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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

Unimc festeggia 730 anni con il Presidente

 


“730 anni sono trascorsi da quel 10 settembre dell’anno domini 1290 quando il Banditore proclamava a gran voce che a Macerata, nel giorno della Festa di San Luca Evangelista, il 18 ottobre, avrebbe avuto inizio una scholam e che Giulioso da Montegranaro vi avrebbe insegnato lo studium legis”: così il magnifico rettore Francesco Adornato ha ricordato la secolare eredità di persone e storie dell’Ateneo maceratese, durante il suo discorso al Teatro ‘Lauro Rossi’.

L’Ateneo maceratese è stato il primo visitato dal capo dello Stato dopo il lockdown ed è proprio da questo dato che il sindaco, Sandro Parcaroli, ha iniziato il suo intervento ‘introduttivo’: “Avere qui con noi il Presidente della Repubblica ci onora profondamente questo giorno è importante perché mai come quest’anno l’inaugurazione del nuovo anno accademico assume un valore di ripartenza e coraggio. Per la comunità accademica e cittadina maceratese la presenza del Presidente è un forte segnale di speranza”.

Il rettore Francesco Adornato ha ricordato che l’Ateneo non ha mai esaurito la sua spinta propulsiva verso la conoscenza, neanche dopo gli effetti critici del terremoto del 2016: “Allo stesso modo, senza esitazione, ma con decisione, fermezza e altrettanta sobrietà stiamo ora reagendo agli effetti provocati dal Coronavirus, che ha rovesciato parametri e modelli abituali, comportamenti privati e collettivi, confinandoci in un distanziamento fisico e sociale, dal quale non ci siamo fatti piegare. Con un appello a tutte le nostre risorse fisiche e mentali, siamo restati in costante collegamento tra noi grazie alla radio di Ateneo, organizzando molti eventi, convinti, fin dall’inizio, che la pandemia ci avrebbe sollecitato, come stiamo facendo, a trovare nuove idee, nuove soluzioni, nuove iniziative”.

Il neo presidente regionale Francesco Acquaroli  ha definito la visita significativa: “E’ significativo l'incontro tra istituzioni e cultura in un momento così difficile, segnato dalla pandemia e dalla ricostruzione post sisma del nostro territorio. E’ un momento importante perché tocca il tema delle future generazioni… Le nuove generazioni devono essere formate e accompagnate affinché possano restare sul territorio marchigiano ed essere la spina dorsale dei tempi futuri”.

Il ministro dell'Università, Gaetano Manfredi ha ribadito la centralità delle università: “L’inaugurazione di questo anno accademico è l'occasione per riaffermare la centralità delle università che si trovano nelle aree interne e rappresentano un punto di forza per i territori, ma anche per il sistema universitario nazionale… Dobbiamo coniugare la nostra grande tradizione universitaria con l'innovazione tecnologica, così da pensare per il futuro ad atenei più inclusivi, più aperti, più internazionali e in tal senso il governo sta investendo in maniera significativa”.

Nel suo discorso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha salutato gli studenti con una frase dello scrittore Bernanos: “Saluto particolarmente intenso agli studenti, veri destinatari di questa cerimonia. Dai loro interventi è emersa con molta chiarezza la loro propensione verso il futuro e la volontà di realizzarlo con il proprio protagonismo ed ecco perché ho voluto ed è proprio dalle loro parole che mi è venuta in mente questa frase di Bernanos”.

Ed ha ribadito che questa è non solo la prima visita a Macerata ma anche la prima in un ateneo italiano dopo il lockdown: “A Macerata riprendo un viaggio che va avanti da cinque anni presso in nostri atenei che rappresentano quel tessuto di approfondimento e trasmissione di sapere che è garanzia per il futuro  nostro paese il Rettore con il suo discorso ha ricordato l’antico radicamento storico e culturale fatto di tanti illustri docenti e personaggi come Giacomo Leopardi e Padre Matteo Ricci spesso ha anche ribadito il concetto memoria e futuro. Ed proprio lo sguardo rivolto verso il futuro che questo ateneo  ha dimostrato, con la reazione pronta all’evento drammatico del terremoto e, come degli altri atenei italiani, in occasione della pandemia, trovandolo formule nuove ed efficaci per garantire il mantenimento del rapporto tra docenti e studenti”.

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