Grande
partecipazione sabato scorso al Politeama di Tolentino all'inaugurazione della
mostra, realizzata in occasione della ricorrenza della festa della donna e del
settecentenario della morte del poeta Dante Alighieri, della pittrice,
scultrice e scenografa, Maria Micozzi, ‘Le donne di Dante. La via del cambiamento’.
L'organizzazione è a cura del Rotary Club Tolentino con il Politeama di
Tolentino.
Per la
cerimonia di inaugurazione si è tenuto un incontro dal titolo ‘Le donne
nell'arte’ con la partecipazione della pittrice che con le sue opere ha puntato
l'attenzione sulle donne di Dante e con Laura Mocchegiani, direttore di
biblioteca, sono state ricordate alcune pittrici marchigiane dimenticate. E
così dopo i saluti del direttore del Politeama, Massimo Zenobi e del presidente
del Rotary Club Tolentino, Ovidio Ciarpella è stata presentata la mostra con l’artista.
Cleopatra,
Medea, Francesca da Rimini, Eva, Beatrice, Santa Lucia. Sono alcune delle
figure femminili della Divina Commedia, che Maria Micozzi ha dipinto su
lenzuola, nel periodo segnato dal covid, con tratti rapidi e colori dal bianco
e nero ai rossi accesi, a richiamare l’attualità dell’insegnamento dantesco.
L’importanza di capire l’errore per giungere alla ‘redenzione’ del cambiamento.
A partire dell’Inferno,
che l'artista dice eternità senza mutamento, al Purgatorio il viaggio dantesco
procede con la bramosia della redenzione e una sorte di dolore, perchè la carne
e la mente sentono ancora l'errore che hanno accolto. Nel Paradiso, infine, il
viaggio entra nella perfezione dell'interezza e vede le differenze vivere dell’amore.
“Le donne
raffigurate in rassegna – ha affermato Maria Micozzi - sono lì a portare il
senso e le angosce di una cultura millenaria divisiva, forgiata da patriarcato,
che chiede di essere cambiata e che siano riscoperte le relazioni fra le
differenze, l'incontro tra uomo e donna, tra umanità e natura”.
Di seguito con
Laura Mocchegiani si è parlato di tre pittrici marchigiane dimenticate: Lucia
Ricci da Fermo, a cavallo tra '600 e '700, Giulia Centurelli da Ascoli Piceno,
1832-1862 e Nori de' Nobili da Ripe di Trecastelli di Pesaro, 1902-1968. E'
stata illustrata la loro arte, nonché i pregiudizi e gli ostacoli sociali e
familiari che hanno subito per potere esprimerla:
“Oggi ci
rimangono tre quadri di Lucia Ricci, due a San Ginesio e uno a Fermo, quattro
di Giulia Centurelli nella pinacoteca di Ascoli e l'intera opera di Nori de'
Nobili nell'omonimo museo a Trecastelli, che ospita anche il Centro studi sulla
donna nelle arti visive contemporanee. A Nori è stata dedicata anche una mostra
a Bruxelles, all’interno della comunità Europa nel 2005 ma, nonostante ciò,
rimangono ancora sconosciute al grande pubblico”.
E’ intervenuto
anche l’assessore alla cultura Silvia Tatò che ha molto apprezzato
l'iniziativa. Al termine della cerimonia, condotta dalla giornalista Carla
Passacantando e segretario del Rotary Tolentino, la pittrice Maria Micozzi ha
donato una sua opera al Rotary di Tolentino che metterà all'asta e il ricavato
verrà devoluto dal club ad alcuni service a favore della comunità.
La mostra
rimarrà aperta fino al 27 marzo 2022. Quasi una trentina sono le opere in
rassegna: sono grandi dipinti in tecnica acrilica su tela libera non
intelaiata, ricavata da lenzuola, ‘antico rifugio simbolico di protezione’
vissuto nel lockdown per il covid-19. Rapido, quasi spatolato, anche il tratto,
che ha risentito del clima di tensione e sconcerto.
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