Piazza piena
per ascoltare il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando,
a Tolentino per sostenere il candidato sindaco Massimo D’Este: “Avete un grande
candidato, una persona che prima di scendere in campo ha dedicato parte della
propria vita al riscatto quotidiano dei singoli che ha incontrato; è una
persona che lo potrà fare per la comunità, senza ambizione o disegno politico.
Questa è la patente più importante, è il segno più forte di una passione, di un
legame alla base della democrazia che è l’uguaglianza sociale”.
Prima di
salire sul palco il ministro ha visitato la città colpita dal sisma del 2016 ed
ha ascoltato il candidato sindaco del centro sinistra che ha parlato della
crisi del lavoro: “Essere politico è una chiamata alla responsabilità nei
confronti della città, di qualcuno che ci sta delegando il proprio futuro. E
non è una vergogna parlare di fragilità. Dobbiamo rigenerare la politica che
deve essere capace di interloquire con le forze imprenditoriali che non si
comportano come dovrebbero. A Tolentino ci sono aziende che fanno firmare buste
paga da € 1.200 e te ne danno € 600; non è solo una questione economica, ma di
dignità, sono ferite che segnano persone che poi (da li il passo è breve) si dedicano al gioco, alla speranza di
riuscire ad ottenere quello manca da quella busta paga. Oppure si danno
all’alcol. E noi li a puntare il dito verso chi non ha voce o non ha il
coraggio di tirarla fuori”.
Ed una stoccata
a chi ha criticato i temi sociali: “Molti dei temi che sono nei nostri
programmi e che sono stati denigrati dai nostri oppositori in questi giorni
stanno apparendo sui fogli dei nostri competitor. Ho letto che i candidati
della coalizione di Silvia Luconi hanno scritto sui propri volantini ‘faremo
dei tavoli permanenti di ascolto’. Siamo stati sbeffeggiati per quello che
avevamo detto, ora appare il tavolo delle disabilità e delle povertà”.
Anche il
capolista del Pd Luca Cesini ha parlato di sfruttamento lavorativo: “Le
politiche nazionali degli ultimi decenni basate sulle flessibilità del lavoro,
hanno portato un progressivo aumento della precarietà del lavoro, l’aumento di
contratti determinati e di somministrazione che prevedono assunzioni
settimanali o addirittura giornaliere: questo impedisce qualsiasi tipo di
progettualità dal semplice prestito finanziario fino al formare una famiglia,
portano alla perdita di diritti e i lavoratori sono costretti a girare
compromessi pur di non perdere il lavoro”.
Infine ha
sottolineato che il sindacato è un argine all’illecito: “Silvia Luconi si
dimentica che la denuncia per infiltrazioni mafiose nei cantieri di Visso per
il terremoto è stata fatta dal sindacato e in special modo dalla Filllea di
Macerata. Si dimentica che le denunce per lo sfruttamento dei lavoratori della
Quadrilatero è stata fatta dal sindacato, come anche che la denuncia per
l’infiltrazione e lo sfruttamento nei cantieri di Tolentino. Bisogna avere
rispetto per queste organizzazioni, per essere sindaco bisogna saper rispettare
tutti”.
Dopo aver
sentito i racconti dei tolentinati il ministro ha sottolineato quanto è
importante e strategico far parte dell’Unione Europea: “Dobbiamo essere
orgogliosi delle cose che abbiamo indovinato in questi due anni e mezzo
terribili, tra queste ce n’è una: non aver seguito quello che consigliavano
Giorgia Meloni e Matteo Salvini: litigare con l’Europa. La loro idea era quella
di metterci, non con la Francia, la Germania, ma con la Polonia e l’Ungheria e
iniziare un bombardamento contro l’Unione europea. Direi una linea geniale per
un Paese che ha bisogno di rimettersi in piedi se avessimo dato retta a loro,
oggi, non avremmo avuto alcuno strumento per fronteggiare la crisi economica.
Occorre ricordare che noi spenderemo € 200.000.000.000 che arrivano dall’Europa
più € 100.000.000 del Fondo complementare, insieme si chiama Pnrr, che non è
stato votato né da Fratelli d’Italia né dalla Lega. Si chiamano patrioti e
hanno votato contro l’interesse nazionale, perché non c’era un Paese che aveva
bisogno di investimenti più di noi”.
Quali sono gli obiettivi del governo per il mondo
del lavoro?
“Gli obiettivi sono quelli di costruire un accordo
tra le parti sociali che consenta un adeguamento dei salari all’andamento dell’inflazione
ed affronti il tema del lavoro ‘povero’. Sul fronte delle politiche industriale
l’obiettivo del governo è quello di fronteggiare lo shock della crisi derivante
dal conflitto che ha determinato sui distretti produttivi importanti, come
quello marchigiano”.
L’Europa ha proposto il salario minimo: come si sta attrezzando l’Italia?
“Credo che l’Europa dia parametri interessanti, che
consentano di migliorare i parametri di contrattazione e contemporaneamente di
costruire un percorso verso il salario minimo. Ho avanzato una proposta alle
parti sociali per recepire la direttiva europea, augurandomi che possa essere
accolta dal consenso delle parti sociali e dalle imprese. Questo renderebbe più
spedita l’approvazione di una eventuale normativa”.

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