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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

A Tolentino si celebra la Madonna della Tempesta

 


Riprende la tradizione della celebrazione della Festa della Madonna della Tempesta, molto cara al popolo tolentinate, dopo l’interruzione dovuta alla chiusura per il terremoto della Chiesa Santuario di Santa Maria Nuova, presso la quale era custodita la statua lignea a Lei intitolata.

Nei giorni scorsi, con l’intervento dei Vigili del Fuoco e l’assistenza di una restauratrice incaricata dalla Sovrintendenza Regionale ai Beni Artistici, si è provveduto finalmente al trasferimento della statua presso la chiesa di San Giacomo, dove resterà in attesa dei lavori di ripristino della chiesa di Santa Maria.

Proprio per questo lunedì 17 maggio, giorno della festa, il vescovo della diocesi di Macerata, mons. Nazzareno Marconi celebrerà la messa alle ore 19.30, inoltre per tutta la settimana verrà recitato il rosario alle ore 21.15 (nel pieno rispetto di norme ed orari).

Quindi a 5 anni dal terremoto, la bella statua della Madonna della Tempesta viene trasferita dalla chiesa di Santa Maria, chiusa per i danni subiti, alla chiesa di san Giacomo. E don Arièl Veloz, parroco dell’unità pastorale che raggruppa le parrocchie di san Francesco, SS. Crocifisso e santa Maria alle Grazie, racconta brevemente la storia della statua:

“La statua in legno, risalente al 1300, oltre ad essere un bellissimo esempio della scultura marchigiana, documenta l’antica origine della devozione a Maria del popolo tolentinate. Fu il francescano san Leonardo da Porto Maurizio, nella sua missione dell’agosto 1740, a riaccendere e dare forza al desiderio di ricostruire la chiesa ormai in totale abbandono:

Popolo di Tolentino, perché hai abbandonato la tua cara Madonna?… Ravviva l’antica fede; riaccendi la lampada della tua pietà e dà un nuovo segno d’amore alla Vergine benedetta che ha avuto per tanti secoli culto di venerazione sotto il titolo di Madonna della Tempesta”. 

Quindi è una storia della devozione popolare per chiedere la protezione della Madonna sulla città: “Una devozione che unisce i Santi di Tolentino e che sono passati per Tolentino: un ex-voto unisce le immagini di S. Nicola e della Madonna della Tempesta; il Beato Tommaso espresse il grido ‘Santa Maria! Santa Maria!’ nel momento del martirio.

Il vescovo San Vincenzo Maria Strambi trascorreva molte ore in preghiera davanti alla sua immagine, andando in estasi durante la messa di Natale, davanti al popolo presente; il 17 maggio del 1814, nella Basilica di S. Nicola, Papa Pio VII, di ritorno dal suo esilio francese,  la incoronò solennemente (le corone attualmente presenti sulla statua della Madonna con il bambino); il 1° giugno del 1819, S. Gaspare del Bufalo diede inizio alla sua Congregazione del Divin Sangue di Cristo nella chiesa della Madonna della Tempesta.

Nel corso degli anni successivi, la devozione mariana divenne sempre più centro di attività pastorale, con la nascita di diverse aggregazioni di laici e religiosi con opere di preghiera, formazione religiosa e carità. La preghiera alla Madonna della Tempesta ha sottolineato tutte le avversità della storia, con la richiesta della Sua protezione, fino ai bombardamenti del 1944, in cui, pur con la distruzione di ponti, “nessun cittadino, entro la Città, subì danno alla vita”.  

 

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