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San Severino, all’alba torna il tradizionale pellegrinaggio a Santa Sperandia: percorso e raccomandazioni

Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...

Al Giometti ‘Vulnerabile bellezza’ racconta la vita dopo il sisma

 


A poco più di cinque anni dal devastante terremoto del 2016, giovedì 9 Dicembre alle ore 21:00, il Multisala Giometti di Tolentino ricorda l’evento all’interno della rassegna di film d’autore ‘Decima Musa’, che la catena sta portando avanti con importanti realtà culturali cittadine, come l’Unitre. E lo fa con la proiezione del pluripremiato documentario ‘Vulnerabile Bellezza’ del regista marchigiano Manuele Mandolesi.

Il film si è imposto in molti festival nazionali ed internazionali fino alla vittoria del Globo d’Oro 2020, come miglior documentario italiano. Insieme alla proiezione, è previsto un dibattito coordinato dal prof. Alberto Cingolani, con l’intervento del regista e dei protagonisti del film, la famiglia Riccioni, giovani allevatori di Ussita con due bambini al seguito, che in quel terremoto hanno perso la loro casa e la loro fattoria, ma, nonostante incredibili difficoltà, con la ‘tigna’ tipica forse solo dei marchigiani, hanno lottato strenuamente fino a riuscire a ricostruire la propria vita sulle loro amate montagne.

Il film è soprattutto una grande storia di speranza, immersa nel panorama mozzafiato dei Sibillini. Mandolesi ha seguito la giovane famiglia di Ussita, per più di un anno dal 2017 al 2018. Michela e Stefano sono degli allevatori e insieme ai loro due figli Diego e Emma in quel terremoto hanno perso la loro casa, la loro fattoria e nonostante le difficoltà – dalla lunga attesa per una nuova casetta di legno, alla ricostruzione delle nuove stalle per gli animali - con determinazione e dedizione lottano per ricostruire la loro vita sulle loro amate montagne, dove un giorno potranno tornare ad abitare.

Mandolesi entra nella loro intimità familiare in punta di piedi, pur rimanendo a un livello molto profondo di indagine, e mentre si continua a demolire e a ricostruire, con delicatezza racconta la loro storia nel momento più difficile della loro vita, scandita dal passare delle stagioni. Durante il film, la voce fuori campo di mamma Michela racconta la storia del soldatino di piombo che dopo tante peripezie riesce a tornare dalla sua ballerina lì dove la loro storia era iniziata, così come Michela, Stefano, Diego ed Emma che dopo 2 anni sono tornati nella loro Ussita. Ma non per tutti è stato così. Oggi a distanza di 5 anni dal sisma la ricostruzione è parzialmente iniziata e molte delle famiglie vivono ancora lontano dalla propria terra o nelle soluzioni abitative d’emergenza. Questo film è per tutti loro.

 Il regista così ha commentato questo film, che resistito anche al Covid 19:  “Uscire in sala dopo 5 anni dal sisma è davvero importante perché mi permette di mantenere una promessa che avevo fatto a me stesso e alle popolazioni colpite dal sisma 2016: continuare a far parlare negli anni, anche quando l’attenzione mediatica sarebbe calata notevolmente, delle difficoltà che le persone di quel territorio stanno tutt’oggi vivendo. Per di più vedere questo film, una storia di amore e resistenza, al cinema, dopo il lungo periodo buio legato alla pandemia (il film sarebbe dovuto uscire nelle sale proprio durante il primo lockdown) assume ancora più rilevanza. Vedere poi i bellissimi panorami del nostro territorio su grande schermo è sempre emozionante”.

 

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