Dopo l'assessore alla cultura, Silvia Tatò, anche la vicesindaco Silvia Luconi, risponde alle accuse di 'Tolentino Popolare', affermando che 'Tolentino nel Cuore' è la prima forza civica:
“Che piaccia o
meno ad Alessandro Massi, Tolentino nel Cuore è la prima forza civica, moderata
e centrista della città, una lista animata da persone che si sono messe in
gioco per contribuire ad un progetto credibile di crescita e sviluppo di
Tolentino portato avanti dal Sindaco Pezzanesi che, con una visione a 360 gradi
della città, sin dal primo istante dopo il suo insediamento nel 2012, si è
seduto ed ha affrontato uno ad uno tutto i nodi che nessuno mai prima era
riuscito non solo a sciogliere, ma nemmeno ad affrontare.
Leggiamo
comunicati stampa che condannano livore, politica clientelare, attacchi
personali, ma di fatto chi scrive è vittima, ancora una volta e come spesso da
noi ripetuto, delle sue stesse parole ed è talmente tanto accecato dalla rabbia
che commette errori grossolani anche nella lettura del bilancio stesso".
A proposito di spese la vicesindaco parla di taglio: "Parla di spese di rappresentanza triplicate quando non si accorge che nel capitolo c’è addirittura un taglio di euro 4500; non ci stupiamo particolarmente, perché lui è sempre quello che titolando uno dei suoi spot elettorali come 'no polemiche, solo proposte concrete' proponeva un aiuto serio alle attività commerciali mediante l’azzeramento della tosap non accorgendosi che lo stesso provvedimento era già stata un’ iniziativa statale emanata diversi mesi prima.
Si dice certo
di vincere le elezioni e ha paura di trovare un bilancio falcidiato, dopo
Maggio, ma passi che non voglia ammettere che c’è stata una riduzione oggettiva
del debito pari al 37%, è veramente preoccupante che non riesca a leggere
nemmeno i rudimenti basilari".
Ed ha segnalato risorse per vitalizzare il Centro Storico: "Si scontri sui temi: parla di università alla Ex Don Bosco (idea tra l’altro portata avanti già dal Sindaco Pezzanesi che ne ha parlato in varie occasioni pubbliche), ma gli sfugge che se in Centro Storico i giovani non tornano a viverci i servizi non saranno mai abbastanza. E’ necessario attivare una politica di edilizia agevolata per le giovani coppie, la stessa che è riuscita a far popolare quartieri nuovi come Contrada Pace, ad esempio; edilizia che attiri famiglie e bambini, il vero punto vitale per una città e per il suo cuore pulsante.
In
questo il comune deve essere il regista, impegnandosi ad acquisire immobili e
ricostruirli secondo tutti i crismi della sicurezza e della praticità, creando
anche parcheggi e parchi verdi, per rendere il centro vivibile e piacevole.
Abbiamo approvato una delibera in tal senso, proprio nei giorni precedenti
all’Epifania, che dirotta l’Amministrazione Comunale in tale direzione e ne
siamo orgogliosi. Abbiamo ricevuto molti contributi, da parte di professionisti
di lunga esperienza, ma anche da parte di tecnici giovani e intraprendenti e
abbiamo tutta l’intenzione di perseguire
questo importante obiettivo, condiviso dal Sindaco, il quale mi ha fornito
degli spunti importanti di riflessione per mettere in piedi la relativa
progettualità".
E si definisce in linea con la politica del sindaco: "Dico a gran voce che è certamente meglio per la città essere definiti come ‘un clone del Sindaco’ che in 10 anni, nonostante un terremoto devastante e una pandemia mondiale, ha realizzato 39 milioni di euro di opere con altri 180 milioni finanziati e da realizzare, frutto di un lavoro continuo e costante e di un nuovo modo di finanziare il lavoro pubblico che non è quello di accendere mutui (benché il limite sia stato quasi raggiunto in passato), ma quello di intercettare le giuste opportunità avendo pronti progetti preliminari o studi di fattibilità da presentare al momento giusto.
E’ certamente meglio per la città essere definita come un clone del Sindaco il quale ha un indirizzo preciso in tutto in particolare Scuola e Sanità, perseguendo il concetto di strutture nuove, sicure, belle, antisismiche per eccellenza, quando Massi, che a quanto pare conosce solo l'arroganza, avrebbe scommesso sul riappiccicare il vecchio; roba da prima Repubblica!
La sicurezza e la logistica non si barattano con niente, nemmeno per una manciata di voti; un amministratore serio e lungimirante non può non ammettere che rattoppando il vecchio il problema non si risolve mai definitivamente, ma si dà seguito ad autentici pozzi senza fine e spreco di denaro pubblico.
Ho frequentato gli istituti scolastici pubblici
della mia città, dalla materna alle superiori e le mie scuole erano senza
palestre, senza spazi comuni, costretta a frequenti traslochi per via di
continui lavori manutentivi. I giovani del futuro non devono subire lo stesso destino e non possono essere
vittime di una politica esclusivamente concentrata sul desiderio di vendetta
personale per un reato di ‘lesa maestà’. I ruoli amministrativi non sono da
considerarsi giocattoli e la privazione degli stessi non può essere utilizzata
come arma per affermare la propria persona".
L'amministrazione comunale è stata concreta: "Dichiara che Tolentino è finita, dimenticata, decaduta… già! Talmente tanto decaduta e dimenticata che a PSR chiuso avrà 300 milioni di euro di opere da fare le quali cambieranno splendidamente Tolentino e la cambieranno con i fatti, non con le chiacchiere del trio rimasto di Tolentino Popolare, che vende fumo e raschia il fondo della botte della politica mettendo insieme tutto ed il contrario di tutto per poter avere ancora una possibilità di chiedere allo specchio incantato: ‘Specchio specchio delle mie brame chi è il nuovo Sindaco del reame?’
È avvilente
inoltre leggere le sue considerazioni
offensive sull’Assessore Tatò definendola ‘galoppìna di Silvia Luconi’ e su
Andrea Crocenzi che, secondo lui, ‘rappresenta solo se stesso’. Il problema di
fondo di Massi forse risiede nel fatto che la prima in due anni e mezzo scarsi
è riuscita a fare, da sola, quello che Massi stesso non è stato in grado
nemmeno di pensare, sempre troppo concentrato su se stesso e sulla sua ascesa
personale invece che sui problemi veri della città. Il vero problema forse sta
nel fatto che nè Tatò, nè Crocenzi hanno accettato di essere ‘yes man’ del loro
ex capolista, dimostrando di avere una
testa pensante e tutto questo mal si concilia con l’atteggiamento
autoreferenziale della politica tipicamente ‘massiana’.
Predica bene,
ma razzola in maniera opposta perché se da un lato dice di voler fare ‘un’opposizione
concreta, non faziosa e senza pregiudizi’ si concentra principalmente sulla mia
persona rilasciando dichiarazioni su candidature che di fatto non sono state
annunciate da nessuno, men che meno dalla sottoscritta e accusandomi di
millantare innovazione quando farei politica dal 2004.
Sorrido perché
nel 2004 c’ero, è vero, ma ero tra quelle persone che nella sede di via Filelfo
telefonavano a casa di mezza regione marche per convincere gli elettori a
votare Francesco Massi, suo padre, come governatore della regione.
Mi chiedo
quindi tra me e lui, chi possa definirsi ‘nuovo’, considerando che non sono di
certo io che faccio politica da tre generazioni”.
Commenti
Posta un commento