Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
"Il 27 Gennaio 1945 le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz.
Il 27 Gennaio di ogni anno con IL GIORNO DELLA MEMORIA commemoriamo le vittime dell’olocausto. Ricordiamo l’orrore a cui ha portato l’ideologia nazista che vedeva la convivenza umana regolata dall’idea che gli uomini si dividono in razze superiori e razze inferiori, in uomini forti e uomini deboli, dove i primi hanno diritto, guidati da leggi dello stato, di sopprimere i secondi.
Oggi che con la pandemia siamo impegnati in uno sforzo solidale per curare tutti, i più fragili e gli anziani, misuriamo l’abisso in cui era precipitata l’umanità governata dall’ideologia nazista.
In mezzo ad una emergenza sanitaria e sociale dove si cerca di non lasciare indietro nessuno, lavoriamo e rinforziamo la civiltà di un mondo solidale e diamo così la migliore risposta all’orrore genocida di Auschwitz".
Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria perché, come riconosciuto dalla Legge 211/2000, è il giorno dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Nonostante le limitazioni causa Covid19 che impediscono di rendere omaggio alla Giornata come da tradizione, è bene tenere vivo il ricordo con momenti di riflessione su quanto accaduto.
Per tenere viva la memoria al “fine di ricordare la Shoah, le leggi raziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
Era il 27 Gennaio 1945 quando le truppe dell’Armata Rossa liberano il campo di concentramento di Auschwitz rivelando al mondo l’orrore di ciò che all’interno accadeva.
Redazione-laScansionenenet
Il 27 Gennaio di ogni anno con IL GIORNO DELLA MEMORIA commemoriamo le vittime dell’olocausto. Ricordiamo l’orrore a cui ha portato l’ideologia nazista che vedeva la convivenza umana regolata dall’idea che gli uomini si dividono in razze superiori e razze inferiori, in uomini forti e uomini deboli, dove i primi hanno diritto, guidati da leggi dello stato, di sopprimere i secondi.
Oggi che con la pandemia siamo impegnati in uno sforzo solidale per curare tutti, i più fragili e gli anziani, misuriamo l’abisso in cui era precipitata l’umanità governata dall’ideologia nazista.
In mezzo ad una emergenza sanitaria e sociale dove si cerca di non lasciare indietro nessuno, lavoriamo e rinforziamo la civiltà di un mondo solidale e diamo così la migliore risposta all’orrore genocida di Auschwitz".
Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria perché, come riconosciuto dalla Legge 211/2000, è il giorno dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Nonostante le limitazioni causa Covid19 che impediscono di rendere omaggio alla Giornata come da tradizione, è bene tenere vivo il ricordo con momenti di riflessione su quanto accaduto.
Per tenere viva la memoria al “fine di ricordare la Shoah, le leggi raziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
Era il 27 Gennaio 1945 quando le truppe dell’Armata Rossa liberano il campo di concentramento di Auschwitz rivelando al mondo l’orrore di ciò che all’interno accadeva.
Redazione-laScansionenenet

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