Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Piero Massimo Macchini." Riflessione a voce alta da un attore di teatro seduto in platea". In occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid-19
In tutto questo tempo ho imparato molto. Quasi mai sono salito su un palco, tranne qualche splendida eccezione.
Mi sono guardato dentro più di quello che sono abituato a fare.
Sono un attore, di teatro. Il teatro ti insegna ad andare oltre te stesso, a buttare il cuore oltre l’ostacolo.
E allora ho ripreso in mano i miei perché, ed i miei come.
Perché sognavo questa vita da artista e come, venti anni fa, mi immaginavo di essere oggi.
Amavo leggermi dentro e commentare la mia vita come fossi uno spettatore. E allora riuscivo a vedere, della mia vita, il lato bello, il lato buffo e il lato bizzarro!
E ridevo, e quanto ridevo!
A volte piangevo: mi commuovevo al tenero pensiero di gesti d’amore familiari mascherati da sonore pacche sulla nuca (ancora me le ricordo!). A questi pensieri mi scendevano lacrime che mi affrettavo ad asciugare. Mi vergognavo: sono cresciuto con l’idea che gli uomini non piangono mai.
E allora, tutte quelle volte in cui il mio viso era rigato, visualizzavo dove volevo arrivare: volevo essere un attore.
E l’attore non può asciugare le sue lacrime per vergogna. No, non può. Non deve.
Oggi sono qui, è il 18 marzo 2021.
Sono un uomo realizzato: sono un attore con alle spalle copioni digeriti e improvvisati, personaggi interpretati e amati.
La mia casa, che è il teatro, è tutta impolverata.
Ma la mia mente è diventata uno spazio ancora più aperto di quello che era: dialoga ancora di più con il cuore ed ha un privilegiato rapporto con i miei occhi.
Ho imparato ad osservare di più, e a rimanere in silenzio. Così riesco ad ascoltare di più. E a capire di più.
Finalmente ho imparato il significato dell’affermazione di Marcel Marceau: “E’ bene tacere ogni tanto”.
Oggi sono seduto in platea e guardo il palco vuoto: vorrei salisse un attore capace di tirare fuori dal suo baule il meglio di quello che è entrato in questi ultimi 12 mesi. Ne ha il dovere morale.
E a farlo voglio iniziare anche io. Sono o non sono un attore? ;-)
Ci vediamo “domani”: io salirò sul palco, voi sarete in platea. E quando si aprirà il sipario e si accenderanno le luci, dovrà calare il silenzio in sala.
Con affetto,
Pier Marcel Marceau
Mi sono guardato dentro più di quello che sono abituato a fare.
Sono un attore, di teatro. Il teatro ti insegna ad andare oltre te stesso, a buttare il cuore oltre l’ostacolo.
E allora ho ripreso in mano i miei perché, ed i miei come.
Perché sognavo questa vita da artista e come, venti anni fa, mi immaginavo di essere oggi.
Amavo leggermi dentro e commentare la mia vita come fossi uno spettatore. E allora riuscivo a vedere, della mia vita, il lato bello, il lato buffo e il lato bizzarro!
E ridevo, e quanto ridevo!
A volte piangevo: mi commuovevo al tenero pensiero di gesti d’amore familiari mascherati da sonore pacche sulla nuca (ancora me le ricordo!). A questi pensieri mi scendevano lacrime che mi affrettavo ad asciugare. Mi vergognavo: sono cresciuto con l’idea che gli uomini non piangono mai.
E allora, tutte quelle volte in cui il mio viso era rigato, visualizzavo dove volevo arrivare: volevo essere un attore.
E l’attore non può asciugare le sue lacrime per vergogna. No, non può. Non deve.
Oggi sono qui, è il 18 marzo 2021.
Sono un uomo realizzato: sono un attore con alle spalle copioni digeriti e improvvisati, personaggi interpretati e amati.
La mia casa, che è il teatro, è tutta impolverata.
Ma la mia mente è diventata uno spazio ancora più aperto di quello che era: dialoga ancora di più con il cuore ed ha un privilegiato rapporto con i miei occhi.
Ho imparato ad osservare di più, e a rimanere in silenzio. Così riesco ad ascoltare di più. E a capire di più.
Finalmente ho imparato il significato dell’affermazione di Marcel Marceau: “E’ bene tacere ogni tanto”.
Oggi sono seduto in platea e guardo il palco vuoto: vorrei salisse un attore capace di tirare fuori dal suo baule il meglio di quello che è entrato in questi ultimi 12 mesi. Ne ha il dovere morale.
E a farlo voglio iniziare anche io. Sono o non sono un attore? ;-)
Ci vediamo “domani”: io salirò sul palco, voi sarete in platea. E quando si aprirà il sipario e si accenderanno le luci, dovrà calare il silenzio in sala.
Con affetto,
Pier Marcel Marceau

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