Lo scorso
giovedì l’Amministrazione comunale e la maggioranza (non tutti i consiglieri)
che governa la nostra città ha definitivamente approvato l’atto che porterà
alla delocalizzazione della Scuola Don Bosco. Un passaggio fondamentale che
segnerà per sempre l’assetto urbanistico e l’organizzazione scolastica della nostra
città, una decisione che dobbiamo ancora una volta ribadire è completamente
contraria a quanto sottoscritto dalle liste che sostenevano il Sindaco
Pezzanesi nel 2017, traducendosi in un triste tradimento del mandato che i
cittadini hanno accordato alla coalizione di cui all’epoca facevamo parte.
Abbiamo
assistito sconcertati al teatrino indegno messo in piedi dalla maggioranza in
questo consiglio comunale, dove tra promesse mirabolanti, strumentalizzazioni
delle famiglie e dei ragazzi che frequentano le scuole, terrorismo psicologico,
finti struggimenti, battutine, richiami insensati alla politica del passato, ridicole
proposte di villette popolari nel centro storico e totale disinteresse verso
3000 firme raccolte dai cittadini in contrasto a tale scelta, si è cercato in
tutti i modi di far passare la Scuola Don Bosco come un edificio non sicuro,
con l’evidente imbarazzo dei tecnici presenti, che hanno dovuto ribadire, ad un
certo punto, come la scuola fosse oggi già assolutamente sicura, confermando
ancora una volta che si tratta di una scelta meramente politica.
Dagli
interventi si è denotata ancora una volta la volontà miope di abbandonare un
patrimonio storico e culturale con un meraviglioso giardino ed una palestra
praticamente nuova, appoggiandosi su di una relazione costi-benefici lacunosa,
incentrata sulla necessità di convincere non solo la cittadinanza ma anche il
Commissario alla ricostruzione, on. Legnini, della convenienza economica della
delocalizzazione della Scuola, richiamando ordinanze e relazioni dal basso
valore normativo e tacendo completamente sull’articolo di legge previsto nel
decreto 189/2016 (Art. 2) che obbliga la ricostruzione delle scuole nei centri
storici, salvo motivi oggettivi che lo impediscano, che a nostro parere la
documentazione prodotta non riesce assolutamente a dimostrare.
Il commissario
Legnini, infatti, in data 04.06.2021 ha scritto al Sindaco Pezzanesi, chiedendo
chiarimenti circa la volontà di delocalizzare la Scuola, avvertendo delle norme
previste per le Scuole, contenute nel decreto legge 189/2016 e sollecitando
l’opportuna valutazione dell’Agenzia delle Entrate per la valutazione dei
terreni da acquistare. E’ stato chiarito tutto ciò? A nostro avviso non
completamente.
La relazione,
infatti, non considera tra i benefici quelli che non riguardanti l’aspetto
economico, quando per completezza e chiarezza avrebbe dovuto, invece,
considerare anche gli aspetti sociali ed urbanistici della scelta, praticamente
taciuti, in quanto evidentemente difficili da giustificare; non si fa alcun
accenno a ciò che sarà costruire la scuola nell’area periferica della Pace,
quali saranno i costi da sostenere per i collegamenti viari e i sottoservizi
connessi.
Non si fa
alcun riferimento, inoltre, alle vere conseguenze di organizzazione degli
spazi, della viabilità e sull’effettivo recupero delle strutture abbandonate,
sia della Scuola Don Bosco che della ex Scuola Bezzi, nascondendo alla
collettività che essendo difficile trovare fondi comunali per il recupero, è
evidente che l’unica scelta possibile sia la cessione degli immobili con la
perdita di patrimonio storico per la nostra città.
A nostro
avviso, lo ribadiamo ancora, si creerà un pericoloso doppione con la Scuola
Lucatelli, penalizzando eccessivamente coloro che abitano in centro storico o
anche in quartieri vicini come quello di Viale Vittorio Veneto e Trento e
Trieste oppure Foro Boario, che oggi rappresentano la platea di famiglie che
hanno per lo più iscritto i loro figli e figlie alle scuole del Centro storico.
A tal
proposito già oggi vediamo i primi effetti della scelta adoperata
dall’amministrazione comunale, in quanto non si è riusciti a creare la prima
classe all’attuale Scuola Primaria Don Bosco ospitata presso le strutture all’
815 in Contrada Pace, quando al contrario la Lucatelli mantiene numeri
altissimi di iscrizioni. Forse si sta sbagliando comunicazione? Si sta
sottovalutando l’importanza di una organizzazione scolastica omogenea per le
famiglie e più vicina alle loro esigenze?
Per
giustificare le scelte, quindi, si è fatto più volte riferimento alla
Sovrintendenza delle Belle Arti delle Marche, che mai sollecitata (in Comune
non esiste documento che lo possa provare) avrebbe dato, un fantomatico parere
negativo: non si capisce a cosa si sarebbe opposto l’ente dal momento che l’Amministrazione
Comunale non ha mai inteso presentare un progetto di adeguamento sismico da far
valutare alla Sovrintendenza.
Ci interessa
ribadire ancora una volta come siamo orgogliosi di esserci opposti in tutto e
per tutto a questa scelta, non per nostalgia, ma per le motivazioni addotte e
per le modalità poco trasparenti di azione dell’amministrazione. Ricordiamo
alla cittadinanza che per la delocalizzazione della Scuola sono state
individuate delle aree senza alcuna evidenza pubblica o manifestazione di
interesse, avendo scelto direttamente con delibera di Giunta un’area dedicata
ad un piano residenziale e stabilendo un prezzo a nostro avviso eccessivo a
carico della collettività (circa € 3.000.000).
Ricordiamo,
inoltre, che ad oggi ci viene negato di poter consultare (sebbene già
presentato nel Marzo 2019) qualsiasi progetto della nuova scuola che dovrebbe
ospitare praticamente ciò che era della Scuola Bezzi nell’area delle Ex Pie
Venerini, così come viene tenuto nel cassetto il progetto della nuova Scuola
Don Bosco e negata la conoscenza dell’idea che avrebbe il Sindaco Pezzanesi per
il recupero della struttura storica di tale Scuola, che rischia di divenire un
ulteriore ‘cadavere’ abbandonato nel centro storico, unendosi all’Ex Liceo,
alla Ragioneria, all’Ex Inps.
Cose per noi
inaccettabili che ci fanno dubitare fortemente dell’operato
dell’amministrazione e sorprendere della assoluta cecità politica degli
assessori e dei consiglieri di maggioranza rispetto ai preziosismi e atteggiamenti
arroganti del Sindaco e della Vice Sindaco, che si sentono padre e madre
padroni del destino della nostra città, senza sentire la necessità di
condividere alcunché con i cittadini e le cittadine dimenticando di esserne al
servizio, riempiendo loro di parole vuote, ma piene di populismo ed ipocrisia.
Infine un
appunto sul PSR (programma straordinario per la ricostruzione) che riguarda
essenzialmente il centro storico; a nostro parere il tutto si può sintetizzare
con un ‘molto rumore per nulla’. Un programma scontato, poco condiviso con i
cittadini, se non un lunedì pomeriggio alla presenza di 20 persone, di cui 10
amministratori della maggioranza, senza alcuna idea per il centro storico del
futuro, infarcito di manutenzioni straordinarie, senza definire alcuna
strategia di recupero serio delle aree più storiche come il Fondaccio o
Montecavallo, senza definire realmente cosa fare con la struttura dell’Ex Liceo
e praticamente finalizzato, in contraddizione, alla delocalizzazione delle
Scuole elementari e medie dal Centro Storico alla periferia.
Un programma
che lascia l’amaro in bocca pensando alla partecipazione e condivisione con i
cittadini e le cittadine, che invece abbiamo visto da altre parti (Camerino,
Caldarola etc.), dove ognuno, gruppo politico o singolo cittadino, ha potuto
apportare le proprie idee.Un programma che non fa vedere una reale volontà di
recuperare il centro storico, ma anzi un nefasto richiamo al suo svuotamento e
al suo essere solo uno spazio residenziale senza necessità di prevedere i servizi.
Insomma un
giudizio completamente negativo, che ci impone di dover ancora una volta
ribadire la nostra completa lontananza dai modi fare della Giunta e della
maggioranza e dalla sua arrogante, sconclusionata e frammentaria visione della
città. A questo punto, in vista delle prossime elezioni, non possiamo che
essere alternativi a tutto questo, adoperandoci per un progetto civico, ma
dialogante con tutte le forze politiche che lo vorranno, per correggere i
numerosi errori di questa amministrazione e operare la necessaria discontinuità
con il programma di ricostruzione e sviluppo messo in atto dalla Giunta
Pezzanesi.
ASSOCIAZIONE
POLITICO CULTURALE “TOLENTINO POPOLARE”
ALESSANDRO
MASSI
DIEGO ALOISI
FABIO
MONTEMARANI

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