In merito al
biodigestore anaerobico che si vorrebbe realizzare presso il Cosmari, ci sono
domande che tutti noi abitanti della Provincia di Macerata (e ancor più i
Sindaci dei nostri comuni), dovremmo porci, ad esempio: Ci serve?
No. Non ci
serve in quanto l'impianto attuale riesce già a gestire l'intero fabbisogno
provinciale pari a circa 43.000 tonnellate di frazione organica, trasformandola
in compost; pertanto non occorre spendere circa 40 milioni di soldi pubblici
per sostituire un impianto autosufficiente, men che meno con un biodigestore
sovradimensionato da 70.000 tonnellate (come progettato).
Ci sono
impatti sull'ambiente e possibili pericoli? Si. Tutti gli impianti hanno
impatti e sono potenzialmente pericolosi. Impianti piccoli hanno impatti e
pericoli piccoli, impianti grandi hanno impatti e potenziali pericoli grandi;
quelli di un biodigestore sono paragonabili a quelli di una centrale a biogas
visto che tecnicamente e fisicamente gli impianti sono molto simili per non
dire quasi identici.
Assistiamo
tutti i giorni agli effetti della crisi climatica in corso, ha senso spendere
dei soldi per realizzare un impianto che produce metano? No. Bisognerebbe
puntare sulle energie rinnovabili e non sulla produzione di metano che è un gas
serra climalterante, che se combusto genera CO2, al contrario se vogliamo
davvero realizzare un'economia circolare e sostenibile bisogna continuare a
recuperare materia producendo compost, proprio come sta facendo l'impianto
esistente.
Considerato
che l'impianto non riceverà i fondi del PNRR è giusto pensare a forme di
collaborazione con i privati per realizzare l’impianto? Assolutamente no. Per
quanto sopra non ha senso costruire l’impianto, tanto meno con l’aiuto dei
privati sia perché sconvolgerebbe la natura e il valore aggiunto del Cosmari
che da sempre si è basato su una partecipazione esclusivamente pubblica, sia
perché i legittimi interessi dei privati sarebbero pagati dai cittadini; in
economia infatti se da una parte qualcuno guadagna, dall’altra c’è sempre
qualcuno che ci rimette.
Cosa dovrebbe
fare il Cosmari? Utilizzare maggiormente le risorse economiche per ridurre al
massimo le emissioni odorigene provenienti dall’impianto anche con una
manutenzione straordinaria dell'attuale impianto. La legge regionale n. 4 del
2020 viene applicata? Troppo poco.
La legge
regionale 4/20 incentiva il recupero della materia proveniente dalla frazione
organica, ossia va in direzione diametralmente opposta a quella di un digestore
anaerobico. La Provincia dovrebbe prodigarsi al massimo in tal senso e non
pensare a realizzare biodigestori che non servono, sono impattanti, sono
irrealizzabili senza l'accesso dei privati e non puntano sul recupero della
materia.
Sandro Bisonni
- Europa Verde Macerata

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