Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
La Provincia di Ancona tra i firmatari del protocollo d'intesa Inter-istituzionale provinciale per contrastare la violenza di genere
L’ente Provincia di Ancona tra i firmatari del Protocollo d’Intesa inter-istituzionale provinciale per la creazione di una “Rete antiviolenza provinciale per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere contro le donne e conseguentemente contro gli eventuali figli/e”. La sottoscrizione è avvenuta questa mattina in Prefettura, in occasione della “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne” indetta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1999.
A firmare il Vice Presidente Andrea Storoni e la Consigliera di Parità Bianca Maria Orciani che sottolineano l’importanza del Protocollo, che vede il coordinamento della Prefettura e il coinvolgimento di tutte le istituzioni e autorità del territorio della provincia di Ancona.
«Solitamente si affrontano le questioni come fossero emergenze, ma sulla violenza di genere il problema è strutturale, ce lo dicono i numeri. In genere affrontiamo le questioni con la forza, ma sulla violenza di genere il problema è principalmente sociale, ce lo dicono i costi pagati da chi è coinvolto – afferma Andrea Storoni, Vice Presidente della Provincia di Ancona - Per fare un esempio: dove c'è una denuncia, e sono poche rispetto alla totalità dei casi, perché la risposta, normativamente, deve essere allontanare la donna e i figli dal contesto in cui sono radicati, in cui c'è un lavoro, la scuola, relazioni e non il contrario? Cioè rafforzare queste alleanze, irrobustire quello che c'è anziché reciderli? Ecco che, ai miei occhi, il Protocollo rappresenta una prima risposta a questi interrogativi».
A rimarcare l’importanza di presidiare i luoghi di lavoro per contrastare la violenza di genere è la Consigliera di Parità della Provincia di Ancona Bianca Maria Orciani.
«Si tratta di uno strumento di fondamentale importanza nella lotta contro la violenza di genere – afferma la Consigliera di Parità della Provincia di Ancona Bianca Maria Orciani - Quella a cui stiamo assistendo è una strage senza fine che tradisce il carattere radicale di una cultura violenta e prevaricatrice. Una cultura che permea non solo l’ambiente domestico ma anche i luoghi di lavoro. Secondo i dati Istat almeno 1 milione e mezzo di donne ha subito nel corso della vita una molestia fisica e circa più di 1 milione ha subito ricatti sessuali.
La paura di non ricevere adeguata tutela rappresenta il principale motivo che spinge le donne al silenzio». «Il timore, oggi, - sottolinea la Consigliera - è che i numeri siano destinati ad aumentare. I costi della pandemia si sono scaricati soprattutto sulla componente femminile del mercato del lavoro.
Il disagio economico e sociale, l’isolamento, la precarietà delle condizioni lavorative aumentano il rischio delle donne di essere vittime di molestie e ricatti. Per questo occorre presidiare i luoghi di lavoro, mettendo in campo tutti gli strumenti che oggi esistono e che devono diventare pratica quotidiana. Testimoniare con i fatti l’impegno contro la violenza di genere è l’unico modo per rendere giustizia alle vittime di femminicidio, il resto è solo retorica».
Redazione - laScansionenet
Nella foto. Andrea Storoni e Bianca Maria Orciani, questa mattina in Prefettura
A firmare il Vice Presidente Andrea Storoni e la Consigliera di Parità Bianca Maria Orciani che sottolineano l’importanza del Protocollo, che vede il coordinamento della Prefettura e il coinvolgimento di tutte le istituzioni e autorità del territorio della provincia di Ancona.
«Solitamente si affrontano le questioni come fossero emergenze, ma sulla violenza di genere il problema è strutturale, ce lo dicono i numeri. In genere affrontiamo le questioni con la forza, ma sulla violenza di genere il problema è principalmente sociale, ce lo dicono i costi pagati da chi è coinvolto – afferma Andrea Storoni, Vice Presidente della Provincia di Ancona - Per fare un esempio: dove c'è una denuncia, e sono poche rispetto alla totalità dei casi, perché la risposta, normativamente, deve essere allontanare la donna e i figli dal contesto in cui sono radicati, in cui c'è un lavoro, la scuola, relazioni e non il contrario? Cioè rafforzare queste alleanze, irrobustire quello che c'è anziché reciderli? Ecco che, ai miei occhi, il Protocollo rappresenta una prima risposta a questi interrogativi».
A rimarcare l’importanza di presidiare i luoghi di lavoro per contrastare la violenza di genere è la Consigliera di Parità della Provincia di Ancona Bianca Maria Orciani.
«Si tratta di uno strumento di fondamentale importanza nella lotta contro la violenza di genere – afferma la Consigliera di Parità della Provincia di Ancona Bianca Maria Orciani - Quella a cui stiamo assistendo è una strage senza fine che tradisce il carattere radicale di una cultura violenta e prevaricatrice. Una cultura che permea non solo l’ambiente domestico ma anche i luoghi di lavoro. Secondo i dati Istat almeno 1 milione e mezzo di donne ha subito nel corso della vita una molestia fisica e circa più di 1 milione ha subito ricatti sessuali.
La paura di non ricevere adeguata tutela rappresenta il principale motivo che spinge le donne al silenzio». «Il timore, oggi, - sottolinea la Consigliera - è che i numeri siano destinati ad aumentare. I costi della pandemia si sono scaricati soprattutto sulla componente femminile del mercato del lavoro.
Il disagio economico e sociale, l’isolamento, la precarietà delle condizioni lavorative aumentano il rischio delle donne di essere vittime di molestie e ricatti. Per questo occorre presidiare i luoghi di lavoro, mettendo in campo tutti gli strumenti che oggi esistono e che devono diventare pratica quotidiana. Testimoniare con i fatti l’impegno contro la violenza di genere è l’unico modo per rendere giustizia alle vittime di femminicidio, il resto è solo retorica».
Redazione - laScansionenet
Nella foto. Andrea Storoni e Bianca Maria Orciani, questa mattina in Prefettura
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