Riprende la
tradizione della celebrazione della Festa della Madonna della Tempesta, molto
cara al popolo tolentinate, dopo l’interruzione dovuta alla chiusura per il
terremoto della Chiesa Santuario di Santa Maria Nuova, presso la quale era
custodita la statua lignea a Lei intitolata.
Nei giorni
scorsi, con l’intervento dei Vigili del Fuoco e l’assistenza di una
restauratrice incaricata dalla Sovrintendenza Regionale ai Beni Artistici, si è
provveduto finalmente al trasferimento della statua presso la chiesa di San
Giacomo, dove resterà in attesa dei lavori di ripristino della chiesa di Santa
Maria.
Proprio per
questo lunedì 17 maggio, giorno della festa, il vescovo della diocesi di
Macerata, mons. Nazzareno Marconi celebrerà la messa alle ore 19.30, inoltre
per tutta la settimana verrà recitato il rosario alle ore 21.15 (nel pieno
rispetto di norme ed orari).
Quindi a 5
anni dal terremoto, la bella statua della Madonna della Tempesta viene
trasferita dalla chiesa di Santa Maria, chiusa per i danni subiti, alla chiesa
di san Giacomo. E don Arièl Veloz, parroco dell’unità pastorale che raggruppa
le parrocchie di san Francesco, SS. Crocifisso e santa Maria alle Grazie,
racconta brevemente la storia della statua:
“La statua in
legno, risalente al 1300, oltre ad essere un bellissimo esempio della scultura
marchigiana, documenta l’antica origine della devozione a Maria del popolo
tolentinate. Fu il francescano san Leonardo da Porto Maurizio, nella sua
missione dell’agosto 1740, a riaccendere e dare forza al desiderio di
ricostruire la chiesa ormai in totale abbandono:
Popolo di
Tolentino, perché hai abbandonato la tua cara Madonna?… Ravviva l’antica fede;
riaccendi la lampada della tua pietà e dà un nuovo segno d’amore alla Vergine
benedetta che ha avuto per tanti secoli culto di venerazione sotto il titolo di
Madonna della Tempesta”.
Quindi è una storia della devozione popolare per chiedere la protezione della Madonna sulla città: “Una devozione che unisce i Santi di Tolentino e che sono passati per Tolentino: un ex-voto unisce le immagini di S. Nicola e della Madonna della Tempesta; il Beato Tommaso espresse il grido ‘Santa Maria! Santa Maria!’ nel momento del martirio.
Il vescovo San Vincenzo Maria Strambi trascorreva molte
ore in preghiera davanti alla sua immagine, andando in estasi durante la messa
di Natale, davanti al popolo presente; il 17 maggio del 1814, nella Basilica di
S. Nicola, Papa Pio VII, di ritorno dal suo esilio francese, la incoronò solennemente (le corone
attualmente presenti sulla statua della Madonna con il bambino); il 1° giugno
del 1819, S. Gaspare del Bufalo diede inizio alla sua Congregazione del Divin
Sangue di Cristo nella chiesa della Madonna della Tempesta.
Nel corso
degli anni successivi, la devozione mariana divenne sempre più centro di
attività pastorale, con la nascita di diverse aggregazioni di laici e religiosi
con opere di preghiera, formazione religiosa e carità. La preghiera alla
Madonna della Tempesta ha sottolineato tutte le avversità della storia, con la
richiesta della Sua protezione, fino ai bombardamenti del 1944, in cui, pur con
la distruzione di ponti, “nessun cittadino, entro la Città, subì danno alla
vita”.

Commenti
Posta un commento