì 19 giugno alle ore 21,15 LaGrù e
MarcheTube presentano GestiColors, uno spettacolo di Piero Massimo Macchini,
Domenico Lannutti e Matteo Berdini con Piero Massimo Macchini per la regia di Indivenire. Lo spettacolo,
nell’ambito del progetto Marche InVita, già annunciato prima delle restrizioni
dovute al Covid-19, era stato sospeso:
"Oggi vogliamo presentarlo di nuovo anche
se le attuali norme prevedono una capienza ridotta della sala a causa dei
distanziamenti. Pur ritenendo
tali norme troppo restrittive per la completa ripresa dell’attività di
spettacolo dal vivo, vogliamo dare un segnale di rinascita con questo
appuntamento ad ingresso gratuito. Per sopperire al limite dei posti in sala lo
spettacolo sarà proposto anche in streaming on line ad un numero massimo di 100
spettatori".
Dopo anni di
ricerca, Piero Massimo Macchini ha finalmente trovato lo spettacolo che
desiderava da tempo portare in scena. Si intitola GestiColors, e secondo lo
stesso autore si trovava dietro al mobile della televisione, insieme a una
penna della Cassa di Risparmio di Fermo e a una paperella che fa una luce blu
quando si preme il becco.
GestiColors
riassume tutti i suoi talenti, e come un’antologia illustra la versatilità
della sua tecnica e la duttilità del suo stile: comicità verbale e non verbale
intrecciata magistralmente alla comicità slapstick, riferimenti alti
superlativamente intessuti a riferimenti bassi, e uno sguardo cosmopolitico che
solo uno come lui, che ha vissuto anni all’estero parlando solo dialetto
fermano, poteva sintetizzare in un solo spettacolo. Tutto questo genera un
cocktail inebriante in una miscela esplosiva in cui la battuta verbale si
coniuga con la gag mimica, il sonoro comico si mischia con il gesto tecnico, il
marketing si confonde con la marchetta.
Dopo aver
portato sul palco gioie e dolori della propria vita, dopo aver affrontato il
mondo con gli occhi di chi nasce e cresce nella “piccola grande” provincia
marchigiana – assopita nel proprio benessere e tramortita da un eccesso di ‘U’
nelle felici espressioni de ‘la koinè che forgia un populu’ – Piero Massimo
Macchini cerca di esplorare la sua essenza di italiano campanilista e gretto, e
allo stesso tempo cittadino del villaggio globale, facendo a sé stesso una
domanda che tutto il mondo continua invano a porsi: “Perché gli Italiani
gesticolano così tanto? Da dove nasce questo loro modo di muoversi e di farsi
notare? Perché dicono fischi ma volevano dire fiaschi?”
Lì dove
intellettuali e maître-à-penser si sono interrogati per secoli senza dare una
spiegazione credibile, lì dove poeti e prosatori si sono arresi senza scovare
la ragione fondante di questo tratto nazionale che ci rende unici e ambigui, lì
dove Mario Tarquini e gli amici del bar del Triangolo hanno provato a
interpellarsi ma poi era finito il Varnelli, Macchini coraggiosamente si spinge
e trionfa.
E da questo
quesito sulla nostra specificità culturale prende avvio GestiColors, un
esperimento enciclopedico che fonde il mimo, la narrazione, la comicità e la
ricerca identitaria in un pappone di ottanta minuti e passa da cui uscirete
rigenerati, stimolati e consapevoli che qui da noi non si pratica il rimborso
perché l’arte è provocazione. Con
GestiColors Macchini va oltre il monologo, si sdoppia, triplica, decuplica in
un ultimo elegantissimo tentativo di diventare irrintracciabile dal fisco. E per
farlo, osa.
C’è chi lo
definisce uno schizzo di colori di un quadro di Pollock, chi semplicemente uno
schizzo, c’è chi lo descrive come un arcobaleno di immagini visive supportate
da un suono raffinatissimo, o chi ancora lo presenta come uno spettacolo di
teatro danza surreale il cui unico ballerino è affetto da scoliosi.
Tante le
definizioni, tanti i tentativi di categorizzare uno spettacolo dalle molteplici
letture e dalle infinite implicazioni artistiche. L’unica certezza, che tutti
abbaglia e tutto racchiude, resta il finale liberatorio: un’immagine in bianco e
nero di Piero Massimo Macchini accanto al padre che guarda in televisione
Marcel Marceau, il più grande mimo del ventesimo secolo.
Si arriva a
lambire il personale, sul fi lo delle motivazioni e delle ragioni profonde del
percorso di Macchini, fino a toccare il climax in un momento indelebile che
porta l’uomo, l’attore e il provincialotto Macchini a portare in scena il suo
Zero Comico Assoluto, la sintesi di tutto ciò che l’autore nei duri anni di preparazione
ha umilmente creduto di capire, ma soprattutto di quello che non ha capito: il
suo mimo parlante.
Lo spettacolo
è ad ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti.
Le prenotazioni, sia per lo spettacolo dal vivo che per quello on-line, si
effettuano al botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore
17,30 alle 19,30. Per informazioni 0733/968043 biglietteria@politeama.org

Commenti
Posta un commento