Una studentessa diversamente abile di 15 anni,
che vive in uno dei comuni dell’Appennino marchigiano maggiormente colpiti dal
sisma del 2016, rischia di dover rinunciare alla scuola dei suoi sogni per
colpa della burocrazia.
La studentessa si è iscritta all’istituto
professionale ‘Frau’ di Tolentino, sezione moda, ma al momento le iscrizioni
sono ferme a 13, un numero ritenuto insufficiente per formare una classe, come
evidenziato dall’Ufficio scolastico regionale. Ma non sono dello stesso avviso
il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi e nemmeno
il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che ha chiesto l’intervento
del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, per applicare la deroga che
permette ai territori svantaggiati e quindi anche a quelli del cratere sismico,
di formare classi anche con un numero di studenti inferiore a quello previsto
dalle norme per situazioni ordinarie:
“Abbiamo chiesto al ministro di verificare la
possibilità di agire in deroga alla normativa, in attesa che si possa giungere
a breve a un intervento legislativo che sia più aderente alle reali esigenze
locali dei territori. È incredibile che nel 2021 non sia garantito a tutti il
diritto allo studio e in particolare alle fasce di popolazione più fragili”.
Mentre all’Ansa il sindaco di Tolentino,
Giuseppe Pezzanesi, promette di ‘andare fino in fondo alla vicenda’: “Il tutto
perché all’Ipsia Frau di Tolentino, sezione moda, ci sono appena 12 iscrizioni
e quindi la classe non avrebbe i requisiti numerici per formarsi, se non fosse
che c’è una deroga per i comuni del cratere sismico e quindi abbiamo tutte le
carte in regola perché la classe si formi, contrariamente da quanto viene
asserito dall’Ufficio scolastico regionale”.
Anche la consigliera regionale della Lega, Anna
Menghi, si associa alle critiche mosse dall’assessore all’Istruzione Giorgia
Latini, dal presidente Acquaroli e dai sindaci al direttore del Miur regionale
dottor Filisetti: “E’ inammissibile, e lo riconosce anche il ministro
all’Istruzione, che sia negato il diritto allo studio ad una ragazzina disabile
e pure residente in uno dei comuni più devastati dal sisma. Perché dovrebbe
fare quasi 200 km per frequentare la scuola che ha scelto non per capriccio, ma
sulla base di una specifica offerta formativa prospettata su Tolentino e ora
dirottata last minute su Civitanova dagli uffici del Miur regionale.
Invito il direttore Filisetti a rileggere l’articolo 5 del DPR 81/2009 e il DL 189/2016 ‘Sisma’ nonché a ricordare le aperture fatte alla Lega in occasione della visita nelle Marche del sottosegretario all’Istruzione Sasso riconoscendo non solo la precisa volontà di questa Regione di dare un futuro all’entroterra, ma anche che ci sono già norme che, se applicate, consentirebbero di operare scelte ragionevoli. O dobbiamo pensare che si è approvato il progetto di un’offerta formativa senza considerare tutte le variabili a cui si sarebbe andato incontro?”
L’alternativa a Tolentino sarebbe raggiungere Civitanova Marche, come ha sottolineato la madre della studentessa: “Cosa impossibile non ci sono mezzi per arrivare. Significherebbe ogni giorno fare circa 200 chilometri. Comporterebbe arrivare con il pullman a Tolentino e da qui prendere forse il treno e quindi entrare in classe, se tutto va bene, alle ore 11... Mia figlia ha il desiderio di frequentare questo indirizzo”.

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