Tolentino perde uno dei protagonisti della propria storia imprenditoriale. Renzo Foglia, fondatore della Erreuno, è morto a 72 anni a causa di una malattia improvvisa, fondatore di un’attività che, nata nel 1997 con sei dipendenti, è arrivata a dare lavoro a circa 90 persone, affermandosi nella produzione di rivestimenti in pelle e nella pelletteria artigianale per importanti marchi della moda e del lusso. Ad ottobre era arrivato anche il riconoscimento cittadino: Foglia era stato scelto come Cittadino dell’anno 2025 nell’ambito del premio Ponte del diavolo. Una scelta che aveva valorizzato la sua capacità di fare impresa e di consolidare rapporti destinati a lasciare un segno nel tessuto economico e sociale del territorio. La sua avventura imprenditoriale era cominciata dopo una lunga esperienza da dipendente. Per oltre vent’anni aveva lavorato alla Nazzareno Gabrielli, azienda storica della pelletteria tolentinate. Proprio lì, trascorrendo circa metà di quel periodo nell’uf...
"Il 27 Gennaio 1945 le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz.
Il 27 Gennaio di ogni anno con IL GIORNO DELLA MEMORIA commemoriamo le vittime dell’olocausto. Ricordiamo l’orrore a cui ha portato l’ideologia nazista che vedeva la convivenza umana regolata dall’idea che gli uomini si dividono in razze superiori e razze inferiori, in uomini forti e uomini deboli, dove i primi hanno diritto, guidati da leggi dello stato, di sopprimere i secondi.
Oggi che con la pandemia siamo impegnati in uno sforzo solidale per curare tutti, i più fragili e gli anziani, misuriamo l’abisso in cui era precipitata l’umanità governata dall’ideologia nazista.
In mezzo ad una emergenza sanitaria e sociale dove si cerca di non lasciare indietro nessuno, lavoriamo e rinforziamo la civiltà di un mondo solidale e diamo così la migliore risposta all’orrore genocida di Auschwitz".
Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria perché, come riconosciuto dalla Legge 211/2000, è il giorno dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Nonostante le limitazioni causa Covid19 che impediscono di rendere omaggio alla Giornata come da tradizione, è bene tenere vivo il ricordo con momenti di riflessione su quanto accaduto.
Per tenere viva la memoria al “fine di ricordare la Shoah, le leggi raziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
Era il 27 Gennaio 1945 quando le truppe dell’Armata Rossa liberano il campo di concentramento di Auschwitz rivelando al mondo l’orrore di ciò che all’interno accadeva.
Redazione-laScansionenenet
Il 27 Gennaio di ogni anno con IL GIORNO DELLA MEMORIA commemoriamo le vittime dell’olocausto. Ricordiamo l’orrore a cui ha portato l’ideologia nazista che vedeva la convivenza umana regolata dall’idea che gli uomini si dividono in razze superiori e razze inferiori, in uomini forti e uomini deboli, dove i primi hanno diritto, guidati da leggi dello stato, di sopprimere i secondi.
Oggi che con la pandemia siamo impegnati in uno sforzo solidale per curare tutti, i più fragili e gli anziani, misuriamo l’abisso in cui era precipitata l’umanità governata dall’ideologia nazista.
In mezzo ad una emergenza sanitaria e sociale dove si cerca di non lasciare indietro nessuno, lavoriamo e rinforziamo la civiltà di un mondo solidale e diamo così la migliore risposta all’orrore genocida di Auschwitz".
Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria perché, come riconosciuto dalla Legge 211/2000, è il giorno dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Nonostante le limitazioni causa Covid19 che impediscono di rendere omaggio alla Giornata come da tradizione, è bene tenere vivo il ricordo con momenti di riflessione su quanto accaduto.
Per tenere viva la memoria al “fine di ricordare la Shoah, le leggi raziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
Era il 27 Gennaio 1945 quando le truppe dell’Armata Rossa liberano il campo di concentramento di Auschwitz rivelando al mondo l’orrore di ciò che all’interno accadeva.
Redazione-laScansionenenet

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