“730 anni sono
trascorsi da quel 10 settembre dell’anno domini 1290 quando il Banditore
proclamava a gran voce che a Macerata, nel giorno della Festa di San Luca
Evangelista, il 18 ottobre, avrebbe avuto inizio una scholam e che Giulioso da
Montegranaro vi avrebbe insegnato lo studium legis”: così il magnifico rettore
Francesco Adornato ha ricordato la secolare eredità di persone e storie dell’Ateneo
maceratese, durante il suo discorso al Teatro ‘Lauro Rossi’.
L’Ateneo
maceratese è stato il primo visitato dal capo dello Stato dopo il lockdown ed è
proprio da questo dato che il sindaco, Sandro Parcaroli, ha iniziato il suo
intervento ‘introduttivo’: “Avere qui con noi il Presidente della Repubblica ci
onora profondamente questo giorno è importante perché mai come quest’anno
l’inaugurazione del nuovo anno accademico assume un valore di ripartenza e
coraggio. Per la comunità accademica e cittadina maceratese la presenza del
Presidente è un forte segnale di speranza”.
Il rettore
Francesco Adornato ha ricordato che l’Ateneo non ha mai esaurito la sua spinta
propulsiva verso la conoscenza, neanche dopo gli effetti critici del terremoto
del 2016: “Allo stesso modo, senza esitazione, ma con decisione, fermezza e
altrettanta sobrietà stiamo ora reagendo agli effetti provocati dal Coronavirus,
che ha rovesciato parametri e modelli abituali, comportamenti privati e
collettivi, confinandoci in un distanziamento fisico e sociale, dal quale non
ci siamo fatti piegare. Con un appello a tutte le nostre risorse fisiche e
mentali, siamo restati in costante collegamento tra noi grazie alla radio di
Ateneo, organizzando molti eventi, convinti, fin dall’inizio, che la pandemia
ci avrebbe sollecitato, come stiamo facendo, a trovare nuove idee, nuove
soluzioni, nuove iniziative”.
Il neo
presidente regionale Francesco Acquaroli ha definito la visita significativa: “E’
significativo l'incontro tra istituzioni e cultura in un momento così
difficile, segnato dalla pandemia e dalla ricostruzione post sisma del nostro
territorio. E’ un momento importante perché tocca il tema delle future
generazioni… Le nuove generazioni devono essere formate e accompagnate affinché
possano restare sul territorio marchigiano ed essere la spina dorsale dei tempi
futuri”.
Il ministro
dell'Università, Gaetano Manfredi ha ribadito la centralità delle università: “L’inaugurazione
di questo anno accademico è l'occasione per riaffermare la centralità delle
università che si trovano nelle aree interne e rappresentano un punto di forza
per i territori, ma anche per il sistema universitario nazionale… Dobbiamo
coniugare la nostra grande tradizione universitaria con l'innovazione
tecnologica, così da pensare per il futuro ad atenei più inclusivi, più aperti,
più internazionali e in tal senso il governo sta investendo in maniera
significativa”.
Nel suo
discorso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha salutato gli
studenti con una frase dello scrittore Bernanos: “Saluto particolarmente
intenso agli studenti, veri destinatari di questa cerimonia. Dai loro
interventi è emersa con molta chiarezza la loro propensione verso il futuro e
la volontà di realizzarlo con il proprio protagonismo ed ecco perché ho voluto
ed è proprio dalle loro parole che mi è venuta in mente questa frase di
Bernanos”.
Ed ha ribadito
che questa è non solo la prima visita a Macerata ma anche la prima in un ateneo
italiano dopo il lockdown: “A Macerata riprendo un viaggio che va avanti da
cinque anni presso in nostri atenei che rappresentano quel tessuto di
approfondimento e trasmissione di sapere che è garanzia per il futuro nostro paese il Rettore con il suo discorso
ha ricordato l’antico radicamento storico e culturale fatto di tanti illustri
docenti e personaggi come Giacomo Leopardi e Padre Matteo Ricci spesso ha anche
ribadito il concetto memoria e futuro. Ed proprio lo sguardo rivolto verso il
futuro che questo ateneo ha dimostrato,
con la reazione pronta all’evento drammatico del terremoto e, come degli altri
atenei italiani, in occasione della pandemia, trovandolo formule nuove ed
efficaci per garantire il mantenimento del rapporto tra docenti e studenti”.

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