“Le Marche si
meritavano che chiudessimo qui, per dare il segnale che vogliamo combattere. In
democrazia le vittorie non si aspettano, ma si conquistano giorno per giorno.
C'è in gioco il futuro di quello che amiamo. Dobbiamo guardare negli occhi le
persone: mai più una politica elitaria”: a Macerata, che il segretario
nazionale del Pd Nicola Zingaretti arringa i suoi in vista del rush finale
delle elezioni regionali e comunali del prossimo 20 e 21 settembre. Il leader
democratico è giunto direttamente da Roma per dare il suo sostengo a Narciso
Ricotta (candidato sindaco del centrosinistra a Macerata) e Maurizio
Mangialardi (candidato governatore delle Marche per il centrosinistra): “Nessuno
si fermi, è il tempo di combattere una battaglia politica fino a lunedì alle
ore 15:00”.
Il discorso
del segretario del Pd si concentra sui problemi quotidiani connessi al Covid; si
rivolge al commerciante, all'imprenditore, al giovane: “Tutti hanno paura e
timore del futuro in questa fase. Noi dobbiamo capire e risolvere queste paure.
La destra è forte soltanto perché le sfrutta: non propone mai soluzioni, ma
cerca sempre capri espiatori. Noi siamo quelli che dicono no all'odio e sì alla
speranza di potercela fare”.
Poi arriva
l'endorsement a Mangialardi e Ricotta: “Non sono figli della spartizione dei
partiti politici di Roma, ma sono stati scelti dai marchigiani e dai
maceratesi. Sono uomini liberi, non risponderanno mai a me, ma a voi. Non hanno
padrini né padroni come i candidati del centrodestra”.
Quindi un
attacco ad Acquaroli, non prima di ricordare le origini marchigiane dei suoi
nonni: “Tanti ragazzi hanno dato la vita e sono stati ammazzati dai
nazi-fascisti per consegnarci la democrazia. Nessuno ce l’ha regalata. Le
Marche non possono essere governate da un candidato che ha partecipato a una
cena fascista. Si è superato il limite della decenza e nessuno da Roma ha mai
chiesto scusa per questo”.
Sulla stessa
lunghezza d'onda di quanto già affermato nell'evento di chiusura della sua
campagna elettorale assieme al governatore dell'Emilia Romagna Stefano
Bonaccini a Civitanova, Mangialardi si è ancora appellato agli indecisi citando
il caso Spacca di 5 anni fa: “Non credete ai sondaggi, lui era dato 10 punti
avanti rispetto al centrosinistra ed invece non ha nemmeno ottenuto un posto in
Consiglio Regionale”.

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