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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

Apiro. Nelle Marche agricoltori in campo per essere pionieri nel territorio con nuove tecnologie agricole

Presentati gli sviluppi di AGRIBIOCONS: Progetto che vuole portare nei terreni marchigiani il modello agricolo bio-conservativo rigenerativo.
Presentate le pratiche agricole e i primissimi sviluppi del progetto AGRIBIOCONS con partner Arca Benefit, la Società Agricola Biologica Fileni, l’impresa Loccioni, la Società Agricola Agri Blu di Zingaretti e Soci SS e l’Università Politecnica delle Marche.

Nella giornata di ieri oltre trenta agricoltori hanno visitato i terreni interessati dal progetto AGRIBIOCONS nella zona dell’Abbazia Sant’Urbano di Apiro (MC) per conoscere e scoprire le sperimentazioni in corso. Agli agricoltori che hanno partecipato all’evento sono stati mostrati alcuni dei campi sperimentali in cui sono state applicate le  tecniche agricole bio rigenerative, le  colture consociate  e i  prototipi per la misurazione oggettiva dell’erosione del suolo.

Il progetto AGRIBIOCONS, di cui sono stati presentati gli sviluppi, è cofinanziato dalla Regione Marche (Bando “Sostegno alla creazione e al funzionamento di Gruppi Operativi del PEI – Sottomisura 16.1 Azione 2” Annualità 2017 – PSR Marche 2014/2020) con l’obiettivo di mitigare il degrado dei suoli marchigiani, tramite il trasferimento e l’adattamento del modello agricolo bio-conservativo rigenerativo nei sistemi colturali marchigiani, in particolar modo sui seminativi in rotazione maggiormente presenti.

Dopo un saluto di benvenuto di Bruno Garbini, presidente Arca Srl (società Benefit fondata da Bruno Garbini insieme a Giovanni Fileni ed Enrico Loccioni), che ha ricordato i valori e gli obiettivi del Progetto ARCA, ha aperto l'incontro Valentina Piselli, agronomo di Arca.

“Siamo alla chiusura della seconda annata agraria in questo gruppo operativo - ha dichiarato Valentina Piselli - e, nonostante le difficoltà, in questo periodo siamo riusciti a valorizzare le nostre esperienze mettendo a punto un modello per le colline marchigiane, che comprende molti di quegli indirizzi delle nuove politiche agricole comunitarie, tra cui tutela del suolo, colture di copertura e carbon farming. In questo progetto, quindi, Arca e le aziende partner possono essere considerate pionieri di un sistema agricolo di cui si parlerà molto nel prossimo futuro. Le esperienze maturate in altre realtà agricole ci dicono che il periodo di assestamento del suolo nel periodo di conversione non evidenzia subito miglioramento, per valutare i risultati dobbiamo quindi aspettare almeno 5 anni, ma quello che vediamo in campo ci porta ad essere già molto fiduciosi”.

Nella sessione dimostrativa e durante la visita ai terreni dell’impresa agricola LOV (Loccioni) interessati dal  progetto AGRIBIOCONS, sono intervenuti Dominique Serrani, ricercatrice Univpm, Stefania Cocco, Prof.ssa di Pedologia presso l’Univpm e Stefano Tavoletti, Professore di Genetica Agraria dell’Univpm.

L’importanza della valutazione del campo è stata sottolineata dalla ricercatrice Univpm Dominique Serrani. “La valutazione visiva del suolo (Visual Soil Assessment VSA - FAO, 2008) si basa sulla stima a occhio nudo di alcune proprietà chiave del suolo e di performance della pianta, che vengono valutate con indici di qualità stabiliti in base ad osservazioni codificate per ciascuna coltura. Ad eccezione della tessitura, che è un parametro che rimane pressoché invariato, gli altri indicatori previsti dal metodo, come per esempio la struttura e la biodiversità tellurica, sono dinamici e possono variare a seconda di cambi d’uso del suolo o di attività antropiche – ha spiegato la ricercatrice Serrani - Questo approccio di valutazione permette di monitorare in maniera rapida i cambiamenti del suolo senza ricorrere ad analisi di laboratorio, se non per casi particolari. Nel progetto AGRIBIOCONS il metodo è stato adottato per stimare e comparare gli effetti di due gestioni differenti: BIO e BIO+. Nonostante i tempi, abbiamo già qualche risultato, che evidenzia una qualità dei suoli mediamente moderata e una piccola differenza tra le gestioni BIO e BIO+”.

Gli agricoltori intervenuti alla giornata per conoscere il nuovo approccio all’agricoltura con il modello bio conservativo rigenerativo, hanno potuto inoltre osservare i prototipi per la misurazione oggettiva dell’erosione del suolo.

“Il sistema tipping-bucket realizzato in collaborazione fra il gruppo di Pedologia del D3A (Univpm) e lo staff tecnico dell’impresa Loccioni, permette di misurare la reale perdita di suolo per erosione idrica, grazie a un sistema di campionamento e misura del run-off – ha illustrato la Prof.ssa Stefania Cocco - Il prototipo del macchinario è stato presentato al Global Symposium on Soil Erosion della FAO a Roma nel 2019. In seguito, sei di questi macchinari sono stati installati qui a Sant’Urbano, in un piccolo bacino agricolo rappresentativo della realtà collinare marchigiana. Grazie alle torbide e alle soluzioni prelevate con questo sistema, è stato possibile quantificare sia le perdite di suolo sia quelle di nutrienti”.

Nei terreni interessati dal progetto, poi, il Prof. Stefano Tavoletti ha mostrato le prove delle colture consociate. “La Comunità Europea vuole stimolare lo sviluppo di sistemi agricoli sostenibili. La reintroduzione delle leguminose è un aspetto fondamentale per raggiungere questo obiettivo – ha sottolineato il Prof. Tavoletti – E il progetto AGRIBIOCONS sta svolgendo prove sia sperimentali sia di pieno campo per ottimizzare la coltivazione di leguminose da granella per uso zootecnico (favino e pisello proteico) nell’agricoltura biologica.” In campo, poi, sono stati discussi gli aspetti legati alla consociazione con il frumento tenero, sottolineando i vantaggi relativi al controllo della flora infestante rispetto alla coltura pura della leguminosa.

Partendo dal presupposto che il benessere del suolo è al centro del benessere della persona e del pianeta, AGRIBIOCONS mira a portare nelle Marche nuova consapevolezza agli agricoltori e, quindi, anche ai consumatori. Un progetto, questo, che guarda al futuro e che sarà interessante seguire per osservare gli sviluppi e i risultati in campo.

Redazione - laScansionenet

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