Nei giorni scorsi l’attore Simone Riccioni ha
incontrato Giuseppe Pezzanesi Sindaco di Tolentino, oltre al Vice Silvia Luconi
e agli Assessori Silvia Tatò, Francesco Pio Colosi e Fausto Pezzanesi, per
presentare il suo nuovo film “La ballata dei gusci infranti” che in questo
periodo viene presentato in anteprima e che sarà nelle sale cinematografiche a
partire dal prossimo 31 marzo. Tra le proiezioni di presentazione è prevista
una anteprima al cinema Multiplex Giometti di zona Pace a Tolentino. L’appuntamento
da non perdere è per giovedì 24 marzo 2022, alle ore 21.00.
Saranno presenti in sala gli attori e interpreti del film Simone Riccioni e Samuele Sbrighi e la regista Federica Biondi. “Invito tutti a questa anteprima – sottolinea il Sindaco Pezzanesi – di questo film sulla preziosità della vita e l’unicità di ognuno di noi. Rimanere uniti è il primo punto di ripresa e di speranza che la ballata dei gusci infranti ci testimonia. Inoltre è una preziosa occasione per incontrare alcuni interpreti e la regista di questo emozionante film, girato nelle nostre zone”.
La regia del film è di Federica Biondi. Gli interpreti sono: Simone Riccioni, Caterina Shulha, Paola Lavini, Miloud Benamara, Barbara Enrichi, Samuele Sbrighi, e con la partecipazione di Lina Sastri e Giorgio Colangeli. Questo il link per prenotare e acquistare i biglietti in anticipo:
https://www.giomettirealestatecinema.it/cinema/multiplex-tolentino/programmazione.
‘La Ballata dei Gusci Infranti’ è un film che racconta quattro storie ambientate ai piedi dei Sibillini, nel cuore dell’Italia. Il filo che rilega le storie come in un’antologia è il matto del villaggio, Jacopo, che vive in mezzo alla natura e la attraversa sempre a piedi, cita Dante e conosce tutti, pur restando ai margini. Si fa amico un giovane parroco africano appena arrivato a gestire una piccola parrocchia. Fra emarginati ci si intende e ognuno a modo suo sa accogliere le stranezze dell’altro.
Jacopo è il figlio di Alba e Dante, attrice lei e drammaturgo lui. Ritiratisi in una casa isolata sull’Appennino marchigiano, i due artisti dedicheranno alla comunità che li ha accolti ormai da anni il loro ultimo spettacolo, una rielaborazione del Paradiso di Dante Alighieri.
A pochi chilometri di distanza, proprio a ridosso dei Sibillini, c’è la fattoria di Lucia che si ritrova all’improvviso a condurre l’azienda da sola, abbandonata dal marito, attratto da una vita più facile. Tenterà di aiutarla Jacopo, con cui Lucia baratta spesso del formaggio per un pugno di noci, e insieme, un po’ a casaccio, sapranno riorganizzare la fattoria.
In un borgo vicino, abitano David ed Elisabetta che vivono l’attesa del primogenito tra la paura del futuro e le prima sinistre scosse di terremoto. Nella tensione molteplice del momento, i ragazzi vedono infrangersi la superficie liscia dell’amore, tremano le fondamenta e franano le certezze, ma una mattina sarà così davvero per tutti: un terremoto farà perdere a tutti qualcosa, spezzando la quotidianità e l’equilibrio. Dalle macerie e tra chi è rimasto si farà forza la capacità di andare avanti, di sopravvivere e ricominciare, che spingerà ancora di più l’uno accanto all’altro.
“La Ballata dei gusci infranti – ricorda la regista Federica Biondi - narra la fragilità della vita e la forza del senso di appartenenza. Ogni identità nel film sembra racchiusa in un guscio di lumaca, ognuno ha la propria vita fatta di scelte che riguardano luoghi in cui vivere e persone da tenersi accanto, in un’idea di completezza.
L’insieme dà l’illusione della certezza e della protezione ma la vita è anche imprevisto e, sotto il passo devastante di un gigante, il guscio talvolta può infrangersi. Il film è un’antologia di storie di un territorio, avvolte da una copertina che ritrae il volto distruttivo di un terremoto che ha spezzato equilibri e legami per crearne di nuovi. L’impatto con la fine del proprio mondo fa emergere uno spirito di sopravvivenza altrettanto naturale e imponderabile.
Perdere la famiglia o la casa è qualcosa che ha a
che fare con la nostra identità, è un evento che ci cambia più di ogni altra
cosa, anche se il legame con la famiglia e con la casa è in realtà
indissolubile, impossibile da sciogliere: se un giorno dovessimo perderci,
l’unica cosa da fare sarebbe prendere la strada di casa. Recuperando il cibo, i
luoghi, i profumi, i ricordi con cui siamo cresciuti torneremo a noi stessi”.

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