La
democrazia non si dimostra con un consiglio comunale in piazza e questo è
ampiamente dimostrato dal fatto politico gravissimo avvenuto ieri sera nella
seduta di insediamento.
Se
il buongiorno si vede dal mattino temiamo di aver già capito quale sarà il
modus operandi di questa nuova amministrazione, che parla di legalità (e non
abbiamo capito onestamente il motivo della precisazione del capogruppo
Montemarani nel suo breve intervento di ieri sera) e parla di Democrazia
(sempre Montemarani ne legge la definizione della Treccani). La verità, però, è
che la politica è un'altra cosa e ieri sera c'è stata la prima grande e
gravissima violazione proprio di quella Democrazia, uccisa da una pura
ripartizione di poltrone.
Ci
spieghiamo:
per
la prestigiosa carica di vicepresidente del consiglio, a Tolentino DA SEMPRE,
sia quando noi siamo stati amministratori, sia negli anni in cui era
maggioranza il centrosinistra, per prassi consolidata, si è ogni volta proposto
per questo ruolo il consigliere e la lista di minoranza che avessero ottenuto
più voti e più consenso, proprio per dare seguito alla volontà popolare che con
i propri voti aveva comunque iniziato a tracciare una linea di come avrebbe
voluto la composizione dell'esecutivo e la ripartizione delle cariche.
Non ci è stata data la possibilità di proporre il nostro nome in consiglio comunale, come si è sempre fatto dalla notte dei tempi; avremmo voluto discutere ieri sera in quello che è il luogo della Democrazia e del confronto per eccellenza e scegliere, dopo averne dato le motivazioni, il vicepresidente del consiglio.
Noi avremmo proposto Monia Prioretti, donna e politico
equilibrato, appartenente ad una lista civica, capogruppo di Tolentino nel
Cuore dell'Amministrazione uscente, componente della attuale seconda forza
politica della città. Avremmo proposto Monia perché conosciuta per la sua
preparazione e per il suo senso di abnegazione, per la sua equidistanza, per il
suo rispetto profondo delle istituzioni e per il suo civismo che avrebbe dunque
reso questa proposta condivisibile e accettabile da chiunque, non appartenendo
a nessun partito politico in particolare.
Invece
riceviamo una telefonata, seppur cordiale, del neo SIndaco, il quale ci propone
come vicepresidente Luca Cesini, motivando la scelta con il fatto che, in virtù
dell'accordo politico con il quale il Partito Democratico e la coalizione di
Massimo d'Este hanno permesso la vittoria di Sclavi, non avrebbe avuto senso
comportarsi diversamente.
Se
è vero come è vero che questo ruolo vada lasciato alla minoranza consiliare con
più voti, il PD non lo è proprio; esprime infatti un solo consigliere comunale
perché D'Este, arrivato terzo e dunque escluso dal ballottaggio, siede in
consiglio solo in quanto candidato sindaco; capiamo tuttavia che certe cambiali
vadano in un modo o nell'altro pagate e capiamo che il Sindaco mai avrebbe
avuto la chance della vittoria con soli 500 voti di lista ed è per questo che
oggi deve rispettare dei patti, ma non possiamo renderci complici di questo
modo di fare politica che francamente non ci appartiene.
Un ultimo inciso su Massi Presidente del Consiglio: noi abbiamo votato scheda bianca e lo abbiamo fatto per una motivazione ben precisa. La città, con il proprio voto, aveva espresso una chiara ed inequivocabile volontà: Massi infatti, benché non abbia raggiunto il record di preferenze ottenute in passato da altri due candidati della città, ha in questa tornata elettorale ottenuto il maggior numero di consensi ed è per questo che avrebbe dovuto accettare un ruolo esecutivo, assumendosi le responsabilità e gli oneri di essere assessore, condividendo con la Giunta non solo i successi, ma votando anche le decisioni più impopolari che gli assessori e il sindaco per forza di cose devono e dovranno prendere.
Ha deciso invece di mantenere una neutralità, mettendosi al riparo da eventuali tempeste e evitando di macchiare la sua immagine che rimarrebbe certamente più pulita per eventuali ruoli e candidature future. Ne abbiamo preso atto, ma lo avremmo voluto assessore e vicesindaco (senza nulla togliere ovviamente ad Alessia Pupo con la quale ancora ci complimentiamo), perché sarebbe stato giusto che lui avesse terminato un lavoro iniziato nell'esecutivo dando prova e dimostrazione delle sue capacità e conoscenze che, con l'esclusione dalla giunta nel 2019, non ha potuto, suo malgrado, dimostrare fino alla fine.
Ne
abbiamo preso atto e non ci siamo anteposti ad una scelta legittimamente presa
dalla maggioranza, perché altrimenti avremmo potuto chiedere al consiglio, se
ci avessero fatto discutere, di votare per la Dott.ssa Benedetta Lancioni,
terza in termini di preferenze nella lista Tolentino Popolare, che per spirito
di servizio e di sacrificio non ha legittimamente chiesto un ruolo che le
sarebbe spettato di diritto.
La
nostra sarà un'opposizione costruttiva che ci vedrà votare favorevolmente
provvedimenti che fanno crescere il territorio e che saranno prosecuzione del
nostro importante percorso di sviluppo della città iniziato in questi anni e
che non saranno stravolti, ma allo stesso modo riteniamo che il consiglio
comunale se deve essere il luogo dove si fa politica per eccellenza, allora non
può essere svilito da giochi di palazzo o da riconoscenza per uno scambio di
voti elettorali.

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