Illustrato nel
corso di un incontro pubblico lo studio di microzonazione sismica, disposto dal
Comune di Tolentino per la pianificazione urbanistica e a supporto della
progettazione esecutiva nelle aree colpite dalla sequenza sismica che ha avuto
inizio il 24-08-2016 con le prime scosse telluriche.
Lo studio ha
posto l’attenzione su alcune porzioni del territorio comunale interessate da
fenomeni di dissesto gravitativo; in base alla perimetrazione proposta, fra
queste aree ricade quella a monte di Viale Trento e Trieste che, alle quote più
basse, risulta intensamente urbanizzata.
Per una
valutazione di carattere generale sulle condizioni di stabilità del versante
nell’ottica di consentire il recupero del costruito danneggiato dal sisma ed il
pieno ripristino della funzione residenziale dell’area è stato affidato l’incarico
di consulenza specialistica ed assistenza alle indagini per consulenza al
Dipartimento di Scienze e Ingegneria della Materia, dell’ambiente e Urbanistica
dell’Università Politecnica delle Marche.
Lo studio e le
indagini hanno avuto la durata fino ad oggi di circa 1 anno e le attività sono
state svolte in piena collaborazione con i tecnici dell'Area LL.PP. del Comune
di Tolentino.
Le analisi di
stabilità condotte sui corpi di frana evidenziano una situazione di sostanziale
stabilità con margini di sicurezza certamente sufficienti. I risultati del
recente monitoraggio inclinometrico e i dati interferometrici non hanno
evidenziato fenomeni di movimento e confermano pertanto la condizione di
“stabilità” dei due corpi di frana oggi studiati.
Nonostante
l’area si possa quindi considerare stabile dal punto di vista generale, non si
può ignorare che l’attuale abitato ricade su un deposito di frana quiescente.
In tali condizioni si sconsiglia, almeno nell’immediato, un ampliamento verso
monte dell’area urbanizzata; questa riserva sull’ampliamento delle aree
edificabili che, in base ai risultati ottenuti da questo studio, oggi potrebbe
apparire eccessivamente cautelativa, potrà essere rimossa solo a seguito di un
monitoraggio dell’area su un periodo temporale più esteso, orientativamente
dell’ordine di 5 anni.
Al contrario,
appare del tutto possibile il recupero degli edifici esistenti, più o meno
danneggiati, ed eventualmente la ricostruzione di fabbricati non riparabili,
nel loro sedime attuale. Qualora si renda necessario demolire e ricostruire gli
edifici danneggiati dalla sequenza sismica del 2016, si suggerisce l’adozione
di sistemi di fondazione fortemente collegati e in grado di assecondare
eventuali spostamenti di versante; gli impianti e i sistemi infrastrutturali
devono risultare idonei ad assorbire spostamenti differenziali di ordine
centimetrico.
Tutti i
progettisti dovranno progettare i loro interventi tenendo conto del quadro
geologico e geotecnico illustrato in questo studio. Qualunque intervento non
potrà prescindere dalla condizione attuale del versante.
L’ampio e
circostanziato studio del versante di C.da San Giovanni condotto attraverso
indagini-monitoraggi-osservazioni satellitari indicano la sostanziale assenza
di movimenti di pendio in atto. Le analisi di stabilità confermano questo
quadro sperimentale perché indicano l’esistenza di margini di sicurezza
certamente sufficienti per le condizioni statiche.
In condizioni
sismiche i margini ovviamente si riducono e ciò potrebbe determinare lo
sviluppo di deformazioni di carattere irreversibile durante un evento sismico,
con spostamenti del pendio comunque controllabili e contenuti. D’altra parte,
le indagini svolte non possono escludere la presenza di spostamenti profondi
nelle aree ancora non urbanizzate; tali spostamenti vennero rilevati da
un’indagine del passato sebbene non si abbia avuto alcun riscontro di analoghi
spostamenti nel corso della campagna di indagine attuale.
In tali
condizioni, si ritiene che l’area indagata sia tuttora idonea ad accogliere gli
edifici già presenti, anche in assenza di interventi infrastrutturali
particolari purché venga attivato un sistema di monitoraggio con osservazione
continua degli spostamenti di versante e delle sue condizioni idrauliche,
attraverso idonea strumentazione, suggerendo l’installazione di ulteriori strumentazioni,
oltre che continuare a monitorare tutto quello già installato.
Al fine di
rendere le nuove strutture compatibili con la criticità di sito, ogni singolo
progettista dovrà tener conto di alcune raccomandazioni relative al modello
geotecnico/geologico, al sistema di fondazione e agli impianti.
La ripresa
integrale dell’illustrazione dello studio ‘Valutazione delle condizioni di
stabilità della zona urbanistica Trento e Trieste e contrada San Giovanni’ sarà
trasmesso su Canale14 (VideoTolentino) mercoledì 7 ottobre alle ore 13, giovedì
8 ottobre alle ore 9 e sabato 10 ottobre alle ore 21. Inoltre a breve verrà
anche inserito all’intero del sito istituzionale del Comune di Tolentino.

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