Il Capo del
Dipartimento della Protezione Civile nazionale Angelo Borrelli, il Sindaco
Giuseppe Pezzanesi, l’Assessore alla Ricostruzione della Regione Marche Guido
Castelli, l’Assessore alla Protezione Civile della Regione Marche Stefano
Aguzzi, il Presidente dell’ERAP Marche Massimiliano Sport Bianchini, hanno
consegnato ufficialmente le chiavi dei nuovi appartamenti di ‘Borgo Rancia’,
realizzati in sostituzione delle SAE, grazia al contributo della Regione
Marche. Sono stati consegnati i primi 21 appartamenti ad altrettante famiglie
aventi diritto, come sancito dall’apposita graduatoria, alcune delle quali
attualmente ospitate presso il Villaggio container.
Alla cerimonia hanno presenziato le più alte autorità a livello regionale e provinciale. I nuovi appartamenti sono stati benedetti dal parroco della Concattedrale di San Catervo Don Gianni Compagnucci. Parole di soddisfazione e orgoglio per gli importanti risultati raggiunti sono state espresse sia dal Sindaco che dall’assessore Castelli, dal Presidente Bianchini e dal Capo Dipartimento Borrelli.
Un progetto particolarmente complesso, quello di Borgo Rancia, che ha visto la trasformazione di un manufatto industriale in un nuovo agglomerato abitativo con 46 appartamenti, realizzati con innovative soluzioni costruttive ed architettoniche.
Gli appartamenti, di diverse metrature e assegnati in base al numero dei componenti delle famiglie aventi diritto, sono stati consegnati a Capponi Raika, Casadidio Maria, Eleonori Mario, Gashi Halit, Gashi Labinot, Graziosi Armando, Guardati Maria Gabriella, Jashari Faik, Kaur Balwinder, Kumari Neelam, Maccaroni Roberto, Md Rasel, Mrad Mouez, Ndiaye Daouda, Orizi Rolando, Pallocchini Antonello, Rosinete, Polegri Marco, Scarpeccio Natale, Shehu Eliona, Kazmi Atif.
In conclusione il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Italiana, Angelo Borrelli, ha raccontato il percorso di questi anni: “La prima volta che venni a Tolentino era il novembre del 2016 e il Sindaco in quell’occasione manifestò un fabbisogno di 200 soluzioni abitative d’emergenza. Era senza dubbio una situazione difficile perché la seconda scossa aveva creato un’esigenza di questo tipo abnorme rispetto a quelle che erano le disponibilità quindi il mio intento era quello di spingere i Sindaci a cercare delle strade alternative.
Giuseppe Pezzanesi fu disponibile a trovare delle soluzioni definitive che io ho subito sposato la sua scelta credo che il terremoto debba essere visto anche come un opportunità volta ad impedire investimenti per progetti destinati a finire ma questa struttura rappresenta un’operazione che garantisce il minor consumo del suolo e tutti i confort. Sono dispiaciuto solo delle tempistiche, causate da lungaggini burocratiche che ci hanno rallentato nel raggiungimento di questo risultato ma mi auguro che in futuro questi tempi possano ridursi al minimo anche in considerazione del fatto che il nostro paese è colpito costantemente da eventi calamitosi“.
Il sito oggetto dell’intervento ‘Riconversione di un edificio esistente in alloggi E.R.P. – Sisma 2016’, è un lotto con già in atto un processo di edificazione; ubicato in c.da la Rancia ai limiti fra una zona prevalentemente produttiva – artigianale e la campagna tolentinate, e non lontano dal complesso monumentale del Castello della Rancia.
A seguito degli eventi sismici del 2016, che hanno costretto numerosi cittadini a lasciare le proprie abitazioni, il sito stesso e l’azione di riconversione dell’edificio sono stati individuati dall’Amministrazione Comunale di Tolentino, come intelligente soluzione abitativa di emergenza per gli sfollati, alternativa alle S.A.E., principalmente al fine di non consumare nuovo suolo e per offrire abitazioni tradizionali, permanenti e dal carattere non ‘temporaneo’.
In totale le Unità sviluppano una superficie di mq 3.174,00, mentre tutto l’organismo, comprensivo di spazi accessori (scale, loc. attività collettive etc.) sviluppa una superficie pari a mq 4.869.
Il livello del piano terra è stato sopraelevato di cm 80, rispetto al piano grezzo attuale, per creare un idoneo isolamento termico dal suolo e per il passaggio degli scarichi fognari. Si è ricercato una differenziazione in termini di superficie e numero di camere da letto, in modo da offrire ospitalità a nuclei familiari differenziati. Si hanno n. 8 alloggi bilocali e n. 8 alloggi di grande dimensione. I rimanenti 30 risultano alloggi medi con n. 2 camere da letto doppie da mq 65 a 73). Le aperture esistenti e il ritmo delle strutture hanno ‘obbligato’ la divisione delle unità.
Gli angoli dell’edificio, dove la possibilità di affaccio è prevalentemente su due fronti esterni, sono stati destinati agli alloggi più grandi con n. 3 camere e doppio servizio.
Due ampi volumi emergono nella corte interna, dedicati ad attività collettive, e in continuità del sistema piazza – atrio – torre scale. Le aree pertinenziali sono organizzate in piccola parte in corti esclusive annesse agli alloggi del piano terra, e in parcheggi condominiali. La restante area destinata a standard urbanistici sarà organizzata in gran parte in verde attrezzato.
Il progetto di Riconversione/Rigenerazione Urbana della struttura artigianale esistente proposto si configura, non come un riadattamento della volumetria per un uso diverso da quello per il quale era stato concepito, ma come una serie integrata di azioni finalizzate alla creazione di un organismo edilizio per il quale l’organizzazione delle unità abitative, i caratteri architettonici e costruttivi specifici (stratigrafie involucro esterno), l’articolazione degli spazi pertinenziali sono stati pensati secondo criteri atti a perseguire i seguenti obiettivi: edilizia sostenibile; adeguamento strutturale; architettura residenziale e mix funzionale; introspezione, livelli di individualità e socialità.
Per tali propositi con il progetto si è intervenuti rimodellando inevitabilmente il manufatto edilizio esistente nella volumetria e nell’involucro murario esterno. Il sistema strutturale con elementi prefabbricati è stato mantenuto a meno dello svuotamento della volumetria della campata centrale, al fine di ottenere un vero organismo architettonico a ‘Corte’, dove le unità abitative vengono organizzate lungo l’anello rettangolare risultante.
Gli appartamenti non hanno mai un affaccio diretto esterno, ma sempre filtrato da logge e patio ‘bio-climatici’ opportunamente schermati negli esterni e da logge a patio aperti nella corte interna, che connotano in entrambe i casi fortemente i prospetti.
Gli accessi alla corte avvengono attraverso le torri contenenti in sistema androni-scale. Nelle torri, in quanto attraversamenti verticali, sono ricavati anche cavedi e locali tecnici per impianti. Gli accessi delle unità abitative ai piani superiori avvengono attraverso delle passerelle con struttura in acciaio, che ricalcano l’andamento dei percorsi al P.0, opportunamente distanziati dalle Unità.
L'articolazione delle Aree esterne organizzate in aree verdi e a parcheggio, si configura come una sorta di sistema a fasce funzionali parallele all’edificio. Le aree verdi a standard cosi organizzate insieme alla corte interna condominiale costituiscono un sistema integrato di spazi di socializzazione e di svago, ma soprattutto di mitigazione ambientale, fra le Unità e l’ambiente circostante. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Marche per € 6.000.000.

Commenti
Posta un commento