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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

Testimoni di Geova: 10mila anni di reclusione per non uccidere. I numeri di un sondaggio sull’obiezione di coscienza tra cui centinaia del maceratese

Roma – Sono stati in centinaia delle zone del maceratese, tra gli oltre 14.000 obiettori di coscienza condannati e per quasi 10.000 anni di reclusione. È questo il clamoroso risultato di un recentissimo sondaggio realizzato fra i Testimoni di Geova italiani, su quanti di loro hanno pagato il rifiuto alle armi e quanto sia costata loro questa decisione.

Si tratta indubbiamente di un prezzo altissimo per il loro ‘no’ alle armi espresso chiaramente nei decenni passati. Oggi la giurisprudenza internazionale riconosce l’obiezione di coscienza al servizio militare come uno dei diritti umani fondamentali ma non è stato sempre così.

I Testimoni di Geova hanno sempre ritenuto il servizio militare incompatibile con la loro religione. Secondo uno studio, basato sulle testimonianze di chi ha praticato l’obiezione di coscienza prima che questa fosse consentita dalla legge, è emerso che, tra i Testimoni di Geova italiani attualmente in vita, almeno 14.180 hanno dovuto scontare una condanna per aver rifiutato di prestare servizio militare, tra questi, come dicevamo, giovani provenienti da tutte le località delle Marche. Ciò avvenne in larga parte tra la fine degli anni ’60 e la fine degli anni ’90.

In totale, i partecipanti al sondaggio hanno trascorso in carcere 9.732 anni.
I Testimoni di Geova costituirono “la stragrande maggioranza dei giovani incarcerati per essersi rifiutati di svolgere il servizio militare”, commenta lo storico Sergio Albesano. “Con la loro massiccia adesione al rifiuto di entrare nelle fila dell’esercito, di fatto crearono un caso politico e aiutarono a portare il problema all’attenzione dell’opinione pubblica”.

La posizione assunta dai Testimoni obiettori di coscienza colpì anche l’ex Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, che nel 1983 scrisse: “Negli anni Sessanta, quando ero alla Difesa, volli rendermi conto del fenomeno, che andava moltiplicandosi, delle obiezioni militari di coscienza da parte di giovani appartenenti ai Testimoni di Geova. Mi colpì, parlando con loro uno a uno nel carcere di Forte Boccea, la evidente ispirazione religiosa e l’estraneità da qualsiasi speculazione politica; non a caso si sottoponevano ad anni di prigione continuando nel rifiuto di indossare la divisa”.

Il giurista Sergio Lariccia rileva: “Oggi l’obiezione di coscienza è inclusa tra i diritti inalienabili dell’uomo e, sebbene le sue origini culturali siano anche religiose, ciò che è stato conquistato ha recato benefici a tutti. Abbiamo un debito di riconoscenza verso coloro che hanno contribuito con la loro vita anche alle garanzie delle nostre libertà”.

Sergio Albesano, storico dell’antimilitarismo, autore del libro “Storia dell’obiezione di coscienza in Italia”, commenta: “I dati impressionanti di questo sondaggio, che oltretutto sono sicuramente inferiori alla realtà poiché molti obiettori sono nel frattempo deceduti e quindi non hanno potuto rispondere, portano onore ai testimoni di Geova che, per coerenza al loro credo religioso, hanno sopportato con fermezza una situazione avversa quale la reclusione, non perché avessero compiuto atti antisociali, come rubare o uccidere, ma addirittura per il loro rifiuto di imparare a uccidere”.

Per Pierluigi Consorti, avvocato e professore ordinario presso il dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Pisa, “la testimonianza della fede del Testimoni di Geova è stata sempre trascurata: si conosce poco la loro discriminazione a causa del nazismo, e si conoscono poco anche le loro attuali discriminazioni”.

“La storia dell’obiezione di coscienza al servizio militare – rileva Antonino Mantineo, Professore ordinario di Diritto ecclesiastico e canonico presso l’Università degli studi Magna Graecia di Catanzaro – certamente in Italia, ma anche nell’inquadramento generale che oggi viene offerto dal diritto comunitario ed internazionale, non può prescindere dalle lotte personali, pagate a caro prezzo da coloro che professando la fede dei Testimoni di Geova sono stati martiri, ovvero testimoni di questa conquista di libertà”.

Bruno Segre, avvocato e giornalista, fondatore de “L’Incontro” e difensore di Pietro Pinna, commenta: “I miei patrocinati furono quasi tutti, tranne qualche obiettore radicale, libero pensatore, anarchico, cattolico negli ultimi tempi, Testimoni di Geova che io ammiravo per il loro assoluto rispetto delle idealità pacifiste, per il loro altissimo livello morale”.

Massimo Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento, afferma: “Ho sempre guardato con ammirazione e gratitudine alle testimonianze e ai fondamenti ideali e religiosi che ci hanno dato i pionieri dell’obiezione di coscienza nel nostro paese, e i Testimoni di Geova ne costituiscono senza dubbio la parte numericamente più preponderante”.

Infine l’ex magistrato Rodolfo Venditti: “In Italia nell’ultimo dopoguerra, sul piano dell’obiezione religiosa, gli obiettori più numerosi furono gli appartenenti ai Testimoni di Geova”.

Anche il contributo di quegli obiettori spinse dunque le autorità ad approvare, dopo anni di discussioni e rinvii, una legge che sanciva nel 1998 il pieno riconoscimento giuridico dell’obiezione di coscienza. Il servizio di leva obbligatorio venne poi sospeso nel 2005.

Redazione - laScansionenet

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