Nel Consiglio Comunale, tenutosi giovedì 29
settembre, si è discusso della ristrutturazione dell’ex Orfanotrofio, dove
l’Amministrazione Sclavi intende trasferire 10 classi del Filelfo. Il gruppo
consiliare di minoranza di Tolentino nel Cuore ha espresso parere contrario.
Dopo l’intervento tecnico della capogruppo Silvia Luconi, basato sui documenti
reperiti sia in Comune che in Provincia, anche le consigliere Monia Prioretti e
Silvia Tatò hanno voluto esprimere la propria contrarietà all’operazione, riportando
alcune affermazioni contraddittorie del Sindaco e ponendogli domande
finalizzate a mettere in risalto alcuni aspetti socio-educativi.
“Nel mio intervento -dice la consigliera Monia Prioretti- ho voluto ricordare quanto dichiarato dal Sindaco Mauro Sclavi durante la campagna elettorale: ‘…tra 25 anni arriverà un nuovo sisma e tra 150 anni arriverà il grosso ciclo… Le case vanno demolite perché se noi le ripariamo adesso, le ripareremo anche il prossimo sisma… Se noi continuiamo ad affidare alla politica cose essenziali come è la Ricostruzione… hai capito poco’.
Queste parole sono assolutamente in contraddizione con quanto dice e vuole fare oggi Sclavi. In quell’occasione si parlava di ricostruzione privata dove il Sindaco non ha alcun potere decisionale ma, se il privato per maggiore sicurezza dovrebbe demolire la propria casa, perché nel pubblico che è l’ambito dove il Sindaco può e deve decidere, ciò non dovrebbe succedere? Perché il Sindaco vuole case nuove, ma fa del tutto per riportare gli studenti nelle vecchie sedi scolastiche che il sisma ha già danneggiato più volte?
Perché laddove la demolizione non è possibile, come
nel caso delle nostre scuole, non dovremmo trasferire gli studenti in edifici
nuovi e antisismici? D’altronde le scuole sono edifici sensibili e devono avere
un grado di vulnerabilità sismica più alto rispetto a quello degli edifici
residenziali”.
La Prioretti ci tiene a sottolineare che tutto ciò non significa che le vecchie scuole sono pericolose o che non potranno essere utilizzate, ma semplicemente che non potranno mai raggiungere l’indice di vulnerabilità sismica di un edificio nuovo e dai documenti che abbiamo oggi probabilmente non potranno mai neanche essere adeguate sismicamente come richiesto dalla normativa vigente in materia di edilizia scolastica, ma soltanto migliorate. A noi il semplice miglioramento sismico, seppur consentito in edifici con vincoli storici, per le scuole, non basta.
Tra l’altro l’intervento di € 180.000 previsto per l’ex orfanotrofio non riuscirà nemmeno a dare miglioramento sismico, ma riporterà semplicemente l’edificio alla situazione pre-sisma, come dichiarato in consiglio dalla Luconi e come riferitole dal tecnico della Provincia che sta seguendo il progetto.
La Tatò prosegue sottolineando che questa operazione porterà la comunità scolastica del Filelfo a dividersi in due. Durante il consiglio ha posto al Sindaco una serie di domande: “Avete valutato l’impatto sociale per i ragazzi? Avete valutato che le classi di uno stesso istituto devono, dopo anni, separarsi? Si rischia, dopo gli anni di DAD a causa pandemia, di limitare ancora di più i loro rapporti umani e sociali. Nello spazio all’ex orfanotrofio ci sono spazi comuni? C’è un’aula magna dove incontrarsi e dove fare le attività, tipo gli incontri con l’autore? Ci saranno aule per i ragazzi speciali? Ci sono laboratori oppure quelli sono appannaggio solo degli alunni del liceo scientifico e bisognerà andare alla Quadrilatero?
Ci sono le aule per le attività del liceo della comunicazione? O per ogni cosa che richiederà più spazio si dovrà comunque andare alla sede attuale? Ci sarà lo spazio per la segreteria? Lo spazio esterno sarà a disposizione dei ragazzi, come sarebbe giusto, oppure sarà il parcheggio dei docenti? La scuola ha deciso quali classi saranno interessate dallo spostamento? Il personale ATA è sufficiente? E’ stato raccolto il parere dei ragazzi, dei genitori e di tutti gli insegnanti o si è pensato egoisticamente solo a soddisfare un capriccio politico? Dov’è il miglioramento? In cosa troveranno giovamento i nostri ragazzi”.
La Tatò dichiara che il Sindaco ha trovato una soluzione a metà, perché aveva promesso durante la campagna elettorale una nuova sede per tutto l’istituto, non solo per 10 classi: “Sarebbe bello che Sclavi ammettesse che questo spostamento non è possibile perché non ci sono oggi strutture in centro storico che possano ospitare tutto l’istituto in sicurezza. Dare 10 aule al Filelfo -concludono le due consigliere- non vuol dire dar loro una scuola. La vera soluzione agli attuali problemi dei ragazzi è avere il campus prima possibile”.
Le consigliere comunali di Tolentino nel Cuore
Monia Prioretti - Silvia Tatò

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