Continuano
anche nel mese di agosto, presso il Villaggio San Michele Arcangelo di
Corridonia (C.da Cigliano, 15), gli incontri del ‘Circolo del Villaggio’,
organizzati dalla Cooperativa PARS.
Il prossimo
appuntamento è per venerdì 19 agosto, quando sarà protagonista Alver Metalli
con il suo libro ‘Epifanie’. Racconti minimi di vita e di morte dalle
baraccopoli in Argentina. Quadri violenti, teneri, di fatica del vivere e
privazioni quelli che si succedono in ‘Epifanie’. Ma anche gesti di solidarietà
che alleviano le pene ed i bisogni più lancinanti. Vita e morte a duello,
appunto, in contrade di gente umile come lo sono le baraccopoli alla periferia
di Buenos Aires, dove si concentra una umanità di emigranti interni ed esterni
al paese delle smisurate ‘pampas’ e delle infinite mandrie allo stato brado.
C'è la
venditrice di biglietti della lotteria che insegue i suoi clienti nei meandri
di ‘villas miseria’ sconosciute ai più, il piccolo spacciatore che vende e
consuma allo stesso tempo, l'allenatore di calcio in sedia a rotelle, poi un
mondo di santi con e senza aureola supplicati ad ogni piè sospinto. Ma c'è
anche l'onda di una solidarietà che sfama e assiste i più fragili, i più
esposti alla morte che si aggira con la falce sulla spalla. Il tutto osservato ‘dal
di dentro’, con simpatia, elevato ed esposto alla luce perché se ne possa
vedere la trama nascosta.
Alver Metalli
è nato a Riccione nel 1952, è giornalista e scrittore. Ha lavorato a Roma, in
Argentina, in Messico e in Uruguay. Attualmente vive a Buenos Aires in una
baraccopoli alla periferia della città. Lucio Brunelli descrive così Alver
Metalli: “Innamorato della gente de La Carcova. Suo padre, un comunista
romagnolo, gli impose quel nome strano per fare un dispetto al parroco. Ma poi
si ritrovò un figlio cristiano che seguendo don Giussani scelse di vivere la
sua vocazione in una baraccopoli di Buenos Aires dove, per dirla con De Andrè,
il sole del buon Dio non dava i suoi raggi”.
Nella
prefazione di ‘Epifania’, a cura appunto di Lucio Brunelli, trova spazio anche
un pensiero di Papa Francesco nei confronti di Alver Metalli. Il Santo Padre,
parlando dell’autore, si esprime così: “Ha lasciato la sua bella casa in un
quartiere residenziale di Buenos Aires per andare a vivere tra le catapecchie
de La Carcova. Lo ha fatto perché è stato attratto dalla testimonianza di padre
Pepe e ha sentito che così poteva meglio realizzare, con gioia, la sua
vocazione cristiana maturata alla scuola spirituale di don Giussani e dei suoi
Memores”.
L’evento,
organizzato in collaborazione con l’Azienda Agricola San Michele Arcangelo, la
Fondazione San Riccardo Pampuri, l’Associazione ut re mi Onlus e Acudipa
Dipendenze Patologiche avrà inizio alle 19.45 con un’apericena in cui saranno
servite pizze e pesche con gelato.

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