Alcuni
cittadini di Tolentino preoccupati dal programmato abbattimento di 17 alberi
dei Giardini John Lennon, hanno redatto una lettera di contrarietà indirizzata
all’Amministrazione Comunale.
“La riqualificazione dei giardini John Lennon costerà la vita ai 17 alberi che verranno abbattuti. Leggiamo che gli alberi in questione, secondo la richiesta firmata dall’addetto del comune Katiuscia Faraoni all’indirizzo della Unione Montana, verranno abbattuti per: ‘realizzazione di opere pubbliche’ e ‘alberi che minacciano rovina e rappresentano pericolo per la pubblica o privata incolumità’.
Chiediamo, in
base a che cosa sia stato stabilito che gli alberi minacciano la pubblica e
privata incolumità? Chi e con quali mezzi lo ha deciso? Per quanto riguarda le
opere pubbliche da realizzare, la legge regionale 23/02/2005 n.6 recita:
‘Nei progetti
per la realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità, per le
costruzioni edilizie, in quelli di miglioramento o trasformazione fondiaria
devono essere indicati gli alberi da abbattere attestando l'inesistenza di
soluzioni alternative all'abbattimento degli stessi’. ‘Gli enti competenti al
rilascio dell'autorizzazione verificano l'inesistenza di soluzioni tecnicamente
valide diverse da quelle comportanti l'abbattimento degli alberi'.
Al momento, non risulta che esistano atti relativi a valutazione di soluzioni alternative. A parte l’aspetto burocratico, quello che più conta è il buonsenso nella gestione della vicenda. Il parco non è un attrezzo vecchio che si butta e si sostituisce, è vita vissuta insieme ai cittadini, è storia.
Per decenni
quegli alberi hanno fatto ombra, hanno fornito ossigeno a più generazioni di
tolentinati e dato riparo ad una moltitudine uccelli. Moltissimi cittadini
hanno ricordi indelebili dei giochi che da bambini facevano sotto quegli
alberi.
Dire
banalmente: ‘ne ripiantiamo il doppio’, tra l'altro non si sa dove, non è
indice di buonsenso. Gli alberi ripiantati avranno bisogno di decenni per
raggiungere le dimensioni di quelli attuali, non faranno la stessa ombra, non
produrranno la stessa quantità di ossigeno.
Tra l’altro, le nuove essenze, piantate su un
substrato già sfruttato, avranno una crescita stentata senza cogliere
l’obbiettivo sbandierato dall’Amministrazione comunale. Le quantità di smog
sottratte da piante giovani è molto minore di quella che sottraggono piante
decennali. Gli alberi aiutano a respirare!
Inoltre ci
chiediamo: perché tanta urgenza ad abbattere? L'avifauna da sempre nidifica e
trova riparo tra le fronde in determinati periodi dell'anno, gli stessi in cui
i giardini sono più frequentati dai cittadini.
Abbattere gli
alberi in un periodo in cui ancora nidificano gli uccelli, denoterebbe una
scarsa sensibilità, in contrasto con le linee guida dei regolamenti del verde
esistenti e certamente non in linea con la sostenibilità ambientale tanto
necessaria oggi.
Ci poniamo la
domanda: dato che le risorse necessarie,
da dovunque provengano, sono frutto di tasse dei cittadini, l’intervento è di
assoluta necessità?
In un momento
come questo di criticità economica e ambientale, la priorità non dovrebbe
essere quella di sottrarre ossigeno, risorse, ombra, ricordi, storia ai
cittadini creando al contempo disagi per i lavori necessari.
Per quanto
sopra esposto, noi cittadini, chiediamo all’Amministrazione comunale di far
effettuare una perizia da tecnici esperti e qualificati che attesti il reale
stato di salute degli alberi che si intende abbattere attestandone la eventuale
citata pericolosità e quindi l’impossibilità di attuare soluzioni alternative
che escludano l’abbattimento.
Gli scriventi
si riservano di effettuare una perizia visiva effettuata da tecnici
qualificati, così come sembra sia stata realizzata dagli Enti che hanno la
responsabilità di decidere. Il parco è un bene pubblico. Da cittadini ci
piacerebbe essere presi in considerazione quando si prendono decisioni che
andranno a modificare irrimediabilmente una parte della nostra città”.

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