Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Dopo la
modifica della legge elettorale Sandro Bisonni, capogruppo dei Verdi,
interviene sulla proposta, che esclude la possibilità di una doppia candidatura
sia a Presidente che a consigliere, ricostruendo il percorso della vicenda: “E' giusto poter giocare due
partite quando tutti gli altri ne possono giocare solo una? La modifica alla
legge elettorale é stata pensata per eliminare alcuni inaccettabili privilegi.
In passato si sono create delle
listarelle con l'unico ed esclusivo scopo di
creare la poltrona al candidato presidente di quella stessa listarella. E' evidente, infatti, che il candidato
presidente gode di una visibilità che gli altri 30 candidati consiglieri non
hanno. Se al singolo si concede il vantaggio di candidarsi anche a consigliere
regionale, la partita è tutta a suo
favore. La proposta, quindi, nasce da un principio di giustizia, volto ad
eliminare un privilegio. Chi si è detto contrario, di fatto ha difeso i
privilegi dei soliti politici che non vivono d’altro e che impediscono il ricambio
generazionale e il rinnovamento.
Altro
obiettivo dell’atto approvato, quello di incoraggiare (senza costringere
nessuno) le coalizioni, perché venendo
meno la garanzia della poltrona il candidato presidente della listarella non ha
più interesse a correre in solitaria. Sono quindi molto soddisfatto che l'aula
abbia riconosciuto, approvando la legge, la validità di questa proposta, quello
che è assurdo per non dire ipocrita, è l'averla approvata con applicazione fra
5 anni.
Se la proposta fosse stata antidemocratica, come gridavano, non doveva
essere approvata, ma se così non è, come non è, che senso ha approvarla fra 5
anni quando chi verrà dopo avrà tutto il
tempo e il diritto di modificare la legge a suo piacimento?
Ma si sa che
la sinistra molto spesso è autolesionista ed è alla continua ricerca della ‘scissione
dell'atomo’. Bocciando la proposta conferma questa volontà e fa tramontare
definitivamente anche l'estremo tentativo
che era alla base di quest’ultima, cioè quello di recuperare un'alleanza
con i 5S.
Privati, infatti, del desiderio sfrenato del loro candidato di
sedersi in Regione (il 5S locale era riuscito a far bocciare l'alleanza su
Longhi, inizialmente benedetta da Di Maio), sarebbero stati liberi di valutare,
magari con un voto sulla piattaforma Rousseau (possibilità già richiesta da
Maggi, ma negata), se allearsi con il centro sinistra o far vincere la destra.
Su questa
vicenda sono state dette molte bugie, cerchiamo di fare ordine. Prima di tutto
i tempi. Questa proposta, in forma leggermente diversa ma basata sulla stessa logica, fu avanzata dal sottoscritto ad aprile del
2019 in tempi non sospetti, ma non trovò
condivisione e fu fermata; nel 2020 si pensò alla modifica di cui discutiamo
oggi. Solo chi non capisce nulla, ma proprio nulla, di politica può immaginare
che una modifica alla legge elettorale possa andare avanti per la volontà di un
singolo consigliere, tra l’altro di un piccolo partito come il mio. La verità
invece è che certe cose non vanno avanti se non c'è, da parte del partito di
maggioranza, la precisa volontà e l'interesse a portarla avanti.
La proposta
trovò il favore di numerose forze politiche (PD, Verdi, Socialisti, +Europa e
Civici) e con il loro consenso approdò in commissione, dove fu votata e
approvata una prima volta, poi andò in Aula il 6 giugno e fu rispedita
nuovamente in commissione per un ulteriore approfondimento. Il 12 giugno si
riunirono tutte le forze di coalizione del centro sinistra alla presenza del
candidato Mangialardi, che ascoltate le diverse posizioni (contrarietà di Art.
1 e astensione di Italia Viva oltre alle già citate posizioni degli altri) stabilì di andare avanti con la proposta
,invitando chi aveva delle perplessità a superarle.
Il 19 giugno
si riunì il gruppo PD, che preso atto della posizione dei più, decise di
portare nuovamente in commissione la proposta per una sua ripresentazione in
Aula. Cosa che avvenne il 22 giugno e proprio in commissione fu approvata con
il voto favorevole di PD, M5S e con l'astensione della Lega, mentre Italia Viva
e Forza Italia preferirono non votare. Quindi, come si vede, la proposta è
partita in tempi non sospetti ed è stata condivisa dalla maggioranza delle
forze politiche. Al di là di talune esternazioni pubbliche spesso ambigue. Un'idea
grezza del 2019 e sviluppata successivamente, senza nessun bliz e tutto alla
luce del sole che è andata per le lunghe solo perché questi sono i tempi dei
passaggi democratici.
In merito alla
ipotetica penalizzazione del M5S, anche questa è priva di fondamento, infatti i
seggi che gli spettano dipenderanno esclusivamente dai voti a favore di tale
partito e non da altro. Pertanto le critiche del pentastellato Mercorelli
dimostrano semplicemente il suo attaccamento alla poltrona (altro che servizio
altruistico e uno vale uno!) e che non crede non solo di poter vincere, ma
neanche di arrivare secondo (in tal caso diventerebbe, come previsto dalla
legge, consigliere regionale) e la paura di perdere la tanto agognata poltrona
lo terrorizza e gli fa lanciare pesanti
accuse in tutte le direzioni, usando
anche parole che non gli appartengono.
La verità è
che il voto verso i 5S è inutile, sia
perché il suo candidato presidente dimostra che non hanno nessuna possibilità
di vittoria, sia perché tutti i principi fondanti (vedi ad esempio la doppia
candidatura, considerato che lui è già al terzo mandato) sono stati gettati
nella spazzatura. Il M5s non esiste più.
Per concludere. Approvando questa
norma, oggi eliminiamo un privilegio, favoriamo le alleanze e
contemporaneamente un ricambio generazionale. Sono pronto a scommettere che
tutti coloro che fino a ieri si strappavano i capelli gridando allo scandalo e
al furto di democrazia, annunciando ricorsi o azioni legali, da domani se ne
disinteresseranno e questo semplicemente perché con l'applicazione fra 5 anni,
inutile ipocrisia, non si va più ad incidere sul loro privilegio e sulla loro
poltrona. Unica cosa di loro esclusivo interesse!”

Commenti
Posta un commento