“In
questo tempo di conversione rinnoviamo la nostra fede, attingiamo l’ ‘acqua
viva’ della speranza e riceviamo a cuore aperto l’amore di Dio che ci trasforma
in fratelli e sorelle in Cristo. Nella notte di Pasqua rinnoveremo le promesse
del nostro Battesimo, per rinascere uomini e donne nuovi, grazie all’opera
dello Spirito Santo”.
Muovendo
da questo inizio del messaggio di papa Francesco per la quaresima l’Azione
Cattolica della diocesi di Macerata propone gli ‘esercizi spirituali’, punto fondamentale nella vita
associativa, che saranno guidati da don Egidio Tittarelli, scanditi dalle
testimonianze di chi ha continuato a sognare e con una ‘ricetta’ da condividere
insieme, che si svolgeranno in modalità digitale sulla piattaforma Zoom dal 19
al 21 marzo. Quest’anno il tema affronterà la speranza, partendo dal libro del
Papa, ‘Ritorniamo a sognare’. Per partecipare occorre solamente iscriversi
cliccando: https://rebrand.ly/esercizispirituali oppure
tramite mail: formac@gmail.com.
Infatti
anche se in questo periodo pasquale ci ritroviamo ancora in lockdown, lʼAzione
Cattolica invita giovani e adulti a ritagliarsi un momento per fermarsi e
cercare Qualcuno per cui vale la pena vivere. Abbiamo sperimentato che accogliere
la Parola, non è annullarsi. Facendo tacere le cose che ci opprimono, si dà spazio
a domande profonde, si ritrova la passione per il quotidiano. Il silenzio, la
parola, la preghiera illuminano il rapporto con noi stessi, con Dio, con gli altri.
Gli esercizi spirituali non sono solo una tradizione bella, ma un dono grande,
che aiuta a scegliere ciò che non passa e a ricostruire, con pazienza, i rapporti
che si lacerano, nella difficile convivenza di ogni giorno.
Questi
esercizi spirituali, vissuti nelle modalità e nel tempo in cui si vive,
introducono ad un anno dedicato a San Giuseppe nel quinto anniversario
dell’enciclica ‘Amoris Laetitia’. Come ha scritto Papa Francesco nella lettera
apostolica ‘Patris Corde’: “La vita spirituale che Giuseppe ci mostra non è una
via che spiega, ma una via che accoglie…
Giuseppe
non è un uomo rassegnato passivamente. Il suo è un coraggioso e forte
protagonismo. L’accoglienza è un modo attraverso cui si manifesta nella nostra
vita il dono della fortezza che ci viene dallo Spirito Santo. Solo il Signore
può darci la forza di accogliere la vita così com’è, di fare spazio anche a
quella parte contradditoria, inaspettata, deludente dell’esistenza”.
Presidenza
diocesana A.C.

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