Dopo il periodo
natalizio al multiplex ‘Giometti’ di Tolentino, in collaborazione con Unitre,
riprende, con il contributo del prof. Alberto Cingolani, da giovedì 13 gennaio
alle ore 21.15, con aperitivo offerto da Cellulopoli, la rassegna ‘La decima
musa’ con il film ‘Il bambino nascosto’, una storia d’amore tra un adulto e un
bambino, tratto dal libro di Roberto Andò, con un superlativo Silvio Orlando
capace di espressioni che emozionano per tutto il film, e con il piccolo
Giuseppe Pirozzi, per sincerità e naturalezza una vera rivelazione.
Gabriele
Santoro è un maestro di musica, insegna pianoforte e ha scelto di abitare nei
Quartieri spagnoli, pur provenendo da una famiglia della Napoli bene. Vive in
solitudine un’esistenza abitudinaria e sempre uguale finché un bambino non si
intrufola nella sua bella casa: è il figlio del vicino del piano di sopra e la
camorra lo sta cercando, per motivi a Gabriele sconosciuti.
L’afflato
poetico è la spina dorsale di una narrazione fatta di silenzi e di sguardi, ma
anche ricca di svolte drammatiche e problemi reali, nel contesto allucinato di
una città dominata da una malavita che opera in parallelo alle persone oneste
finché le loro strade per caso non si incontrano.
E Silvio Orlando,
in compagnia di Toni Servillo, torna nel cartellone cinematografico anche giovedì
20 gennaio alle ore 21.15 nel film ‘Aria ferma’ del regista Leonardo Di
Costanzo, acclamato come la miglior sorpresa della Mostra del Cinema di
Venezia, che racconta la vita nel carcere; con ‘Ariaferma’ il regista Leonardo
Di Costanzo parla del carcere, ma anche di una vita dominata da gerarchie,
divisioni e regole che vanno superate nel nome di una comprensione comune, e di
una comune umanità.
Chiude il
primo ciclo dell’anno, giovedì 27 gennaio alle ore 21.15 la deliziosa commedia
profumata di leggerezza e bellezza, ‘La signora delle rose’ del registra
francese Pierre Pinaud, che ha incantato al Taormina Film Festival per l’interpretazione
della magnifica creatrice di rari innesti floreali alle prese con le difficoltà
di proseguire l'azienda paterna: il film è un’ode alle cose da farsi in modo
antico, alla bellezza da ricercarsi attraverso la lentezza, per i fiori come
per l'arte e per la vita di tutti i giorni.
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