Dopo il periodo
natalizio al multiplex ‘Giometti’ di Tolentino, in collaborazione con Unitre, ha
ripreso, con il contributo del prof. Alberto Cingolani, la rassegna ‘La decima
musa’ che giovedì 20 gennaio alle ore 21.15 propone il film ‘Aria ferma’ con la regia di Leonardo
Di Costanzo ed interpretato da Silvio Orlando e Toni Servillo, acclamato come
la miglior sorpresa della Mostra del Cinema di Venezia, che racconta la vita
nel carcere; con ‘Ariaferma’ il regista Leonardo Di Costanzo parla del carcere,
ma anche di una vita dominata da gerarchie, divisioni e regole che vanno
superate nel nome di una comprensione comune, e di una comune umanità.
Un carcere
ormai in degrado sta per essere chiuso. Arriva però un contrordine: 12 detenuti
ed alcuni agenti di polizia penitenziaria dovranno restarci un po' più a lungo
degli altri perché la struttura che dovrebbe accogliere i detenuti non è a
momento disponibile. Diventa quindi necessario gestire in modo nuovo il
rapporto considerato che gran parte dell'edificio è ormai chiusa.
Leonardo di
Costanzo prosegue con rigore il suo percorso di ricerca e di riflessione sulle
dinamiche relazionali riprendendo il discorso iniziato con il suo film di
finzione d’esordio, ‘L’intervallo’. Anche in ‘Aria ferma’ il regista non perde
il rigore dello sguardo indagatore dell’animo umano al di là delle convenzioni giocando
sulla molteplicità dei punti di vista e sullo spazio.
Il film chiama
in causa la responsabilità di farsi uomini, di pensarsi come individui uscendo
della prigione dei ruoli prefissati, anche se la violenza è implicita in ogni
elemento del film, nelle regole di condotta della prigione, nelle sbarre delle
celle, negli obblighi degli internati e nei doveri delle guardie: nessuno è
libero, ma nella situazione singolare che viene a crearsi chiunque ha la
possibilità di liberarsi per un attimo della corazza che indossa.
Chiude il
primo ciclo dell’anno, giovedì 27 gennaio alle ore 21.15 la deliziosa commedia
profumata di leggerezza e bellezza, ‘La signora delle rose’ del registra
francese Pierre Pinaud, che ha incantato al Taormina Film Festival per l’interpretazione
della magnifica creatrice di rari innesti floreali alle prese con le difficoltà
di proseguire l'azienda paterna: il film è un’ode alle cose da farsi in modo
antico, alla bellezza da ricercarsi attraverso la lentezza, per i fiori come
per l'arte e per la vita di tutti i giorni.
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