Come ormai periodicamente siamo abituati a leggere i
titoli dei giornali in questo periodo il
tema è sempre quel ‘malessere dei nostri ragazzi’, ‘niente social sotto i
13 anni’, ‘ora un patto tra genitori e
figli per coordinarsi’ , ‘un sistema parental cotrol su pc e cellulare’ , ‘servono
nuove norme’…
Mentre leggiamo questi articoli noi delle Acli, associazione longeva che ha compiuto più di 76 anni, ci stiamo da tempo interrogando, anche con l’aiuto di specialisti del settore, quale ruolo deve avere in un contesto di grandi difficoltà della famiglia specie poi quella composta di giovani genitori, alle prese con una vita quotidiana difficile alcune volte molto complicata specie per le donne tra casa e lavoro, angosciate quotidianamente oltre che dal covid, dai bambini e ragazzi da educare e come possiamo aiutarla.
Le Acli Marche hanno messo in campo una vera e propria strategia che si è realizzata con un progetto dal titolo ‘Followyourself’, ‘segui te stesso’, che ha avuto come obiettivo una sperimentazione a tutto campo coinvolgendo famiglie con giovani genitori, scuole primarie, insegnanti, educatori, oratori, specialisti psicologi e psicoterapeuti e non per ultimi i ragazzi protagonisti essi stessi proprio con l’uso delle nuove strategie di comunicazione per un uso intelligente degli strumenti.
Una nuova frontiera di come affrontare il tema nella concretezza senza mai demonizzare gli strumenti specie i social importantissimi anzi il loro futuro, ma attenti a mettere in guardia invece delle trappole di cui è disseminato quel mondo che può produrre danni anche irreparabili.
Occorre quindi a nostro parere non correre sempre dietro all’emergenza ma costruire un progetto educativo stabile e molto possono fare le reti di aggregazioni dell’associazionismo attivo nei nostri territori a cominciare dalla filiera ricreativa, sportiva e dei nostri oratori.
Alla scuola invece spetta un ruolo importante e strutturato anche a valere dell’educazione civica coniugata con la preparazione alla conoscenza e all’uso del digitale, fino alla realizzazioni di percorsi che possano riconoscere un vero e proprio patentino d’uso dello smartphone e dei social.
Nella nostra esperienza una evidente efficacia ha avuto la sperimentazione fatta con l’ausilio, di un vero e proprio laboratorio cinematografico con dei ragazzi dell’oratorio del Don Orione di Fano con la realizzazione di un cortometraggio dal titolo più che significativo ‘La regina dei social’. La sceneggiatura è stata scritta, proprio su come i ragazzi, specie imitando le note figure di influencer, si rapportano con il mondo che li affascina e con cui entrano spesso in una bolla che li fa perdere la capacità di vivere nelle relazioni vere importanti per il loro sviluppo.
Il corto magistralmente diretto da un giovane regista bosniaco, formatosi alla prestigiosa scuola del ‘Centro Sperimentale di cinematografia di Roma’, ha avuto un evidente ricaduta formativa entrando direttamente nella capacità dei giovani attori e protagonisti di comprendere i processi che stanno dentro le evidenti capacità dei mezzi di creazione di un paese dei balocchi nel quale poi ci si perde e spesso non si torna più indietro.
Sul fronte delle collaborazioni, stabili e proficue, c’è quella che abbiamo in essere con l’Associazione di promozione sociale ‘Virtualview in Psychology’ (www.virtualview.care). Condividiamo con i promotori il punto di vista che è necessario massimizzare le risorse e minimizzare i rischi, nell’uso delle tecnologie digitali.
Per fare questo diviene sempre più necessario ed urgente, costruire percorsi formativi stabili e continuativi diretti ai giovani genitori e agli insegnanti delle scuole materne primarie. Rappresentano target prioritari come è indicato da tutti i lavori di ‘Evidence Prevention’, cioè da tutti gli studi che hanno analizzato le migliori e più efficaci prassi in campo preventivo.
Le frontiere che ci attendono con l’uso di tecnologie sempre più sofisticate quale la realtà virtuale che anche sui social non tarderanno ad arrivare, obbligano la comunità adulta ma anche quella istituzionale a cominciare dalla Regione a mettere in campo strategie innovative per affrontare un mondo che affascina giustamente i ragazzi ma che va sostanzialmente conosciuto e usato con intelligenza, anche per quel futuro digitale che aspettiamo tutti di poter portare il paese rispetto ad uno sviluppo post covid con i fondi europei.
Dall’uso intelligente del sistema potremmo avere solo benefici per i giovani ad iniziare dal lavoro e potremmo sconfiggere definitivamente gli abusi e le dipendenze.

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