Si rinnova anche quest'anno uno degli appuntamenti più suggestivi e sentiti dalla devozione popolare settempedana. Domenica 16 agosto la comunità si ritroverà alle prime luci dell'alba per il consueto pellegrinaggio a Santa Sperandia, un cammino tra fede, natura e tradizione. Il percorso e gli orari del cammino Il programma prevede il ritrovo dei fedeli alle ore 5:45 presso la chiesetta di Sant’Apollinare a Monte, con partenza fissata per le ore 6:00. L'itinerario si snoderà lungo le strade comunali attraversando le località di Straccialena e Montacuto, per poi fare tappa alla Roccaccia, alle suggestive Grotte di Santa Sperandia e in località Civitella. Il cammino, scandito da brevi soste, si concluderà alle ore 8:00 alla Croce del Monte Acuto, dove Don Noè e Padre Luciano Genga celebreranno la Santa Messa conclusiva. Consigli utili per i partecipanti e modifiche al traffico Trattandosi di un tragitto che presenta una difficoltà medio-alta, gli organizzatori racc...
Prenderà il via sabato 5 marzo al Politeama di Tolentino, in occasione della ricorrenza della festa della donna e del settecentenario della morte del poeta Dante Alighieri, l’esposizione della pittrice, scultrice e scenografa, Maria Micozzi, ‘Le donne di Dante.
La via del cambiamento’. L'organizzazione è a cura del Rotary Club Tolentino in collaborazione con il Politeama di Tolentino. Il taglio del nastro è previsto per le 18. La mostra chiuderà i battenti il 27 marzo 2022.
Cleopatra, Medea, Francesca da Rimini, Didone, Eva, Beatrice, Santa Lucia.
Sono alcune delle figure femminili della Divina Commedia, dipinte da Micozzi su lenzuola - di covid memoria – con tratti rapidi e colori dal bianco e nero ai rossi accesi, a richiamare l’attualità dell’insegnamento dantesco. L’importanza di capire l’errore per giungere alla “redenzione” del cambiamento.
Quasi una trentina le opere in rassegna, sono grandi dipinti in tecnica acrilica su tela libera non intelaiata, ricavata da lenzuola, “antico rifugio simbolico di protezione” vissuto nel lockdown per il covid-19. Rapido, quasi spatolato, anche il tratto, che ha risentito del clima di tensione e sconcerto.
L’Inferno dantesco – traduce in pittura l’artista milanese d’adozione, ma di origine tolentinate, Micozzi - è “eternità senza mutamento” poiché “nel male non c’è vita che possa mutare”. Nel Purgatorio il viaggio dantesco procede con la “bramosia della redenzione” e una sorte di dolore, perché “la carne e la mente sentono ancora l’errore che hanno accolto”. Mentre nel Paradiso il viaggio entra nella perfezione dell’interezza e vede “le differenze vivere dell’amore”.
Ecco, le donne raffigurate in rassegna - donne del mito e della letteratura come la regina di Cartagine Didone, la tessitrice Aracne, la prostituta Taide, o della storia come Aspasia, la concubina di Pericle - sono lì a portare il senso e le angosce di una cultura millenaria divisiva, forgiata dal patriarcato, che chiede di essere cambiata, e che siano riscoperte le relazioni fra le differenze, l’incontro tra uomo e donna, tra umanità e natura.
“Conoscere l'errore - afferma l’artista - libera, socraticamente, dai tormenti della colpa. Così dalla conoscenza dell’errore, dal travaglio del pentimento, dallo struggimento dell’attesa nasce il viaggio di Dante. Così il viaggio di ognuno. E il cambiamento di un'intera cultura”.
Redazione - laScansionenet
La via del cambiamento’. L'organizzazione è a cura del Rotary Club Tolentino in collaborazione con il Politeama di Tolentino. Il taglio del nastro è previsto per le 18. La mostra chiuderà i battenti il 27 marzo 2022.
Cleopatra, Medea, Francesca da Rimini, Didone, Eva, Beatrice, Santa Lucia.
Sono alcune delle figure femminili della Divina Commedia, dipinte da Micozzi su lenzuola - di covid memoria – con tratti rapidi e colori dal bianco e nero ai rossi accesi, a richiamare l’attualità dell’insegnamento dantesco. L’importanza di capire l’errore per giungere alla “redenzione” del cambiamento.
Quasi una trentina le opere in rassegna, sono grandi dipinti in tecnica acrilica su tela libera non intelaiata, ricavata da lenzuola, “antico rifugio simbolico di protezione” vissuto nel lockdown per il covid-19. Rapido, quasi spatolato, anche il tratto, che ha risentito del clima di tensione e sconcerto.
L’Inferno dantesco – traduce in pittura l’artista milanese d’adozione, ma di origine tolentinate, Micozzi - è “eternità senza mutamento” poiché “nel male non c’è vita che possa mutare”. Nel Purgatorio il viaggio dantesco procede con la “bramosia della redenzione” e una sorte di dolore, perché “la carne e la mente sentono ancora l’errore che hanno accolto”. Mentre nel Paradiso il viaggio entra nella perfezione dell’interezza e vede “le differenze vivere dell’amore”.
Ecco, le donne raffigurate in rassegna - donne del mito e della letteratura come la regina di Cartagine Didone, la tessitrice Aracne, la prostituta Taide, o della storia come Aspasia, la concubina di Pericle - sono lì a portare il senso e le angosce di una cultura millenaria divisiva, forgiata dal patriarcato, che chiede di essere cambiata, e che siano riscoperte le relazioni fra le differenze, l’incontro tra uomo e donna, tra umanità e natura.
“Conoscere l'errore - afferma l’artista - libera, socraticamente, dai tormenti della colpa. Così dalla conoscenza dell’errore, dal travaglio del pentimento, dallo struggimento dell’attesa nasce il viaggio di Dante. Così il viaggio di ognuno. E il cambiamento di un'intera cultura”.
Redazione - laScansionenet
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