Anche oggi, giovedì
1° aprile, secondo quanto comunicato dalla Regione Marche – CohesionWorkPA, i
dati a Tolentino sono in discesa per quanto riguarda i positivi che sono 172
positivi, mentre sono 46 le persone che sono in isolamento domiciliare, per cui
il sindaco, Giuseppe Pezzanesi raccomanda di continuare a rispettare le
disposizioni per evitare il propagarsi del Covid-19: “Bisogna sempre seguire le
normative e non vanificare il lavoro fatto fino ad ora. Indossiamo le
mascherine, anche all’aperto, disinfettiamo le mani, evitiamo assembramenti e
rispettiamo il distanziamento sociale”.
Intanto il
Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono
stati testati 5448 tamponi: 2989 nel percorso nuove diagnosi (di cui 879 nello
screening con percorso Antigenico) e 2459 nel percorso guariti (con un rapporto
positivi/testati pari al 16,3%). I positivi nel percorso nuove diagnosi sono
487 (89 in provincia di Macerata, 178 in provincia di Ancona, 117 in provincia
di Pesaro-Urbino, 22 in provincia di Fermo, 49 in provincia di Ascoli Piceno e
32 fuori regione). Il rapporto positivi/testati è pari all’8%
Ed il presidente regionale, Francesco Acquaroli , è
intervenuto, attraverso un post Facebook, per fare il punto sulla situazione
dei nuovi positivi al Covid, dopo gli
oltre 800 contagi dichiarati ieri dal Servizio Sanità delle Marche: “Oggi il
numero dei casi di contagio nella nostra regione torna ad essere nella tendenza
dei giorni precedenti, con 487 positivi di cui 62 sintomatici. Vi segnalo
inoltre che nel calcolo del dato di ieri si era verificata una anomalia,
riscontrata nel pomeriggio”.
Comunque ha invitato
a non ‘abbassare la guardia’: “Questo non deve farci assolutamente
rilassare – continua Acquaroli
riferendosi ai dati di ieri- perché nonostante ciò resta comunque un dato molto
alto, con 650 positivi di cui 81 sintomatici, che speriamo resti un caso
isolato. Il dato dei positivi riscontrati oggi, tornato in linea con quelli
degli ultimi giorni, ci dice che sta continuando la decrescita del contagio e
che le misure messe in atto stanno producendo i loro effetti. Raccomando sempre
di tenere alta l'attenzione, perché le nostre strutture ospedaliere sono ancora
sotto pressione”.
Nel frattempo
prosegue la campagna vaccinale con il massimo impegno dei medici di base ma spesso
i professionisti si trovano ad affrontare intoppi sostanziali, come hanno
sottolineato in una nota i medici Paolo Accattoli (Macerata), Andrea Mosca
(Tolentino), Fabrizio Paparoni (San
Ginesio/Sarnano): “La nostra disponibilità a vaccinare i nostri assistiti si
sta scontrando con due problemi fondamentali: la carenza di vaccini che ci
vengono forniti e l’impossibilità da parte nostra di scegliere chi possiamo
vaccinare.
Pochi i
vaccini a disposizione: “Abbiamo avuto finora solo un flacone di Moderna (equivale
a 11 vaccini), inoculato a pazienti estremamente vulnerabili presso la loro
abitazione; questa settimana ci daranno (forse) un flacone di Moderna e uno di
Astra-Zeneca. Ci hanno fatto sapere che il vaccino Moderna non ci verrà più
fornito e avremo la possibilità di avere solo Astra-Zeneca, che però, secondo
il piano vaccinale della Regione Marche, potremo somministrare solo ad
ultraottantenni con patologie lievi o in buona salute e a pazienti tra 70 e 79
anni, ma non estremamente vulnerabili”.
L’invito
finale dei rappresentanti di categoria è chiaro: “Se c’è ancora la volontà di
dar seguito all’accordo firmato tra lo Stato e tutte le sigle sindacali dei
MMG, chiediamo un cambio di passo sia a livello regionale sia a livello
aziendale: non possiamo più sostenere il ruolo degli sprovveduti o peggio di
quelli che creano problemi. Se la vaccinazione di massa dovrà essere gestita
dai centri vaccinali, noi facciamo un passo indietro, rendendo felice chi fin
dall’inizio ha paventato che il nostro contributo sarebbe stato un aggravio di
spesa enorme per la sanità regionale”.

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