I costi della
Politica e il funzionamento delle Istituzioni non sono cose collegate e non si
migliora l’efficacia dell’azione parlamentare con un colpo di spugna alla
Costituzione. Il ‘taglio’ della rappresentanza, senza correttivi, distorce il
funzionamento del Parlamento, attribuisce più potere a pochi, riduce il
pluralismo. Senza una legge elettorale che garantisca agli Italiani di
scegliersi i propri rappresentanti, anziché listini blindati scelti dalle
segreterie o dai leaders di partito e che garantisca il giusto equilibrio tra
rappresentanza e stabilità di governo, siamo di fronte a un intervento parziale
e a un pericoloso azzardo. Non è intervenendo sulla quantità che si migliora la
qualità.
Negli ultimi
anni è stato ridotto il numero dei consiglieri comunali, abolito il diritto di
eleggere i rappresentanti delle Province e delle assemblee di Quartiere, in
nome del risparmio, dell'efficienza e della guerra alla casta. il risultato è:
Istituzioni sempre più lontane dai cittadini, meno rappresentative e spesso
incapaci di svolgere il proprio ruolo. In poche parole, una democrazia più
fragile.
Ora si prova a
dare il colpo finale anche al Parlamento, tanto per chiudere il cerchio. Per
noi non ne vale la pena!
La crisi della
politica e la distanza tra Paese e Istituzioni non si risolvono a colpi di
ingegneria costituzionale ma, attraverso un radicale cambiamento e con
strumenti di partecipazione reale e diretta, non certo restringendo la
rappresentanza a livelli minimi che non hanno eguali in altri Paesi europei. Ci
uniamo a coloro i quali , tra associazioni, costituzionalisti, cittadini,
esprimono il loro dissenso a una "riforma" dannosa e irrispettosa nei
confronti degli Italiani.
Al Referendum
del 20 settembre Voteremo e invitiamo a Votare NO.

Commenti
Posta un commento