Con
successo giovedì 25 novembre ore 21.15 si conclude il primo ciclo ‘La Decima
Musa’, curata dal prof. Alberto Cingolani e sponsorizzata da Cellulopoli, al
multiplex Giometti di Tolentino, grazie all’Unitre, con il film ‘Napoleone –
Nel nome dell’arte’, che è un racconto dettagliato e denso sulla vita e le
azioni dell'imperatore francese che il regista, Giovanni Piscaglia, tratta
sotto diverse tematiche legate dal filo conduttore della passione di Napoleone
per la cultura.
Quando Jacques-Louis David, nel 1805, realizza la grande tela l’Incoronazione di Napoleone, segue le istruzioni dell’Imperatore: documentare il momento in cui il Bonaparte incorona Giuseppina di Beauharnais. Dunque, l’artista di corte, il pittore che ancora oggi simboleggia quel periodo storico vivace e di cambiamento, ritrae un Napoleone in azione, già incoronato, mentre trasmette il suo potere alla compagna.
Quest’azione è indicativa della personalità forte e colta di un uomo che, sin dagli esordi della sua carriera militare, intuì da subito l'importanza della cultura e dell'arte come arma di scambio e di competenze. Napoleone sapeva che, attraverso ai manoscritti, alle opere del passato, ai musei e monumenti, alle istituzioni culturali legati all'arte, alla musica, alla ricerca e alla conversazione, avrebbe potuto lasciare una grande traccia e una buona memoria di sé.
Il racconto su Bonaparte inizia da Milano, città amata da Napoleone che ancora oggi vive delle sue tracce. Sotto l’imperatore, nella capitale longobarda, nacquero realtà importantissime: il Teatro alla Scala, la Pinacoteca di Brera e la sua preziosa biblioteca, la Braidense, dalla quale uno straordinario Jeremy Irons - la cui voce narrante accompagnerà tutto il documentario - narra le azioni del militare francese.
E poi ancora il Conservatorio, l’Arco della Pace o una nuova disposizione di alcuni impianti urbanistici, che ricordavano Parigi. Il direttore della Pinacoteca di Brera, James Bradburn, passeggia davanti ai capolavori di Mantegna, Bellini e Raffaello, raccontando come parte della collezione e, in particolare, Lo sposalizio della Vergine di Raffaello, furono soggetti di scambio da città e paesi conquistati. Napoleone voleva educare la borghesia francese attraverso i capolavori italiani.
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